Targa Florio 1966

Targa Florio 1966

Una bellissima fotografia, molto particolare. Siamo a Floriopoli, in un lontano 1966. Il siciliano Nino Vaccarella, già vincitore di Targa nel 1965, sta dentro quella splendida Ferrari 330 P3 della Ferrari SEFAC, che tutti i siciliani già immaginavano “predestinata vincente” ……. ma poi non fù così ….

Vicino a Lui un giovane siciliano, sorridente. E’ Giulio Pucci di Benisichi, figlio del siciliano Antonio Pucci di Benisichi, già vincitore della Targa Florio 1964 con la Porsche 904 GTS della Porsche S.E.

E quell’allora giovanissimo Giulio Pucci avrebbe anche Lui avuto le Sue future esperienze, in Targa, anche e soprattutto come “uomo Porsche” (Strahle - Martini Racing).

Insomma, la Sicilia, in quegli irripetibili decenni …. sfornava piloti a più non posso.

Mai più anni come quelli.

Ci piace evidenziare il “particolare” dello specchietto retrovisore, posto all’interno dell’abitacolo.

Il nostro ringraziamento va all’Amico Gianfranco Pucci di Benisichi per la bella immagine regalata alle pagine di questo sito sulla nostra “amata” Targa Florio.

Targa Florio 1966 - La mitica “Scuderia PEGASO” di Palermo -

Soltanto qualche giorno fà alcuni Amici di Targa Florio hanno trascorso un piacevole pomeriggio in compagnia di Francesco “Ciccio” Dessì, socio fondatore - insieme a Ninni e Pippo Failla, Manfredi Orobello, Franco Moscato, Gaetano Mancuso e qualche altro di cui, ce ne scusiamo, non ricordiamo i nomi - della mitica “Scuderia PEGASO” di Palermo.

Francesco Dessì, grazie alle Sue - praticamente ormai uniche -memorie, ha riportato alla luce alcune storie; questa è una di quelle :
TARGA FLORIO 1966 Ignazio Capuano, nella primavera del 1966, compra una fiammante Porsche 906. Sappiamo - lo abbiamo gia’ scritto su questo nostro sito - che in Targa Florio di quell’anno, durante le prove ufficiali, usci’ di strada per il blocco dell’acceleratore, finendo la sua corsa in un campo di grano.
Saputo dell’incidente, Ninni Failla (Presidente della Pegaso) e Francesco Dessì (Segretario) si recarono sul posto per il recupero della preziosa vettura.
Di quest’ultima, pero’, non vi era alcuna traccia, stante che la 906 si era fermata nei campi, quasi nascosta, molto lontano dalla strada. Si inoltrarono, quindi, nella campagna dove chiesero ad un contadino se avesse visto, per caso, la macchina.
La risposta, secca, fù questa : “ …. Minchia ! ‘Na machina ?
Io vitti n’aciddazzu biancu ca facìa un burdellu, e battìa l’ali ….“. ( “ … Caspita ! Una macchina ?
Io ho visto un uccellaccio bianco che faceva un casino e batteva le ali …. “. )
Bene, Ignazio Capuano - nel 2010 - conferma: La Sua 906, in piena velocità, decollò su un terrapieno lungo la strada, volò letteralmente, planò su un campo di grano in declìvio, ed ad ogni “sbattone” a terra le portiere ad ali di gabbiano si aprirono e si chiusero più volte, e la Carrera 6, alla fine, era quasi nascosta.

Il grano era più alto della Porsche.
“ … Si, questa storia l’avevo sentita, tanti ma tanti anni fà ……” ci ha detto Capuano …

Targa Florio 1966 - Quella Porsche Carrera 6 di Capuano / Latteri

Targa Florio 1966 - Quella Porsche Carrera 6 di Capuano / Latteri

Il motore fù spento da Capuano (quasi) subito … ma durante i pochi secondi di quel “volo” il sei cilindri del Carrera, con le posteriori senza alcun “grip”, si beccò un poderoso “fuorigiri”.La 906 venne, quindi,  recuperata e ricoverata nei garage dell’Hotel Santa  Lucia a Cefalù per essere verificata dai meccanici del Team Porsche.

La strumentazione della vettura portava ancora memoria di quel “fuorigiri” e bastò quel dato per far proferire al grande Herr Ferdinand Piech la teutonica espressione “ MOTOR KAPUTT ! ! ”, che fece letteralmente gelare il sangue a Capuano ……
 
Si constatò che le valvole a farfalla erano rimaste bloccate aperte. E mentre i tecnici Porsche si dannavano per capire cosa potesse essere accaduto ….. fù il meccanico personale di Capuano a scoprire l’arcano … ; una pietruzza di brecciolino si era incredibilmente andata ad infilare lì dove non doveva infilarsi, così bloccando il movimento di “ritorno” dell’acceleratore …
Quel motore, nonostante il fuorigiri e le convinzioni del
Grande F. Piech , “si salvò”, e fece una eccellente Targa Florio 1966.
 
La Targa Florio era anche questo ……
 

Targa Florio 1966 ... e fù il ritorno dell’ASA ...

Targa Florio 1966 ... e fù il ritorno dell’ASA ...

“ ... La positiva partecipazione alla Targa Florio del 1965 spinse la casa di Lambrate a ripetere l’esperienza anche nel 1966 ..... In data 8 maggio 1966, a Palermo, si svolse la Targa Florio, la più vecchia e prestigiosa gara automobilistica del mondo. Si schierarono alla partenza tre ASA: una GTC ( n.216) con motore di 1032 cc., affidata a Spartaco Dini e Giuseppe della Torre, che fu però costretto a ritirarsi per un guasto al motore; un’ASA 1000 GT con carrozzeria in plastica (n.202), ma con il nuovo motore di 1800 cc. a quattro cilindri, affidata a Giorgio Pianta e “Sir Ortensio” (Giampiero Moretti), costretta anch’essa al ritiro per una uscita di strada di quest’ultimo; e infine una 411 strettamente di serie con il n.214 (alla guida Raffaele Pinto ed il siciliano Silvestre Semilia), che si classificò al 21° posto assoluto e 4^ nella categoria Prototipi sino a 2000 cc. ...”

( “ASA - L’epopea della Ferrarina” - Franco Varisco - 2004)

 

 

 

Nella foto: l’ASA - versione 411 - n.202 di Pianta - Moretti. Nell’occasione la carrozzeria era in plastica. La 411, nella sua altra versione in alluminio, pesava già 110 chilogrammi in meno rispetto alla 1000GT. Ben visibili altre differenze tra le due versioni : l’ampia pesa d’aria sul cofano motore, i proiettori inclinati e lo specchietto retrovisore “racing”. Sulla parte superiore destra del parabrezza un piccolo adesivo rettangolare; è l’adesivo dei commissari di “concorrente verificato”, apposto subito dopo il positivo passaggio alle verifiche tecniche. Per mano di Moretti quell’ASA, in gara, uscì rovinosamente di strada; in quel momento il “Piccolo” era battuto da una pioggia fittissima. In quella immagine a Floriopoli alla guida si scorge Giorgio Pianta; dietro l’ASA n.202 la Porsche 906E n.218 di Gerhard Mitter e Jo Bonnier ( Porsche S.E.)

 

Targa Florio 1966 ... LA “SICILIANA” TARGA FLORIO .......

Targa Florio 1966 ... LA “SICILIANA” TARGA FLORIO .......

Una volta un amico “del continente” mi disse : “ ... Raccontami qualcosa della Targa Florio ... fammi capire cosa fosse ...”. Lo portai con me per fargli aprire un libro molto particolare, custodito come una reliquia; una edizione a tiratura numerata e non in commercio, in quanto riservata alla esclusiva personale disponibilità del grande “Drake”, l’Ingegnere Enzo Ferrari. “Le briglie del successo” il suo titolo.

Quel libro risultava “finito di stampare il 30 novembre 1974 nelle Officine Grafiche ARBE di Modena”, nella sua ultima - allora - edizione del novembre 1970.

A pagina n.119 di quel libro c’è una foto molto particolare, e posso assicurare che, in tutto il libro di ben n.253 pagine, è l’unica foto ove non è presente una vettura da corsa od un pilota. Quella foto è un vero, unico, esclusivo omaggio ad una gara - la Targa Florio - ed al suo pubblico.
Enzo Ferrari ha così voluto onorare la “siciliana” Targa Florio. Per nessuna altra gara un pari trattamento.
Feci, così, vedere quella foto al mio amico “del continente”. Non ci volle molto perchè Lui capisse cose fosse stata, per noi siciliani, la Targa Florio.
Enzo Ferrari donò quel Suo libro nel lontano 31 gennaio 1977. Quella foto proposta ritrae un luogo “cult” della Targa; il tifo - come fosse in una gara ciclistica - è assolutamente schierato, di parte. Quell’anno - era il 1966 - sulle Madonie correva una splendida Ferrari 330 P3 Spyder n.230 affidata all’eroe locale Nino Vaccarella ed a Lorenzo Bandini.

Targa Florio 1966 ... lo scontro della TZ1 con la .... pecora ...

Targa Florio 1966 ... lo scontro della TZ1 con la .... pecora ...

Racconta Salvatore (Toti) Sutera :

” ... Quell’anno, nel 1966, ero il compagno del compianto amico Pietro Lo Piccolo. Correvamo con la sua TZ1. Per quella nostra ennesima Targa il numero di gara fù il 122. Ero io alla guida, probabilmente al 4° o 5° giro, quando nei pressi di Caltavuturo, subito dopo una curva cieca .... mi trovai davanti un branco di pecore che attraversava tranquillamente la strada ... frenata secca .... una delle tante pecore, colpita in pieno, volò letteralmente sul cofano con un gran botto ! ..... La mia unica preoccupazione in quel momento ? Che il “prezioso” cofano in alluminio della TZ1 non si fosse danneggiato seriamente ! Per fortuna non fù così; continuai, e , altra fortuna, non incontrai il pastore .... “

La foto ritrae la TZ1 n.122 di Pietro Lo Piccolo e “Toti” Sutera. Sulla vettura visibili le insegne della “Marathon” (industria petrolifera che in quegli anni sponsorizzava le vetture della Scuderia Pegaso di Palermo), e della “Giliberti Corse”, il preparatore palermitano di quella TZ1.

Toti Sutera è un Amico dell’Associazione Culturale Amici della Targa Florio.

 

Targa Florio 1966 ... quella 330 P3 come non la avete mai vista ........

Targa Florio 1966 ... quella 330 P3 come non la avete mai vista ........

Così si ridusse, alla Targa Florio 1966, la spendida Ferrari 330 P3 di Vaccarella / Bandini a causa della rovinosa uscita di strada di Lorenzo Bandini, causata da una “toccata” nell’occasione del soprasso nei confronti della privata Ferrari 250 GTO/64 del pilota siciliano Marsala ....


Targa Florio 1966 ... quella 330 P3 come non la avete mai vista ........

Targa Florio 1966 ... quella 330 P3 come non la avete mai vista ........

Targa Florio 1966 ... quella 330 P3 come non la avete mai vista ........

..... Bandini - dopo l’incidente ritornato a Floriopoli, peraltro ospite in macchina proprio di Marsala - accusò pesantemente il siciliano ..... ed i piloti privati in genere ....... seguirono, nell’immediato, dichiarazioni di Nino Vaccarella, compagno di Bandini ..... ; quello fu un episodio destinato a scatenare infinite polemiche ....

Targa Florio 1966 ... quella 330 P3 come non la avete mai vista ........

........ la stampa sportiva trattò ampiamente l’episodio .... ed alla fine - a freddo - si capì che le colpe non erano certamente tutte da addossare a Marsala ...... ma intanto .... quella splendida 330 P3 si fermò al 7° giro di corsa, in fondo a quella scarpata, .... e fù un vero peccato .....

Targa Florio 1966 ... quella Porsche Carrera 6 che veniva da Stoccarda ....

Targa Florio 1966 ... quella Porsche Carrera 6 che veniva da Stoccarda ....

La “storia” di quella Porsche Carrera 6 dei siciliani Capuano e Latteri è una vera “favola”, ancor prima che iniziasse a correre, ed infatti così quella “storia” la raccontava, nel 1966, il grande giornalista Pietro Rizzo (“Autosprint Mese” - Dicembre 66):

“... Finita la stagione, Capuano s’accorse che era venuto il gran momento. Ci voleva, insomma, una grossa vettura; una sport di primo piano che gli permettesse di affermarsi definitivamente, e questa venne. Tra una patema d’animo e l’altro - per le preoccupazioni e le gioie che gli procurava di domenica in domenica il figlio - e dopo le continue richieste di quest’ultimo, il sempre più entusiasta ed appassionato papà Quirino, in un momento di debolezza, spedisce il figlio a Stoccarda per l’acquisto di una fiammante Carrera 6.

Assieme a Latteri, con una vecchia Fiat 1800, Capuano partì alla volta della Germania. Qualche giorno dopo, tornati in Sicilia con la vecchia Fiat che trainava un carrello con la nuova Porsche, i nostri personaggi si diressero direttamente sul Circuito delle Madonie, dove una settimana più tardi si sarebbe svolta la 50^ edizione della Targa Florio. Quale migliore banco di prova, per sondare la qualità della vettura ? Un giro Capuano, un altro Latteri e così via per due intere giornate. Viene finalmente il grande giorno ed entrambi, nonostante l’“annacquata” Targa di quell’anno, e nonostante non avessero ancora preso confidenza con la terribile Porsche, forniscono una brillante prestazione finendo ottavi assoluti e quarti di classe , dietro una infinità di “ufficiali” …. ”.

Una curiosità ? Quell’anno, oltre a quella fiammante “palermitana” 906 iscritta dalla Scuderia Pegaso, al via si presentarono tante altre “sorelline” gemelle, eccole:

- n.4 Carrera 6 della Porsche System Engineering; - n.3 Carrera 6 della Scuderia Filipinetti (di cui una, la vincente, semi works); - n.1 Carrera 6 della Ecurie Basilisk; - n.1 Carrera 6 della A.F.N. - Porsche Cars Great Britain. Quindi, ben 10 Carrera 6 in gara .... davvero incredibile.

Nella foto quella Carrera 6 di Capuano/Latteri con una delle provvisorie targa “prova” di carta, come erano in quegli anni.

 

Targa Florio 1966 ... un omaggio alle Lancia Fulvia HF ...

Targa Florio 1966 ... un omaggio alle Lancia Fulvia HF ...

Nelle memorie di tutti noi appassionati di Targa .... e di una certa età .... tante immagini di quelle indistruttibili Lancia Fulvia HF. In “onore” di quelle vetture, una immagine che “più Targa Florio non si può”. Siamo alla Targa del 1966, e quella è la Lancia Fulvia HF n.36 di Claudio Maglioli e Marco Crosina, iscritta dalla HF Squadra Corse. L’HF è ritratta in un tratto “mitico” .... quelle curve veloci, in sequenza, immediatamente prima dell’arrivo a Floriopoli. La foto è piena di affascinanti effetti di luci ed ombre. La vettura è abbagliata - a tratti - dai raggi del sole che passano attraverso le chiome dei filari di alberi lungo il tracciato. E poi i caratteristici paracarri in cemento, e poi il pubblico assiepato a pochi centimetri dalle vetture in gara ... si, non c‘è dubbio alcuno .... quella è Targa Florio ....

Targa Florio 1966 .... Cos’era la “Targa Florio” .... di Clemente Ravetto

Targa Florio 1966 .... Cos’era la “Targa Florio” .... di Clemente Ravetto

Questo scrive, a noi dell’Associazione Culturale Amici della Targa Florio, il Dr. Clemente Ravetto, al quale abbiamo chiesto di concederci un pò del Suo tempo, per parlarci di Targa Florio :

“” ... Gentili Signori cultori della Targa Florio,
aderendo ad una Vostra richiesta avanzatami a mezzo mail di mio figlio Dott. Manfredi Ravetto, di seguito vado ad esprimere un mio pensiero circa la, ormai mitica, Targa Florio, premettendo il mio plauso per la Vostra iniziativa, consistita nello avere ideato e realizzato un programma atto a ricordare ai più anziani e far conoscere ai giovani quell'evento irrepetibile che rappresentò la competizione automobilistica più completa tra tutte quelle fino ad oggi svoltesi; infatti, le sue caratteristiche prevedevano la migliore efficienza e resistenza dei mezzi meccanici, dei piloti e di tutti coloro che, a vario titolo, collaboravano alla assistenza delle vetture ed alla organizzazione della gara.

La Targa Florio è senza dubbio un evento da considerarsi patrimonio delle tradizioni culturali della nostra cosiddetta “”Isola in un mare di luce””, poiché, non solamente una competizione automobilistica era, ma, al contempo, una festa di campagna che si svolgeva in tre giorni, un evento mondano anche per coloro che non erano appassionati di quello sport, tant'è che le Ferrovie dello Stato predisponevano speciali convogli con destinazione d'arrivo la Stazione di Cerda.

Affrontare l'oneroso impegno di competere per ben 720 chilometri, su strade destinate all'uso prevalentemente agricolo, snodantisi tra pianure e montagne, con curve riproducenti ogni immaginabile raggio, con tratti discendenti di impegnativa pendenza, con un unico rettilineo esteso
un paio di chilometri che prevedeva il raggiungimento di elevate punte di velocità massima - con alcune vetture ci si avvicinava ai 300 Km/h sebbene il profilo della carreggiata fosse a sezione concava - , io stesso in una occasione ottenni il record di quella edizione con 281 Km/h , spesso incontrando condizioni meteorologiche in netto contrasto fra quanto a livello del mare e quanto ad alcune centinaia di metri al di sopra, posso affermare che era impresa davvero impegnativa.

Cosicché, il solo giungere al traguardo finale era meritevole di encomio a prescindere dalla posizione ottenuta in classifica di classe, non considerando quella in classifica assoluta, vista anche la qualità dei concorrenti, uomini e mezzi, che prendevano il via nella ricerca di un successo produttivo di notevole valore di immagine per la marca o per il pilota .

Ebbi il privilegio di partecipare a sette edizioni, precisamente, nel 1954 alla guida della Lancia Aurelia B.20 2500 quale copilota di Francesco Arezzo, giungendo primi della categoria e settimi assoluti, nel 1955 ( 14 giri per 1008 Km. ) su Fiat 8V della Scuderia Milan con Giuseppe De Sarzana, secondi della classe, nel 1956 su Maserati 300 S, con Carlo Pottino sesti assoluti, nel 1963 con Dodo Baggio (collaudatore della Casa) su Jaguar XK 120 della Jaguar, vincitori della classe, nel 1965 su Ferrari G.T.O. 64 con Gaetano Starrabba, vincitori della classe, nel 1966 su Ferrari Le Mans, ancora con Starrabba, secondi della classe, nel 967 su Ferrari 275 GTB con Sergio Marchesi, ritirati per cedimento semiasse; dunque, credo di aver acquistata sufficiente esperienza per poter esprimere giudizi su questa gara.

V'erano, per vero, due altre competizioni che per loro peculiarità potevano considerarsi simili alla nostra Targa Florio, precisamente, la 1000 Km del Nuerburgring e quella di Spa-Francorchamps, ma la prima si snodava su un circuito di 22 Km circa, con un tratto su sede permanente, dunque molto più agevole da memorizzare e per il calcolo delle migliori traiettorie, l'altra su 14 Km circa con asfalto in ottimo stato, lo dico per avervi partecipato, pertanto i compiti erano assai meno gravosi.

Una competizione come la Targa, che si svolgeva su tornate di 72 Km. ciascuna, offriva inoltre la possibilità che si verificassero episodi davvero singolari, come ad esempio, quando al termine di una delle ultime edizioni, correva voce che uno dei partecipanti, vincitore della sua classe, avesse disputata la gara con una vettura totalmente irregolare e, nel corso dell'ultimo giro, si fosse arrestato in un luogo fuori dalla vista di spettatori ove era preparato un semirimorchio furgonato nel quale egli si introdusse dal retro discendendo dalla parte opposta con una vettura gemella ma assolutamente regolare con la quale tagliò il traguardo; vero o non vero che fosse, era comunque possibile realizzare un simile misfatto.

Capitò anche a me di essere stato protagonista di un episodio storico; con Gaetano Starrabba correvamo la Targa del 1966 con la berlinetta Ferrari Le Mans e, partito per ultimo degli otto concorrenti della mia classe, durante il primo giro, prima di raggiungere Caltavuturo, avevo superate le altre tre Le Mans, due GTO, una Healey 3000 ed avevo già a vista, circa 500 mt. avanti a me, la Ford GT 40 ufficiale guidata dalla coppia Ligier - Greder, quando il motore della Ferrari prese a girare in folle.

Pensai si fosse rotto un semiasse o, peggio, la trasmissione, discesi dalla vettura ma nulla potei riscontrare; quindi, rimessomi al volante, provai ad innestare le marce e mi avvidi che l'unica che non si inseriva era la seconda ( si era spezzato l'ingranaggio del quale conservo ancora la metà quale fermacarte ) così proseguimmo pei rimanenti giri privi della seconda, marcia che alla Targa era fondamentale, perdendo definitivamente il contatto con la Ford per cui, quasi al termine della gara, malgrado una uscita di strada di Starrabba (documentata con foto sul Numero Unico 1966 della Ferrari) eravamo secondi dietro Ligier.

Senonchè, nella discesa tra Caltavuturo e Campofelice, circa 10 Km prima del traguardo finale, scorsi alla mia sinistra la Ford ferma all'interno di un abbeveratoio per cavalli, dunque pensai di aver vinto e, quale vincitore, fui festeggiato all'arrivo dalla Squadra per la quale correvo e da Dragoni D.S. della Ferrari, interessata ai punti pel mondiale Marche ma, dopo qualche minuto, la Direzione Gara mi precisò che ero classificato secondo dietro la Ford perché, per interpolazione dei tempi prevista dal regolamento della gara, nel momento in cui il vincitore assoluto aveva tagliato il traguardo, io risultavo ancora allo inseguimento di Ligier il cui ritiro avvenne in un tempo successivo all'arrivo dello assoluto.

Fu avanzato un quesito riguardante la vettura Ford, chiedendo la verifica della capienza del serbatoio e creando in tal modo il problema della impossibilità di esecuzione perché la vettura non era disponibile al parco arrivi, in quanto ferma in campagna.

La questione, ovviamente oggetto di appello da parte della Ford, venne risolta a vantaggio di quest'ultima in rigida applicazione del regolamento, ma gli organizzatori della Targa vennero obbligati ad integrare la norma con la aggiunta "a condizione che le vetture giungano al traguardo di
fine gara".

Purtroppo, però, nulla a questo Mondo è eterno, come disse qualcuno " panta rei ", ed anche la Targa Florio ha avuta una sua conclusione, lasciando tuttavia una imperitura leggenda e concedendo a tutti quelli che partecipammo alla avventura, il vanto di aver collaborato alla realizzazione di quel mito.

Coevamente all'augurio di un congruo successo della Vostra lodevole iniziativa, Vi invio il mio cordiale saluto.

8 Novembre 2009, Clemente Ravetto ...“”.

* * *

Nella foto proposta : quella Ferrari 250 LM alla Targa Florio del 1966. Gara anche bagnata, quell’anno, strada viscida, anche piena di fango. La LM, come raccontato dal Dr. Ravetto, esce “fuori strada”, con alla guida Gaetano Starrabba, ma un gruppo di spettatori accorre velocemente. Saranno loro a rimettere in gara quella Ferrari. Quelle cose accadevano soltanto in Targa Florio : gara inimitabile.

L’Associazione Culturale Amici della Targa Florio ringrazia ancora il Dr. Clemente Ravetto per la Sua amichevole disponibilità.

Maggio 2012 (In ricordo di Clemente ravetto)

Targa Florio 1966 .... finalmente foto a colori per quella Bizzarrini .......

Targa Florio 1966 .... finalmente foto a colori per quella Bizzarrini .......

Da appassionati di Targa Florio quali siamo ..... abbiamo trascorso un pò di tempo a cercare una foto a colori della Bizzarini GT Strada 5300 che partecipò, con scarsa fortuna, alla Targa Florio del 1966.

La vettura era “ufficiale”, iscritta dalla “Bizzarrini Prototipi”, ed affidata ai piloti Edgar Berney e Giuseppe Nieri.

Ebbene ...... roba da non crederci ........ la foto .... anzi ... le foto ... sono arrivate, e non da parte di un personaggio “qualsiasi”. Sono, invece, un vero e proprio regalo al sito dell’Associazione Culturale Amici della Targa Florio da parte di quel Paul Vestey, pilota, che portò in Targa Forio 1968 la sua mitica bellissima Ferrari 250 LM, in coppia con David Piper.

Per questo lo ringraziamo immensamente.

Ma torniamo alla Bizzarrini del 1966. La vettura, in gara, non ebbe fortuna ; “saltò” il motore (head gasket) quasi subito, nel corso del 2° giro. L’immagine proposta ci mostra la Bizzarrini in giornata di prove. Le ( scarse ) cronache del tempo raccontano che la vettura subì uno scontro con una vettura civile ( Fiat Topolino ) rimediando una botta sull’anteriore sinistro. Il danno fù sistemato alla meglio per la successiva gara.

La foto - semplicemente spettacolare - ci “racconta” le fasi successive all’incidente. I meccanici sono ancora al lavoro. Il camioncino di assistenza è targato LI ; la sede della Bizzarrini era ubicata, infatti, a Livorno.

Targa Florio 1966 ..... quella “isolata” Shelby Cobra 427 ....

Targa Florio 1966 ..... quella “isolata” Shelby Cobra 427 ....

In Targa Florio la Ford, nella stagione 1964, organizzò una spedizione “faraonica” portando in Sicilia, dagli USA, addirittura ben 4 Shelby Cobra, affidate a notissimi piloti di primo piano e ad una coppia di fortissimi piloti siciliani ( Coco - Arena ) per evidenti ragioni d’immagine. Quelle vetture portarono una numerazione quasi in sequenza ( n.142, n.146, n.148, n.150 ) ; a quelle si aggiunse una Cobra privata ( n.152 ).

Insomma, le Cobra vengono sempre abbinate alla Targa Florio del 1964.

Quella “spedizione, tuttavia, fù un fallimento. Potentissime le Cobra, ma poco adatte al tortuoso tracciato della Targa.

Dopo quelle esperienza per nulla felice ...... pareva un discorso chiuso quello delle Cobra con la Targa; ed invece, nel 1966, si presentò un equipaggio americano ( Ed Freutel - Tony Settember ) con una Schelby Cobra 427; le fù assegnato il numero 178.

Non fù fortunata quella partecipazione. La Cobra si fermò quasi subito, per incidente, nel corso del 2° giro.

Ne consegue che foto di quella Cobra lungo il “Piccolo”, in prova o in quei pochi chilometri di gara, sono molto rare.

L’Amico Gabriele del Castillo ci ha fatto una sorpresa, regalando alla libera fruizione dei visitatori di questo sito dell’Associazione Culturale Amici della Targa Florio, una bella immagine di quella Cobra alla Targa Florio del 1966. Lo ringraziamo nuovamente.

Targa Florio 1966 ...... ancora una foto per quella Bizzarrini ......

Targa Florio 1966 ...... ancora una foto per quella Bizzarrini ......

E questa è la seconda foto di quella Bizzarrini, sempre tratta dall’Archivio personale di Paul Vestey. Quella bella vettura, quindi, era tutta rossa, inclusa la coda. E se ci fate caso sullo sportello di quel camioncino di assistenza, sopra un adesivo “BP “, c’è una scritta, apposta “a pennello” ....... in stile Targa Florio, e così recita : “50^ Targa Florio - concorrente “ ed al centro il numero della vettura, il 226.

Una cosa davvero particolare.

L’Associazione Culturale Amici della Targa Florio rinnova i propri rigraziamenti all’Amico di Targa Florio Paul Vestey che ha avuto il piacere di mettere a disposizione di questo sito due documenti di eccezionale bellezza e rarità.

Targa Florio 1966 Il ricordo di Clemente Ravetto

Targa Florio 1966 Il ricordo di Clemente Ravetto

... L'anno dopo comprai una « Le Mans » . Era quella di Sergio Bettoja , ma lui non ci aveva mai corso. L'aveva prestata a De Adamich , a Casoni e poi a Vaccarella. Nino, a Pergusa, aveva avuto un brutto incidente e la macchina, semi distrutta, era tornata a Maranello dove l'avevano rimessa a nuovo. Credo di averla pagata sei milioni e mezzo. Anche con quella feci la Targa Florio e vinsi di nuovo la classe. Ma fu una vittoria più avventurosa che in precedenza . Al via, il primo a partire della mia classe era Guy Ligier , con la Ford «GT 40», poi c'erano altri quattro o cinque concorrenti e infine c'ero io, l'ultimo. Già alla fine del primo giro li avevo superati tutti, meno Ligier . Ma gli ero dietro. Ricordo che avevo intravisto la sagoma bianca della sua vettura alla fine del rettilineo di Bonfornello. Tra parentesi, in quella edizione, feci registrare la più alta velocità di punta, 281 chilometri all'ora, che credo sia rimasta imbattuta per diverso tempo . O forse non l'ha più battuta nessuno: non so, non me ne sono più interessato. Come dicevo, ero ormai in vista di Ligier, ma purtroppo mi si è rotta la seconda marcia . Le altre entravano, ma la seconda no. E siccome per mettere la prima c'era una specie di catenaccio che costringeva necessariamente a passare per la seconda, la cosa si fece più grave del previsto, una vera tortura. Comunque io e Gaetano Starrabba continuammo, sempre dietro alla «GT 40». Finché, all'ultimo giro, vedo la vettura di Ligier fuori strada, dentro un abbeveratoio per cavalli, all'ingresso di Collesano . Bene, ho pensato, ho vinto. E infatti all'arrivo vengo subito festeggiato. Ma dopo cinque minuti arriva il conte Federico, direttore di gara e mi dice: eh no, caro, non hai vinto, perché dice il regolamento che valgono le posizioni del momento in cui il primo assoluto taglia il traguardo. E in effetti, quando Mairesse, con la Porsche, era arrivato, Ligier non era ancora uscito di strada, quindi il primo di classe era lui. Bene, dissi io, e allora chiedo una verifica della cilindrata e della capacità del serbatoio della Ford che ha vinto. È un mio diritto. Sicuro, dissero loro, ma la macchina non c'è, è a Campofelice. E allora ? E allora se la macchina non è giunta al traguardo probabilmente hai vinto tu. E infatti fu così. Tralascio di raccontare quello che poi fece Ligier , alla sera, a cena. Fu molto poco sportivo, volò anche qualche seggiola. Pazienza. ...

 

Targa Florio 1966 …. quella privata Porsche 904 GTS …… rossa

Targa Florio 1966 …. quella privata Porsche 904 GTS …… rossa

Davvero non comune il rosso come colore di una Porsche 904 GTS. Quella della foto è la “privata” 904, in quella Targa Florio condotta da Turillo Barbuscia e Secondo Ridolfi. La vettura - curiosamente - esponeva i loghi pubblicitari della ”MARATHON” (Compagnia Petrolifera), e ciò analogamente a tutte le vetture della locale Scuderia Pegaso/Marathon di Palermo ; chissà ….. magari quella fu una forma di estemporanea indiretta “assistenza” ……

L’immagine proposta - che consente di verificare lo stato certamente non ottimale dell’asfalto, pieno di pericolosissimo brecciolino - è un prezioso regalo di Thomas Horat al sito della nostra Associazione Culturale Amici della Targa Florio.

Targa Florio 1966 …. “ MAMMAMIA ! “: Nino Vaccarella con la sua 330

Targa Florio 1966 …. “ MAMMAMIA ! “: Nino Vaccarella con la sua 330

Una volta venne pubblicata, in una splendida rivista americana, una quasi surreale immagine di Targa Florio del 1967 che ritraeva la mastodontica bianca Chaparral 2F alle prese con uno dei tanti tornanti del “Piccolo”. In quella rivista d’oltreoceano il commento sulla foto iniziava così : “ MAMMAMIA ! ”

Bene ; riprendiamo ora quel commento di quella rivista a corredo di questa foto mozzafiato che l’Amico di Targa Florio Tony Adriaensens http://www.corsaresearch.com/ ha voluto regalare alla fruizione dei visitatori di questo nostro sito dell’Associazione Culturale Amici della Targa Florio.

I siciliani dei paesi di Targa Florio, in quel lontano 1966, si stanno gustando uno spettacolare passaggio del grande Ninni Vaccarella con la sua indimenticabile Ferrari 330 P3 della Ferrari SEFAC. La nitidezza della foto è tale da consentirci di ammirare anche il guanto della mano destra di “Nino” …… che stringe il volante, in quella lieve sterzata.

I particolari della carrozzeria - con rivettature ancora artigianali e quant’altro - sono da “schianto”. Sarà …. ma certe immagini in gara di vetture di Targa Florio all’interno dei paesi madoniti sono “inarrivabili”.

Ci dispiace per tutte le altre gare sparse per il mondo, ma da noi, in Targa Florio, tutto era veramente “speciale”.

Grazie, Tony. Sei un vero Amico.

Targa Florio 1966 ….. una stupenda Floriopoli …

Targa Florio 1966 ….. una stupenda Floriopoli …

In onore di questa splendida immagine  che l’Amico Tony Adriaensens 
 
http://www.corsaresearch.com/ 

 

ha voluto regalare alla fruizione del nostro sito - riproponiamo uno stralcio di una lettera inviataci dal Dr. Clemente Ravetto, che racconta “pezzi di storia di Targa Florio 1966” di quella Sua bellissima Ferrari 250 LM n.180 che troviamo immortalata della foto proposta :
 
“ …….. con Gaetano Starrabba correvamo la Targa del 1966 con la berlinetta Ferrari Le Mans e, partito per ultimo degli otto concorrenti della mia classe, durante il primo giro, prima di raggiungere Caltavuturo, avevo superate le altre tre Le Mans, due GTO, una Healey 3000 ed avevo già a vista, circa 500 mt. avanti a me, la Ford GT 40 ufficiale guidata dalla coppia Ligier - Greder, quando il motore della Ferrari prese a girare in folle.
 
Pensai si fosse rotto un semiasse o, peggio, la trasmissione, discesi dalla vettura ma nulla potei riscontrare; quindi, rimessomi al volante, provai ad innestare le marce e mi avvidi che l'unica che non si inseriva era la seconda ( si era spezzato l'ingranaggio del quale conservo ancora la metà quale fermacarte ) così proseguimmo pei rimanenti giri privi della seconda, marcia che alla Targa era fondamentale, perdendo definitivamente il contatto con la Ford per cui, quasi al termine della gara, malgrado una uscita di strada di Starrabba  eravamo secondi dietro Ligier …. “
 
Questo volevamo ricordare a noi stessi : esiste ancora oggi un pezzo di quella 250 LM; è usato come fermacarte …….. e sta sulla scrivania del Dr. Ravetto ….
 
Grazie di nuovo, Tony. Sei un vero Amico.

Targa Florio 1966 …… anche una Porsche 904 ufficiale “ T CAR “ …..

Targa Florio 1966 …… anche una Porsche 904 ufficiale “ T CAR “ …..

Anche una non più nuovissima 904 GTS ufficiale “T CAR“ per le prove della Targa Florio 1966. La sua targa era S - UN 441 ed i documenti ufficiali dicono che venne affidata nelle mani di : Arena, Pucci, Mitter, Bonnier, Herrmann, Glemser.

La foto è un prezioso regalo di Thomas Horat al sito della nostra Associazione Culturale Amici della Targa Florio.

Targa Florio 1966 …… anche una Porsche 906 ufficiale “ T CAR “ …..

Targa Florio 1966 …… anche una Porsche 906 ufficiale “ T CAR “ …..

Questo scrissero i cronisti dell’epoca :

“ ……. Targa Florio 1966 : Quando negli ambienti automobilistici cominciò a correre voce che la Porsche sarebbe venuta in Sicilia alla fine del mese di marzo con una vera e propria squadra di TCAR, per effettuare collaudi ed esperimenti sulle nuove vetture in vista della competizione isolana che si sarebbe svolta il sucessivo otto maggio, stentammo a credere a queste indiscrezioni e ci convincemmo che ancora una volta si trattava di una delle solite notizie “bomba” che ogni anno, alla vigilia della Targa Florio, esplodono come tuoni a ciel sereno e che poi, alla resa dei fatti, non hanno alcun fondamento ….. “

Ed invece la Porsche “scese” in Sicilia, in “avanscoperta”, con l’armata delle sue TCAR ….. e quelle TCAR furono “siciliane” anche per le prove ufficiali di maggio.

L’immagine proposta ritrae la 906 ufficiale “T CAR” ( targata S - XE 38 ) con quell’inusuale colorazione ; i documenti ufficiali dicono che quella 906 TCAR venne riservata a : Mitter, Bonnier, Herrmann, Glemser, Arena, Pucci.

La foto è un prezioso regalo di Thomas Horat al sito della nostra Associazione Culturale Amici della Targa Florio.

Targa Florio 1966 …… e la storia delle “dieci sorelle” …….

Targa Florio 1966 …… e la storia delle “dieci sorelle” …….

Dalla svizzera l'Amico di Targa Florio Thomas Horat ci ha inviato alcune foto del suo archivio personale di Targa.

Le foto, riguardanti l’edizione del 1966, sono talmente belle che ci siamo decisi di riprendere e proporVi in immagini, sia pur molto brevemente, una “vecchia storia” ….. quella delle “dieci sorelle” ….

Non la conoscete ? Ve la racconteremo noi, mostrandoVi soltanto una spettacolare serie di foto di quella Targa Florio 1966, e saranno tutte foto - ben 10 - di Porsche Carrera 6 …. perché quell’anno, allo start di Floriopoli, c’erano ben 10 Carrera 6 …. di cui una … “palermitana” …..

E per una buona parte di questa rassegna di immagini, un grande grazie lo dobbiamo riservare proprio a Tomas, che ha voluto gratificare questo nostro giovane sito dell’Associazione Culturale Amici della Targa Florio con le sue foto, sin qui inedite :

Targa Florio 1966 …… e la storia delle “dieci sorelle” …….

Targa Florio 1966 …… e la storia delle “dieci sorelle” …….


Porsche 906 n.148 - Mairesse - Muller / Scuderia Filipinetti/Porsche S.E.

 

Targa Florio 1966 …… e la storia delle “dieci sorelle” …….

Targa Florio 1966 …… e la storia delle “dieci sorelle” …….

Porsche 906 n.144 - Arena - Pucci / Porsche S.E.

 

Targa Florio 1966 …… e la storia delle “dieci sorelle” …….

Targa Florio 1966 …… e la storia delle “dieci sorelle” …….

Porsche 906 n.150 - Bourilot - Maglioli / Scuderia Filipinetti

Targa Florio 1966 …… e la storia delle “dieci sorelle” …….

Targa Florio 1966 …… e la storia delle “dieci sorelle” …….

Porsche 906 n.156 - Capuano - Latteri / Scuderia Pegaso - Palermo

Targa Florio 1966 …… e la storia delle “dieci sorelle” …….

Targa Florio 1966 …… e la storia delle “dieci sorelle” …….

Porsche 906 n.154 - Huhnis - Walter / Ecurie Basilisk

Targa Florio 1966 …… e la storia delle “dieci sorelle” …….

Targa Florio 1966 …… e la storia delle “dieci sorelle” …….

Porsche 906.8 n.224 - Klass - Davis / Porsche S.E.

Targa Florio 1966 …… e la storia delle “dieci sorelle” …….

Targa Florio 1966 …… e la storia delle “dieci sorelle” …….

Porsche 906 n.218 - Mitter - Bonnier / Porsche S.E.

Targa Florio 1966 …… e la storia delle “dieci sorelle” …….

Targa Florio 1966 …… e la storia delle “dieci sorelle” …….

Porsche 906 n.152 - Spoerry - Bungener / Scuderia Filipinetti

Targa Florio 1966 …… e la storia delle “dieci sorelle” …….

Targa Florio 1966 …… e la storia delle “dieci sorelle” …….

Porsche 906 n.200 - Herrmann - Glemser / Porsche S.E

Targa Florio 1966 …… e la storia delle “dieci sorelle” …….

Targa Florio 1966 …… e la storia delle “dieci sorelle” …….

Porsche 906 n.220 - De Udy - De Klerk - A.F.N. / Porsche Cars G.B.
(foto concessa al sito dall’Amico belga Tony Adriaensens)

Targa Florio 1966 …… quelle “cunette” ... dentro i paesi di Targa …..

Targa Florio 1966 …… quelle “cunette” ... dentro i paesi di Targa …..

Così, una volta, mi ricordò quelle pericolose ed al tempo utili “cunette” .... Armando Floridia :

“ … L’attraversamento dei paesi lungo il percorso del circuito della Targa Florio era un problema complesso. Strada battuta, quindi liscia, nessun grip; i transennamenti per il pubblico erano una vera trappola. Se toccavi una transenna ci rimanevi impigliato. Se non li ricordi, guarda qualche foto e capirai il perché. Erano in tubi d’acciaio “Innocenti “, per cui la base e la sommità sporgevano sulla strada così come le traverse superiori. Questi elementi bastavano a “sfasciare” una vettura che vi andava contro, e le sport erano le più esposte, avendo la copertura in vetroresina e tubi, tubicini e telaietti per telaio.


Ti lascio immaginare nei casi di sorpassi ( che dentro i paesi erano vietati ma si … rischiava ).

Quindi, attraversando Cerda, Collesano e Campofelice, erano necessari calma, concentrazione e condotte di guida particolari, ricordando che, in certi anni, si viaggiava con gomme da pista (slick) su strade di paese ! Unica gara del genere al mondo !


Tieni anche conto che si proveniva da un tratto veloce del percorso e che Campofelice, malgrado tutto, consentiva molta velocità.


A Campofelice io mettevo in atto una tecnica un po’ “targaiola”, spregiudicata (con gomme slick) che mi consentiva una maggiore velocità percorrendo una curva veloce ma molto scivolosa, evitando di sbandare o rallentare.


Questa curva, verso destra, si trova al centro del paese, lungo la strada (in discesa) che interseca una strada diagonale in brusca salita: l’intersezione è quindi a forma di V, con una “cunetta” in pietra con accentuata curvatura interna e quindi più profonda del normale.

Ebbene, mettevo dentro quella cunetta le ruote destre, che vibravano come pazze; ciò mi consentiva di percorrere la curva come se un binario tenesse ferma la vettura a destra, attenuando l’effetto della forza centrifuga e del viscido. La curva andava percorsa in modo perfetto, a velocità costante, senza trasferimenti di carico; in queste condizioni era possibile una forte accelerazione all’uscita, tale da percorrere l’ultimo tratto, prima della piazza, in modo abbastanza veloce. Lì si guadagnava qualche secondo … perché non si sa mai … risparmiare fa sempre bene.


Come vedi, l’arcano è tutto qui e posso immaginare che altri piloti lo abbiano sperimentato come me, ma mai raccontato... “

Che dire, ascoltare l’amico Armando Floridia quando parla di Targa .... è un piacere.

Nella foto di repertorio 1966 ( ma vale anche per tutti gli altri anni ) : l’Alfa Romeo TZ2 Autodelta di Pinto – Todaro, in prossimità di una di quelle tante “cunette” e di quei pericolosi tubi d’acciao “Innocenti”.

 

Targa Florio 1966 ……. quelle “piccoline” ASA ….

Targa Florio 1966 ……. quelle “piccoline” ASA ….

Fu molto soddisfacente, nel 1965, l’avventura delle ASA alla Targa Florio. Nella successiva edizione del 1966, con molto entusiasmo e fiducia, fu portata in Sicilia, tra le altre, anche una ASA GTC, con motore di 1032 cc., che sarebbe stata condotta da Spartaco Dini e da Giuseppe della Torre. Il suo numero di gara fù il 216.

La troviamo immortalata in questa splendida foto - regalata alla fruizione del nostro sito dall’Amico di Targa Florio Tony Adriaensens http://www.corsaresearch.com/ - durante un suo fermo tecnico ai box di Floriopoli ; l’ASA sta dietro una delle tante Lancia Fulvia HF private, alle prese con un rabbocco di olio.

Grazie, Tony. Sei un vero Amico.

Targa Florio 1966. Quegli indimenticabili sportivissimi equipaggi inglesi ......

Targa Florio 1966. Quegli indimenticabili sportivissimi equipaggi inglesi ......

Noi giovani appassionati di allora ci dovevamo “accontentare” - per tutto l’anno - delle “nostre” classiche cronoscalate : la Monte Pellegrino a Palermo , la Cefalù - Gibilmanna, la Coppa Nissena, la Monte Erice e così via. Poi, finalmente, una volta l’anno, la nostra imperdibile TARGA FLORIO.

Ovviamente, la Targa Florio era “ben altra cosa” ; altro “panorama” di piloti e di vetture. Bene, ma oltre ai grandi piloti VIP, c’erano pure quei simpatisissimi e sportivissimi, piloti inglesi privati ...... una vera tradizione, per le Targa Florio .......   Alla Targa Florio del 1966 l’inglese Ted Worswick iscrisse la sua bellissima Austin Healey 3000 ; avrebbe condiviso la guida con il compagno - suo connazionale - Alan Minshaw. Alle punzonature a quella Austin Healey venne assegnato il n.162. Era davvero una affascinante vettura, con quella sua elegante colorazione canna da zucchero e tettuccio bianco. A riguardo di quella Austin Healey è sempre rimasto irrisolto una sorta di piccolo “mistero”.
Esistono immagini della n.162 - ferma ma già punzonata - ai box di Floriopoli, nel corso delle prove ufficiali. In quelle immagini l’Austin Healey è priva del pesante ed ingombrante paraurti anteriore, mentre poi - in gara - quel paraurti lo troveremo montato ....... una contraddizione. Una verosimile possibiltà è che i commissari abbiamo imposto, per la gara, il suo rimontaggio. Quella Austin Healey, comunque, gareggiava nella categoria “Sport”, classe oltre 2000.Non fù fortunata, la gara, per quella bella Healey; la rottura del cambio la fermò quasi subito, nel corso del 2° giro. Il compagno di Ted Worswick, quell’Alan Minshaw, nemmeno ebbe il piacere di gustarsi un giro di Targa, in gara.Ma perchè Vi stiamo parlando di quella “dimenticata” Austin Healey n.162 del lontano 1966 ? L’amico della Targa Florio - e nostro personale - Piero Pucci di Benisichi - Palermo, ha regalato al sito dell’Associazione Amici della Targa Florio proprio la rara foto che ritrae la n.162 nell’occasione di quella sua definitiva fermata, lungo il “Piccolo”, nel corso del 2° giro. E’ la foto che vedete pubblicata. Se me lo consentite, vorrei commentarla perchè ...... è una bellezza. E’ una di quelle foto ove i particolari saltano fuori in quantità praticamente infinita, come spesso accade per molte foto di Targa.I testi ufficiali ci confermano che il fermo della Healey dipese dalla rottura del cambio ( gearbox).Una attenta visione dell’immagine ci consente di notare il cofano  posteriore aperto ...... forse per la ricerca di qualche attrezzo da poter utilizzare in assistenza  …. In effetti il copioso pubblico pare “armeggiare”  soltanto sul posteriore della vettura ……  mentre uno spettatore ha aperto lo sportello di sinistra, come per cercare qualcosa, dentro l’abitacolo. Un altro  è addirittura visibile disteso per terra, quasi completamente infilato  ( ! ), lateralmente, sotto la vettura ….  Non si ha traccia, all’apparenza,  del  pilota tra quei numerosissimi  presenti ;  se quel Ted Worswick è tra i “ripresi”, magari di spalle, è chiaramente senza il casco …..Oltre a tutto ciò, non può mancare il sempre presente Carabiniere che tenta di gestire al meglio tutta quella gran confusione di pubblico, dietro la vettura ......... ma alle Targa Florio era l’appassionatissimo pubblico siciliano il vero “padrone” delle Targa Florio ......

Dimenticavo : lì in mezzo non manca - e guardate che ci troviamo in aperta campagna, lungo i 72 chilometri del “Piccolo” - nemmeno un elegantissimo professionale fotografo, con tanto di cappotto .............
Rinnovo i ringraziamenti all’amico Piero Pucci di Benisichi che ha messo a disposizione del sito dell’Associazione Amici della Targa Florio il suo patrimonio di immagini di Targa Florio.
 

Targa Florio 1967 - La Chaparral 2F

Targa Florio 1967 - La Chaparral 2F

" Madonna bedda ! ".

Non riuscì a dire altro quel contadino siciliano che curava il suo uliveto il 14 maggio 1967, giorno della Targa Florio.

I rami più alti degli alberi vicini alla strada erano stati schiantati dal tornado innescato dall'alettone della Chaparral 2F, telaio 00 l, numero di gara 222, guidata da Phil Hill - Hap Sharp.

Era la prima volta che, su quelle strade, si vedeva una macchina alata.

E che ala: enorme, lassù in alto sopra le ruote posteriori. E si muoveva.

Phil Hill ricordava, ridendo, lo spavento degli spettatori siciliani alle verifiche tecniche quando lui si divertÌ a cambiare l'incidenza dell'ala.


* * *

Prima che la F 1 "inventasse" l'alettone mobile, Jim Hall, progettista della Chaparral, lo aveva già utilizzato sulla 2F : massima incidenza nelle curve, per aumentare l'aderenza ; orizzontale in rettilineo.

Il comando era a pedale: grazie al cambio automatico a convertitore di coppia, il piede sinistro del pilota non aveva altro da fare.

Le innovazioni della 2F erano tante, non solo aerodinamiche.

Erano talmente numerose che gli europei, nel loro inguaribile complesso di superiorità, nemmeno si sforzarono di capirle.

Solo Carlo Chiti, allora progettista e responsabile tecnico Autodelta, si avvicinò alla 2F/002 nei vecchi garage del Nurburgring e diede una gran sberla al parzializzatore dell'uscita d'aria anteriore per verificare se si muovesse.

Sembrava assurda quell'apertura anteriore quando i radiatori erano ai lati dell'abitacolo (Ferrari e Ford non li avevano ancora).

Infatti, era parte di un dispositivo aerodinamico per creare deportanza all'avantreno e bilanciare l'effetto cabrante dell'ala posteriore.

 


L'aria usciva verso l'alto dal cofano anteriore e il parzializzatore si apriva sempre più a velocità superiori a 190 km/h. Semplice, efficace, senza creare resistenza addizionale.

Il telaio era in vetroresina, riciclato da quello del modello 2A del 1964 nella 001 e da quello della 2D 1966 nella 002.

Entrambi gli esemplari adottavano lo stesso parabrezza e abitacolo della 2D.

In corsa, fu il cambio automatico a creare problemi che costrinsero la vettura a una terrificante serie di ritiri: 8 su 8 partecipazioni, comprese Monza e Le Mans.

Fu solo all'ultima prova del Mondiale 1967 che una preparazione ancora più accurata del solito, qualche modifica indovinata all'interno del cambio (grazie al contributo dei reparti Ricerca & Sviluppo della General Motors con i quali lavorava Jim Hall), un po' di fortuna, portarono la 2F /001 di Phil Hill - Mike Spence alla vittoria nella Boac 500 a Brands Hatch (Inghilterra) il 30 luglio.

La 2F concluse da vincitrice la sua breve carriera e portò Phil Hill alla vittoria nella sua ultima corsa.

Nonostante i risultati deludenti, la Chaparral2F è una pietra miliare nell'evoluzione delle vetture Sport-Prototipo: Jim Hall è stato uno dei più grandi innovatori nella storia delle competizioni, esempio di "pensiero libero" alla ricerca di soluzioni aerodinamiche e strutturali sorprendenti.

L'utilizzo dei compositi non metallici per la scocca, il cambio automatico e, soprattutto, lo studio aerodinamico fecero scuola.

Da allora, iniziarono a spuntare le ali sulle monoposto e poi anche sui prototipi europei, ma ci volle qualche anno perché venissero acquisiti i concetti aerodinamici che Jim Hall aveva già applicato con risultati positivi nella sua 2F.

 

*   *   *

 

Il testo è tratto da “L’epopea delle Sport e Prototipi” di Aldo Zana (Giorgio Nada Editore)


La foto proposta mostra la poderosa Chaparral 2F ferma a Floriopoli. Davanti a lei Giancarlo Baghetti ( a sx. ) e Umberto Maglioli ( a dx. )

Si ringrazia l'amico Antonio Faulisi

Targa Florio 1967 ... quella “americana” Chaparral 2F

Targa Florio 1967 ... quella “americana” Chaparral 2F

La foto che proponiamo ritrae una meravigliosa Floriopoli nel corso delle prove ; tra le tante vetture inquadrate, la mastodontica Chaparral 2F bianca n.222 e, vicina a lei, la TZ1 “speciale” verde n.160 con uno stempiato Toti Sutera, in occhiali da sole, con il braccio appoggiato sul cofano posteriore.

Toti Sutera è un Amico dell’Associazione Culturale Amici della Targa Florio.

Alla Targa Florio del 1967 c’era anche l’Alfa Romeo Giulia TZ1 “speciale” 1,6 n.160 di Pietro Lo Piccolo e Salvatore (Toti) Sutera, iscritta dalla Scuderia Pegaso - Palermo.

Quello fù un anno con partecipazioni veramente strepitose, per la storia della Targa e, tra le tante, anche quella dell’impressionante Chaparral 2F ……..

Ai box di Floriopoli, per le prove ufficiali, le attenzioni pareva fossero quasi tutte per quello strano oggetto americano, come era giusto che fosse, ma accanto alla Chaparral poteva anche starci - come mostra la foto - quella privata TZ1, anche lei con lo sportello di destra aperto, col suo n.160, col suo strano colore verde, e con quella “irrituale bombatura” sui parafanghi posteriori …chissà poi perché …..

L’amico Toti Sutera ci ricorda che quella TZ1 era tutta verde, con la parte centrale del cofano anteriore bianca, ed esponeva lateralmente gli adesivi del preparatore “Giliberti”, che aveva convinto Pietro Lo Piccolo, proprietario della TZ1, ad una trasformazione che - nelle intenzioni - potesse migliorarne la stabilità, ritenuta da Lo Piccolo non ottimale ; ed ecco l’idea (di Giliberti) : sostituire i cerchi e le gomme posteriori “standard” di quella TZ1 addirittura con quelli/quelle delle esordienti Alfa 33 ufficiali.

Quelli che si dicevano “in giro” essere ottimi rapporti con Chiti avevano consentito ad Angelo Giliberti di poter disporre di quei cerchi e di quelle gomme da “Alfa 33” ; ed allora …. in officina a lavorare sulla carrozzeria …. per fare entrare “con forza” quei cerchi ……

Proprio a causa di quelle modifiche - che fecero “sballare” gli assetti originari - quella TZ1 partì tra le “Sport-Prototipi - classe da 1001 a 2000 cc”; una vera follia, considerati li avversari.

Era una soluzione “alla garibaldina” , e durante le prove e la breve gara fu un tormento ….

Nonostante la carrozzeria allargata, ad ogni curva quelle gomme posteriori “toccavano”, ed un acre ed insopportabile odore di gomma bruciata entrava in macchina. Quella coda tronca, con i particolari vortici che creava, era la causa di quel “ritorno d’aria” dal posteriore, ” a ritroso” dentro l’abitacolo ……

E poi proponiamo questo altro ricordo particolare ….. di gara … di Toti Sutera …..

“ …… Ero da poco uscito dall’abitato di Collesano …. a circa 3 chilometri dal paese …. con la TZ1 facevo le mie traiettorie in quell’impegnativo tratto in discesa …… strada stretta …… allora molto malmessa ….. ed “a schiena d’asino” …… quando ….... dallo specchietto … vedo la bianca Chaparral ….. la incontravo lungo il circuito ( prove / gara ) per la prima volta ….. mi raggiunse … era un bestione e sul quel budello di strada faceva paura …. mi feci subito da parte ….. dopo il sorpasso mi rimisi velocemente in coda per non perdere la concentrazione ….. e soltanto allora mi resi conto di essermi imbattuto in qualcosa che non avevo mai provato …… in Targa ….. in quei pochi istanti dietro l’americana …… la TZ1 era divenuta quasi inguidabile…. Era come se avesse improvvisamente perso aderenza sull’anteriore ….. nemmeno il tempo di ragionare e …. mi arrivò sul cofano e sul parabrezza di tutto …. brecciolino, polvere, pezzi di giornali …… ogni cosa. Da quel posteriore da “camion”, e da quell’enorme alettone di quel “mostro”, ……. si scatenava un putiferio …… se ne sarebbe andato via comunque ….. velocemente …. quel mostro ….. ma io feci di tutto per allontanarmi subito …… per evitare danni ……”

Continua l’amico Toti Sutera : “ ... Era la Targa Florio del 1967, corsa con l’amico Pietro Lo Piccolo. La gara fù breve ….. Giliberti era stato molto “garibaldino” ……con quell’azzardata soluzione ….. rompemmo il semiasse ….. anche se “i libri” riportano come causa del ritiro una inesistente perdita di carburante …ma io giuro che la TZ1 si fermò nel corso del quarto giro col semiasse andato…...”

 

Targa Florio 1967 .... per certe Renault ... la Targa come a Le Mans ....

Targa Florio 1967 .... per certe Renault ... la Targa come a Le Mans ....

Siete mai stati in Targa ? Ne avete mai viste ? Magari anche quelle degli anni sessanta ? Se la risposta è si siete dei fortunati ; ma a parte questo ....... se la risposta è si ..... non ditemi che non vi siete mai chiesti, allora, per quale ragione quelli della Renault portassero in Sicilia, in gara, anche vetture in configurazione aerodinamica “tipo Le Mans” ........ e questo per un tracciato tormentatissimo come la Targa ...... mai capito .....

Anche in quel 1967 la Renault non si smentì, e portò una Alpine particolare .... loro la chiamavano “Sauterelle” ( cavalletta ) e la carrozzeria era ....... tipo Le Mans .... allungatissima ....

Quella fù la Alpine Renault A210 n.182 di Mauro Bianchi e Jean Vinatier. Si fermò nel corso del 5° giro per incidente, causato da avaria alle sospensioni.

Targa Florio 1967 ..... quei piloti palermitani con una Dino della “N.A.R.T.” .

Targa Florio 1967 ..... quei piloti palermitani con una Dino della “N.A.R.T.” .

Per tanto tempo ci eravamo posti un quesito : “ Come mai, alla Targa Florio del 1967, la Ferrari Dino 206S n.186 condotta dai “privati” palermitani Ignazio Capuano e Ferdinando Latteri risultava, dai documenti ufficiali di gara, iscritta dalla “N.A.R.T.”, la mitica “North American Racing Team” ? …….

In effetti, da nessuna parte - nemmeno da antiche o recenti iniziative editoriali in circolazione - avevamo trovato alcun accenno su quella “stranezza” ; nessuna risposta certa, quindi. Soltanto dubbi e perplessità, ben fondati. Cosa c’entrava … la “N.A.R.T.” con due piloti che - di norma - gareggiavano sotto le locali insegne della palermitana “Scuderia Pegaso” ?

A quel punto abbiamo capito che l’unica soluzione era quella di andare “alla fonte” …

Abbiamo parlato proprio con Ignazio Capuano. Allora, di seguito, Vi riportiamo, sinteticamente, questa storia, raccontataci direttamente da uno dei “protagonisti” :

Ignazio Capuano e Ferdinando Latteri si trovavano a Maranello, all'interno di un ristorante, in compagnia di alcuni dirigenti della SASA MOTORS, azienda molto "vicina" all'americano Chinetti. Costoro proposero loro di partecipare alla 24 di Le Mans di quell’anno ( 1967 ) con una P2/3 della N.A.R.T., appunto.

Quella proposta “a bruciapelo” ….. li fulminò. Della serie : “ Ma dicono seriamente, o è uno scherzo ? ” . Andatevi a guardare i nomi dei piloti che correvano con la “N.A.R.T.” , quell’anno, per capire - oltre al resto - il motivo di quella “fulminata” …..

Dovuta angosciata pausa di riflessione … e poi la “dolorosa”, ma ponderata risposta - preceduta da un sentito ringraziamento per quella dimostrazione di stima da parte degli “americani” - che fù quella di “declinare”, motivando il rifiuto con la consapevolezza di non essere ancora “pronti” per una faticosa 24 ore, fra l’altro con una vettura mai provata.

Ma la storia non finì lì, poiché gli “americani” replicarono subito : “ D’accordo, allora farete per noi la Targa Florio a maggio … ( ! ) … “

E quindi, quei documenti ufficiali avevano perfettamente ragione …

Il Dr. Capuano ci ha raccontato che quella Dino venne equipaggiata con le Firestone , poiché la “N.A.R.T.” aveva un rapporto di collaborazione “esclusiva” con quella casa .

A Floriopoli quella Dino NART arrivò insieme ad un gran camion pieno di Firestone … e ad una gran autobotte Shell … mezzi ed assistenza tecnica a disposizione soltanto per la loro Dino …“roba mai vista” … “roba da non credere” … roba da “americani” …

Non chiedeteci per quale motivo quella 206S non esponesse, come pare dalle fotografie a disposizione, le note insegne americane della “N.A.R.T.” perché, tanto, non ne ha memoria nemmeno il Dr. Capuano …

C’è una famosa foto di quella 206S letteralmente a ridosso di una delle Alfa 33 “periscopio” ufficiali, la n.200 … quella è una foto che non ricorda niente di buono al Dr. Capuano … che ci ha raccontato : “ …. Quella 33, devo dire, era da circa 4 chilometri che mi faceva da penalizzante “tappo” … nel corso del 4° giro ; mi decisi, veramente irritato, di passarla all’esterno … ; fine della gara …“.

Insomma, per concludere, come commentavamo proprio con il Dr. Capuano, c’è una coppia di piloti palermitani che possono, tra le altre cose, vantare nel loro palmares di essere stata la seconda ed ultima coppia ad aver gareggiato in una Targa Florio ( 1967 ) per la “N.A.R.T.” ; prima di loro ( nel 1960 ) soltanto i mitici fratelli Ricardo e Pedro Rodriguez … Questa rifessione fa venire i brividi … generazione di fortunati, quella …

Quella Dino 206S era la telaio 018 ; questo dicono di lei su internet :

018 ... Spyder sold to “N.A.R.T.” raced at Bridgehampton by Pedro Rodriguez, then to Ferdinando Latteri, Italy he achieved 8 podium finishes between 67 and 69, in 1970 Leandro Terra became the next owner, he raced 018 3 times in the Targa Florio and twice in the Monza 1000kms, after nearly 30 year of ownership it went from him to Spain, and is now in the collection of the Spanish Ferrari Importer.

Ringraziamo l’amichevole disponibilità del Dr. Ignazio Capuano che ci ha consentito di “ricostruire” un pezzo di storia dimenticata di Targa 1967.

 

Targa Florio 1967 ..... quella “cattiva” Lola T70, settemila di cilindrata.....

Targa Florio 1967 ..... quella “cattiva” Lola T70, settemila di cilindrata.....

Si, evidentemente sono stato un tipo fortunato. Anche alle prove della Targa Florio 1967 ...... io, ancora ragazzino, ero lì, a Floriopoli, in quella canicolare giornata di maggio di quella che un tempo si chiamava “primavera siciliana” ; ma quella giornata era come fosse estate piena.

“Calammo” ( così si usava, in siciliano, dire ) a Floriopoli, io ed il mio compagno di scuola Vittorio Viola; Lui con la Sua fedele macchina fotografica, io no. Tra il “vedere” le vetture e “perdere tempo” a fotografare .... ho sempre colpevolmente preferito “vedere”. La mia ancora di salvezza - ai fini “documentali” - era quindi Lui, Vittorio.Quella giornata è rimasta indimenticabile. Tanto per essere chiari ....... arrivati a Floriopoli ci si poteva imbattere, a scelta, o nella Ferrari 330P4 n.224 ufficiale SEFAC di Vaccarella - Scarfiotti, o nella Ferrari 330P3-4 Filipinetti n.220 di Muller - Guichet, o nel solito stuolo infinito di Porsche, questa volta le 910 ufficiali, o nella incredibile Chaparral 2F con alettone n.222 di P.Hill - Sharp, o nelle Ford GT40 della Ford France n. 130 e n.126, rispettivamete di H. Greder - J.M. Giorgi e di J. Schlesser - G.Ligier, o nelle prime Alfa Romeo 33 Autodelta ( periscopio ), o nelle diverse Ferrari Dino 206S o nella Lola T70 Mk.3 Chevrolet n.216 privata di J.Epstein e H. Dibley. Tralascio necessariamente il resto per mancanza di tempo ..... e spazio ......Quella Floriopoli, quindi, era una cosa semplicemente “inebriante”, da perdere letteralmente la testa ; e pensate che tutto stava lì, davanti ai nostri occhi, in assoluta libertà. Quelle vetture stavano lì, nell’occasione ferme, e si potevano liberamente toccare, ammirare, fotografare.La foto che Vi proponiamo - che trasuda atmosfere degli anni 60 - riguarda esattamente quella Lola T70. Io non so il perchè, ma quella Lola - la prima che personalmente vedevo “dal vivo” - mi fulminò, letteralmente. Il buon amico Vittorio mi sollecitava a muovermi da quel posto, ma io me ne stavo lì a girarle continuamente attorno. Quella T70 tradiva da sua “origine” da Team inglese con quel suo caratteristico colore verde scuro. Quel colore le dava una connotazione veramente “cattiva”. Non un adesivo su quella scintillante carrozzeria. Soltanto i numeri di gara bianchi “a pennello”, ed un grosso adesivo bianco sul parabrezza, a mò di parasole. L’accensione, poi, di quell’”americano” 8 cilindri a V di 7 litri - con i suoi “buchi” prima che riscaldasse - era una cosa elettrizzante ...... uno spettacolo.La vettura bianca a ridosso della Lola T70 è la Ford GT40 n.130, già citata, ed ancora dietro una Alfa Romeo SS. Chiesi espressamente a Vittorio la cortesia di fotografarla, quella T70 datata 1967.
Ancora oggi, nel 2009, mi piace ammirarla. Ringrazio l’amico Gioacchino Gullotti. Anche Lui non potrà che essere “dei nostri”, facente parte dell’Associazione Culturale Amici della Targa Florio.

 

Targa Florio 1967 : lo stupore fù per la Chaparral con l’alettone

Targa Florio 1967 : lo stupore fù per la Chaparral con l’alettone

“ ..... Aveva destato una certa impressione la americana Chaparral 2 F con motore di ben 7 litri di cilindrata, dotata di trasmissione semiautomatica ed alettone iposostentatore.

C'era da chiedersi che fine avrebbe fatto un mostro meccanico di quel genere; invece, contrariamente a ogni aspettativa, riuscì a reggere per nove giri su dieci.

Fu costretta al ritiro soltanto per una banale foratura .... “

(La Leggendaria Targa Florio - Pino Fondi - 1989)

Proponiamo una meravigliosa foto, regalo all’Associazione Culturale Amici della Targa Florio da parte dell’Amico tedesco Elmar Sawallich , che ritrae la mastodontica Chaparral 2F di P.Hill / H. Sharp in una gremitissima Floriopoli. La stampa siciliana nei mesi di “pre-gara“ si interessò a quella “avveniristica” vettura americana, proponendo servizi che suscitarono una enorme eco e curiosità per tutti gli appassionati …… e non.

Targa Florio 1967... quella Porsche 356 con il pilota “distratto” ......

Una volta un amico ci raccontò una di quelle tante storie di Targa Florio che .... non troveremo mai scritte in nessun libro di Targa. Ed allora, se permettete, noi stiamo qui anche per raccontarVi le storie mai scritte ........

Bene; eravamo alla Targa Florio del 1967, ed al 5° / 6° giro di gara c'era una vettura della classe GT1.6 che aveva un vantaggio veramente significativo su tutti gli altri ..... quella vettura era la Porsche 356 n.28 dell'equipaggio "Black and White" (Francesco Troia) e Armando Floridia, iscritta dalla Scuderia Pegaso di Palermo .....

Francesco Troia, alla guida dall'inizio di gara ... si era talmente “gasato”della prestazione sua e della Porsche ... con quel bel vantaggio sugli altri ..... che a Floriopoli, alla conclusione del 5° giro, si dimenticò completamente di fermarsi ai box per dare il cambio al compagno Armando Floridia ... che lì lo aspettava trepidante ( è da immaginare la scena ... con quella 356 che tira dritto a tutta velocità davanti ai box ........ ).

Del resto, a quei tempi, ..... altro che collegamenti radio ...... ; Troia, quindi, continuò tutto “sparato”per tutto l'altro 6° giro .... ; lo fermarono con la forza per “evitare” la squalifica (per regolamento massimo 5 giri continuativi, per singolo pilota).

Quella 356, infatti, nei documenti ufficiali, la troviamo "classificata" con 6 giri conclusi, ma "ritirata" al 7° giro con la nota a margine che così recita: " ritiro per evitare la squalifica, turno di guida di 6 giri, uno oltre il consentito ("Black and White") ”.

Anche questa è una di quelle piccole storie incredibili, di una vettura di quelle categorie “minori”, con equipaggi di “privati”, che hanno comunque contribuito, e non poco, a fare grandi le Targa Florio di quei tempi.

La foto - regalata al nostro sito dall’Amico Armando Floridia, che ringraziamo ancora una volta - fissa l’immagine di quella 356 bianca, in uno dei suoi passaggi davanti Floriopoli. Anche su quella 356 sono presenti le sponsorizzazioni della Marathon; quella era, infatti, una vettura iscritta dalla Scuderia Pegaso/Marathon di Palermo.

Targa Florio 1968 - La Lancia HF “Proto” delle “pilotesse” Facetti e Moss ……

Targa Florio 1968 - La Lancia HF “Proto” delle “pilotesse” Facetti e Moss ……

Da un’intervista a Rosadele Facetti :

Nel 1968 la prima Targa Florio, valida per il Campionato Mondiale Marche, di nuovo fianco a fianco con gli assi della velocità, in una squadra ufficiale e con una compagna dal nome ad effetto ... Pat Moss.

Sorella di Stirling, moglie di uno dei più grandi rallisti dell'epoca, Carlsson, Pat era una grande professionista. Mi insegnò molto, mi svelò anche alcuni suoi espedienti.

Avevamo a disposizione una Lancia HF 1400, un prototipo sperimentale. I miei compagni erano Sandro Munari e Lele Pinto, su una HF, e poi ancora Claudio Maglioli e Marco Crosina, su una Zagato.

Il risultato complessivo di squadra fu stupefacente: Sandro e Lele undicesimi assoluti e settimi nella Classe Prototipi 2 litri, Claudio e Marco quindicesimi assoluti e ottavi di Classe, Pat ed io diciannovesime e none di Classe, sempre nella Prototipi 2 litri, anche se avemmo diversi problemi di raffreddamento e fummo costrette a fermarci ogni giro per il rabbocco dell'acqua.

Se dico che grande merito della nostra prestazione fu da ascrivere a Pat, non tolgo nulla alla mia pur buona prestazione. In verità oggi posso anche ammettere che quelle soste continue furono la mia salvezza, una boccata d'ossigeno, specie alla luce del fatto che, appena arrivata in Sicilia, circa tre settimane prima della gara, rimasi atterrita dalla difficoltà del "Piccolo delle Madonie".

Settantadue chilometri di curve, tornanti, gomiti, salite, discese ripide, strapiombi.

Un'insidia ad ogni metro. Mi dissi che non sarei stata capace di correre lì e pensai che Pat Moss mi avrebbe distrutta.

Fu prezioso l'aiuto di Sandro Munari che mi aiutò a mandare a memoria il tracciato. Con la Squadra Lancia avevamo il nostro quartier generale all'Hotel Zagarella, vicino Cefalù.

Alla sera c'era una grande atmosfera mondana: modelle, playboy, feste, ricevimenti. Io, invece, restavo in camera a studiare il percorso coinvolgendo lo segretaria della logistica Lancia, Maria Luisa Bertoni, cui ripetevo il percorso almeno un paio di volte a sera.

(Tratto da : Autocollezioni Magazine - luglio/agosto 2005)

Nella foto proposta quella HF “Proto” mentre si appresta a percorrere la salitella prima dei box di Floriopoli. Quella Pat Moss incuriosì tutti, sia i giovanissimi chee gli “anziani” di Targa, che ricordavano le gesta in Targa del fratello, il grande Stirling Moss. In gara Pat era uno spettacolo, con le sue inusuali - allora - traiettorie da rally. Un gran manico … femminile.

Targa Florio 1968 ... quello squadrone di Porsche 907 2,2 .....

Targa Florio 1968 ... quello squadrone di Porsche 907 2,2 .....

Quell’anno, il 1968, le bellissime T33/2 dell’Autodelta nulla poterono contro la vincente n.224 di uno scatenato Vic Elford e di un regolare Umberto Maglioli. La foto che proponiamo, regalataci dall’Amico Armando Floridia, mostra la n.226, una delle quattro Porsche 907 2,2 affidata alla coppia potenzialmente “esplosiva” Jo Siffert e Rolf Stommelen. Ma la loro gara non fù molto brillante.

Le cose “esplosive” della foto sono, invece, il panorama ed il pubblico, che sta ovunque.

Vorremmo trovarla un’altra gara del Mondiale Marche 1968 con il pubblico seduto ai bordi della strada, anche sui quei paracarri, a delimitare i cigli della strada, e con le vetture che passano a pochi centimetri; una vera follia. Ma la Targa “era” una gara folle, unica.

Quell’anno le Porsche ufficiali furono la n.222 ( Hans Herrmann - Jochen Neerspasch), la n.224 (Vic Elford - Umbeto Maglioli), la n.226 (Jo Siffert - Rolf Stommelen), e la n.230 (Ludovico Scarfiotti - Gerhard Mitter).

Targa Florio 1968 .... Collesano “off limits” per le Porsche .....

Targa Florio 1968 .... Collesano “off limits” per le Porsche .....

Quell’anno la Porsche 911S n.70 dei piloti “locali” Armando Floridia e Carlo Randazzo, iscritta dalla Scuderia Pegaso di Palermo, fece una gara splendida. In una categoria veramente impegnativa ed affollata (GT2.0) si classificò seconda dietro la Porsche 911T n.82 dell’equipaggio di “professionisti” Haldi - Greub - Berney (Ecurie Les Corsaires).

Ma dietro quella “ineccepibile” performance sportiva c’è anche un risvolto “di colore”, come spesso accadeva in una gara “speciale” come la Targa Florio.

Armando Floridia, infatti, finì, per qualche giro, con l’avere una sorta di imperdibile “appuntamento” col pubblico …. ed esattamente all’uscita di Collesano

”Appuntamento” all’uscita di Collesano ? … E perché ? Ebbene, tutti sanno quanto, nel paese di Collesano, siano sempre stati storicamente “ferraristi” … Quell’anno, alla Targa, di Ferrari “importanti” nemmeno l’ombra …. ed allora il tifo, a Collesano, era tutto “anti Porsche” … e tra le tante Porsche anche quella dei siciliani Floridia e Randazzo ( ! ) ....

Fatto sta che al suo primo giro …… proprio all’uscita di Collesano, su un noto (allora) terrapieno posto ai margini della strada, dove sostava sempre un “fedele e granitico” gruppo di tifosi “anti Porsche”, Armando Floridia si accorse, nel suo veloce avvicinamento, che il gruppo si agitava … sbracciando animatamente verso di Lui … pensò ad un qualche segnale di pericolo … olio … macchina girata … od altro … e per questo si scompose leggermente … ma poi si accorse che, in realtà, quel gruppo lo stava soltanto sportivamente “curnutiando“ ( come dire, in siculo : apostrofando, con le mani, con l’inequivocabile gesto delle corna ).

Si dà il caso che Floridia allargò leggermente sullo sporco … senza per questo perdere aderenza, chiuse la curva e - con la complicità di un presente vento di scirocco “a favore” - riempì letteralmente di polvere tutto quel manipolo di “curnutianti” ma, in quella occasione, non facendolo apposta …. Ebbe però il tempo di gustarsi la scena ( ! ) .... osservando il tutto con la coda dell’occhio, mentre andava via, continuando la sua gara.

Lui ci ha confessato che, in macchina, rise da solo … per la soddisfazione ....

Ma il bello deve ancora venire … Per tutti i successivi giri condotti da Floridia ( ed in particolare dopo il 2° giro consecutivo andato esattamente alla stessa maniera ), all’arrivo di quella 911S aragosta n.70 … già a distanza di 30 / 40 metri … da quel gruppo di spettatori … c’era chi scappava di quà e chi scappava di là …

Tutto assolutamente esilarante, ma tutto assolutamente vero ! Ed intanto quella non era una gara “parrocchiale”, era una prova del “Campionato Mondiale Marche”

La foto è uno splendido regalo al sito dell’Associazione da parte del socio Armando Floridia, che ringraziamo. Sulle fiancate anteriori di quella 911S la bellissima scritta, in corsivo : Floridia - Randazzo. Quella 911S avrebbe fatto tantissime altre Targa Florio, negli anni a seguire. Una “carriera” incredibile; e chi ha visto le Targa Florio di quegli anni lo sa.

Targa Florio 1968 ..... una TZ1 con la livrea della “Monzeglio Corse” ....

Targa Florio 1968 ..... una TZ1 con la livrea della “Monzeglio Corse” ....

L’Amico Gabriele Del Castillo - che ringraziamo - ci ha regalato una non comune immagine a colori, in gara, della Alfa Romeo TZ1 n.124 di Aldo Bersano e Sergio Morando, alla Targa Florio del 1968.

Ebbene, quella TZ1 ci fece vedere una delle prime “livree” della “Monzeglio Squadra Corse”, con quel caratteristico colore giallo delle vetture con il tettuccio “a scacchi” giallo e marrone. Negli anni settanta avremmo poi visto tantissimi GTA, in Targa, con le medesime colorazioni di quella “Squadra”.

Targa Florio 1968 ...... Giunti e Galli ... quell’anno tifo sfrenato per loro ..

Targa Florio 1968 ...... Giunti e Galli ... quell’anno tifo sfrenato per loro ..

L’Amico di Targa Florio Gabriele del Castillo ha messo a disposizione di questo nostro sito dell’Associazione Culturale Amici della Targa Florio una foto della Sua personale collezione. Ritrae un bellissimo passaggio in piena velocità ... con la vettura in appoggio sulla destra .... alla Targa Florio del 1968 .... della Alfa Romeo T33/2 n.186 di Ignazio Giunti e Nanni Galli / Autodelta. Sul ciglio della strada la solita berlina con cofano aperto ..... per accogliere i generi e le attrezzature di “comodità” .....

Questo un ricordo di Targa che abbiamo “sollecitato” a Gabriele :

“ ....... Siccome la "febbre" di Targa Florio sale, Vi invio anche queste foto così mi potete verificare di che edizione e di quale equipaggio si tratta. Per tanto tempo queste foto sono rimaste nei cassetti ed anche senza indicazioni precise .............. omissis ....... Ricordo anche che, nel 1970, ero andato a studiare a Milano, e già era tempo di esami, ma per vedere la Targa ho preso il treno il venerdì sera, ( 22 ore ...) sono arrivato a Termini Imerese, ho visto la corsa e la domenica stessa ho ripreso il treno a Termini Imerese per rifare il ritorno. Cose che solo da picciotti e con grande passione si possono fare .... “.

Targa Florio 1968 : Il capolavoro di Vic Elford e della sua 907 2.2 n.224

Targa Florio 1968 : Il capolavoro di Vic Elford e della sua 907 2.2 n.224

“ …… «La corsa è ormai decisa … .» Ma giusto in quel momento in sala-stampa arrivò la notizia che Elford stava incalzando con ritmo vertiginoso. Sembrava che quella tremenda calura lo galvanizzasse. La sua azione era irresistibile. Sembrava d'esser tornati ai tempi di Varzi, di Nuvolari o di Moss.

Si calcolò che stava guadagnando sulle Alfa ben un minuto e mezzo al giro. L'ingegner Chiti si rese conto a quel punto del pericolo che minacciava le sue macchine. Sull' Alfa di Galli ora c'era Ignazio Giunti, il pilota romano, grande promessa dell'automobilismo italiano.

Ignazio si scagliò con una guida puntigliosa e decisa, informato dell'azione incalzante di Elford. Ma quest'ultimo era sempre più minaccioso. All'ottavo giro aveva già superato Casoni e andava alla caccia di Giunti. Ora era ormai a 46 secondi da lui. La folla era ammutolita e meravigliata per il crescendo di quel novello Nuvolari.

Al nono giro, Elford prese il comando della corsa. Al box Alfa si passò dall'esultanza allo scoramento. Quel diavolo d'inglese, con quel caldo, faceva follie. Qualcuno si confortò affermando:
«Vedrete che finirà col rompere!». Nel decimo giro la corsa entrò nella fase finale. Giunti tentava una disperata rimonta, ma Elford non mollava affatto. Era davvero scatenato.

Si era ormai alla fine. L'Alfa 33 di Giunti arrivò per prima al traguardo, perché, in base all'ordine di partenza, era più avanti della Porsche di Elford. Incontro a Giunti andò Nanni Galli che l'abbracciò.

Alle tribune non pochi s'ingannarono che avesse vinto l'Alfa 33. Ma non era così. Bisognava attendere ancora otto minuti per saperlo. Se la Porsche non fosse arrivata entro questo limite, l'Alfa
poteva considerarsi vittoriosa.

I minuti trascorsero inesorabili. In breve essi diventarono quattro, poi cinque... I visi di molti alfisti s'andavano già accendendo d'entusiasmo. a ecco, dopo sei minuti e quindici secondi, piombare sul traguardo Vic Elford con la Porsche. La salitella finale fu fatta in ultima strappata. Ma era la fine della corsa.

Molto sportivamente il pubblico lo applaudì e Maglioli gli andò incontro. Lo stesso fece Von Hanstein che più tardi si recò al box dell'Autodelta per complimentarsi con l'ingegner Chiti e i suoi piloti dicendo: «In una corsa come questa arrivare secondi è come essere più che primi!»

E il «barone di ferro» era sincero. Non recitava una parte di convenienza. Il grande Hushke era un autentico sportivo.

Più tardi, con la consueta modestia, Umberto Magnoli disse: «Ero fuori allenamento e non sono andato molto forte. Quello che è andato forte, invece, è stato Elford. Quando vinsi la mia seconda Targa nel cinquantasei, promisi a Vincenzo Florio che avrei fatto di tutto per vincerla una terza volta. Ora ci sono riuscito. Mi dispiace soltanto che lui non sia presente qui con noi. La Targa è meravigliosa ed è la corsa che amo più di tutte!»

Si concluse così quell'edizione della corsa siciliana che, a causa dell'infernale caldo sahariano, poté a ben ragione definirsi: una... Targa «africana» …… “.


(La Leggendaria Targa Florio - Pino Fondi - 1989)


La foto proposta è un regalo all’Associazione Culturale Amici della Targa Florio da parte dell’Amico tedesco Elmar Sawallich è Lui, immortalato in quella foto, vicino alla Porsche 907 2,2 n.224 di Vic Elford. Lui era il meccanico che curava la 907 del grande Vic ; quella 907 vincerà la gara e passerà alla storia …… delle storie di Targa Florio.

Targa Florio 1968 : L’Alfa Romeo 33 di Nino Vaccarella era una 2,5 .. “Tasmania"

Targa Florio 1968 : L’Alfa Romeo 33 di Nino Vaccarella era una 2,5 .. “Tasmania"

“ ..... In quel giorno tormentato dal calore ci fù subito guerra fra Alfa Romeo e Porsche. Come era prevedibile, Vaccarella attaccò subito con la sua “Tasmania”, mentre Scarfiotti gli stava addosso con la Porsche.

Al primo giro, però, quest'ultimo vantava 22 secondi di vantaggio su Nino. Il «Professore» non spingeva al massimo e preferiva mantenere la seconda posizione nel secondo giro. Alla fine del terzo giro si fermò al box, secondo il piano di gara, cedendo la “Tasmania” a Schutz.

Udo partì dal box deciso ad attaccare Scarfiotti. La sua azione era assai irruenta e intemperante.

Cinque chilometri dopo Cerda, nell'affrontare avventatamente un arduo sorpasso, l'Alfa 2500 di Shutz sbandò paurosamente e volò fuori strada.

Il pilota restò incolume, ma la macchina era inservibile. Le raccomandazioni di Vaccarella non erano proprio servite a nulla. Svaniva il suo sogno di vittoria ....”


(La Leggendaria Targa Florio - Pino Fondi - 1989 )


Nella foto proposta - regalo all’Associazione Culturale Amici della Targa Florio da parte dell’Amico tedesco .. Elmar Sawallich - la 33 “Tasmania” 2500 cc. del “Professore” Nino Vaccarella ritratta in uno dei suoi veloci passaggi davanti i box di Floriopoli.

Targa Florio 1968 : quella Ferrari 250 LM era bellissima ....

Targa Florio 1968 : quella Ferrari 250 LM era bellissima ....

L’Amico di Targa Florio Paul Vestey ci ha fatto un ennesimo regalo. Tratta dal suo archivio fotografico, ci ha inviato una particolare immagine della Ferrari 250 LM, allora di sua proprietà, iscritta in Targa Florio 1968.

 
L’equipaggio era “Paul Vestey - David Piper”. Fu una gara sfortunata. La Ferrari - come documentato dalla foto proposta - si ritirò per un rovinoso incidente, con capottamento, nel corso del 3 giro, dopo aver subito problemi con l’acceleratore, alla conclusione del primo giro, che la costrinsero ad una imprevista sosta tecnica ai box di Floriopoli.
 
La foto la vogliamo commentare in un modo particolare. Con le parole inviateci qualche tempo fà da David Piper sulla pagine di Facebook “IpilotidellaTargaFlorio”, gestite sempre dalla nostra Associazione Culturale Amici della Targa Florio:
 
“ … Una bruto giornata quela Targa Florio lie First lap the throttle cable broke I managed to get the car back to the pits with a fence wire. Second lap the left steering arm came undone hit a big kilometer marker stone capovolta 20m fori strada, Tropo vento il helicoptero non operare apeso una bicieri di grappa con un contadine una “disastro completo”. Amen. …. David Piper -19 March 2010 … “
 
E’ un misto di inglese, italiano e quant’altro. Bellissima testimonianza.
 
Rinnoviamo i nostri ringraziamenti agli Amici  Paul Vestey e David Piper

Targa Florio 1968 : Salvatore (“Totò”) Calascibetta

Targa Florio 1968 : Salvatore (“Totò”) Calascibetta

Targa Florio 1968 : Salvatore (“Totò”) Calascibetta è fuori dal Suo “Millino” Abarth 1000S n.96, quell’anno condiviso con Vincenzo Ferlito ed  iscritto dalla Scuderia Pegaso di Palermo.  E’ il  pubblico di Targa che stà  dentro la vettura …Quella  era la Targa Florio ….. un totale connubio tra vetture …. piloti … e pubblico; una “promiscuità” esaltante, viscerale, assolutamente partecipativa.
 
* * *
 
Salvatore Calascibetta, "Totò" as he was nicknamed by family and friends, was a talented hillclimber, touring-car and sportscar driver from Sicily. As an amateur driver he proved to be faster than professional racers in the Targa Florio race, held on the 72 kms Piccolo Madonie road course which was notoriously tough to machinery and men. Calascibetta scored 13 starts in the Targa Florio race from 1960 to 1976, with a best finish of 9th overall in 1963 and in 1971.

He started his career driving small touring-cars in local hillclimbs in the late 1950s.  Calascibetta had his debut in the Targa Florio in 1960, sharing a Osca MT4 with Mario Raimondo.  In 1962 he won his class in the Italian Hillclimb Championship, driving a Fiat 600, and in 1963 he moved to a BMW 700, winning his class in a number of hillclimbs and circuit races.  He was 9th and first of his class in the 1963 Targa Florio, with Giuseppe Virgilio at the wheel of an Alfa Romeo Giulietta SZ.
In 1964 he finished 3rd in the 600  class of the Italian Touring-car Championship in a Fiat-Abarth 595 tuned by Mucera.

In 1965 Totò Calascibetta was signed up as factory driver by team Abarth, working longtime as test-driver. He was 2nd of his class, 14th overall in a Fiat-Abarth 850TC at the Mont Ventoux hillclimb, a round of the European Touring-car Championship. In the 1965 Targa Florio, Calascibetta shared a works Abarth-Simca 1300 Bialbero once again with Giuseppe Virgilio.
 
During the Sicilian race his car stopped beyond Collesano with a broken throttle cable. A family of spectators picnicking nearby offered him refreshments. Calascibetta took a salami sandwich, a swallow of wine and also a string from the family's guitar, with which he repaired the cable well enough to reach the pits.  A lasting fix was made by team Abarth mechanics, Calascibetta restarted at full speed, he and Virgilio eventually finished 10th place overall, first of class. Later in the season Calascibetta and Giuseppe Virgilio in that same car scored another class win, 18th place overall, in the 1000 Km of the Nürburgring.

In 1966 Calascibetta finished 2nd in the Italian Touring-car Championship 1000 cm class, at the wheel of a works Fiat-Abarth 1000TC, behind his team mate Mauro Nesti.
 
In 1968 he campaigned a private small sportscar as the Fiat-Abarth 1000SP, the famous "Millino", in which he scored one outright win in the Nicolosi-Etna hillclimb, a 3rd place overall in the Trapani-Erice hillclimb, and a 7th place in the Coppa Cittá di Enna sportscar race held at Pergusa.
 
In 1969 he went on with his Fiat-Abarth 1000SP being 11th overall, first of his class, in the Targa Florio with Vincenzo Ferlito as co-driver.  An 11th place again in the 1970 Targa Florio, sharing a Ferrari Dino 206S with  Pietro Lo Piccolo. The car had sudden engine problem on the last lap, while running in 7th place, first of class and first of the privateers.

In 1971 Totò Calascibetta was called by Virgilio Conrero who managed the Opel-Italy official team, to drive a works Opel GT 1900 in the Targa Florio, with  Paolo Monti as team mate. After a furious battle against a field of faster Porsche 911's and 914/6's, the duo scored an impressive 2-litre class win, 9th place overall.

In 1973 Salvatore Calascibetta who owned a famous spare parts and repair shop in Palermo, went on racing a 1.3-litre craftmade sportscar CR-CDS 134B. Then he reduced his racing activity. His last issue in the Targa Florio was in 1976, when he shared a Lancia Stratos with "Glenlivet", finishing 12th after suffering mechanical trouble during the last laps.

tratto da : Internet 
 
 
Questo post è dedicato a “Toto” Calascibetta, un nome impossibile da dimenticare. Il nostro GRANDE GRAZIE va all’Amico di Targa Florio Marco Calascibetta.
 

 

Targa Florio 1968 … con quella Dino 206S …. “svedese” ….

Targa Florio 1968 … con quella Dino 206S …. “svedese” ….

Alle Targa Florio ne abbiamo viste di …. tutti i colori …. è proprio il caso di dirlo. Nel 1968 si potè ammirare una bellissima Ferrari Dino 206S alla quale venne attribuito il n.206.

Era iscritta dalla “Bam-Bam Racing Team” e condotta da un equipaggio interamente svedese : Hans Wängstre ed Evert Christoffersson. La vettura era “immacolata”, senza un adesivo sulle fiancate. Ci sono passate tra le mani diverse foto di quella Dino, anche a colori, ma spesso era sfuggito un particolare “coreografico” di quella Ferrrari.

Era una particolare livrea quasi “nascosta”, perchè posta su una parte della carrozzeria normalmente non inquadrata, in gara.

Una mano di aiuto ce la ha data una foto, scattata ai box di Floriopoli, in un momento di assistenza tecnica e di cambio pilota. Su quella piccola parte di tettuccio di quella Dino, in versione “S”, ecco i colori della bandiera nazionale svedese, con le strisce celesti e gialle ….

E quel cofano posteriore aperto ci consente di ammirare la parte del motore a vista e la ruota di scorta, un “accessorio” assolutamente indispensabile, in Targa.

Targa Florio 1968 … c’era sempre una TZ1 …una di quelle di Pietro Lo Piccolo …..

Targa Florio 1968 … c’era sempre una TZ1 …una di quelle di Pietro Lo Piccolo …..

Da uno scritto del compianto “palermitano” Pietro Lo Piccolo, grazie al quale, nelle cronoscalate siciliane di quegli anni andati, potevamo anche ammirare una splendida Ferrari Dino 206S :

“ … La Scuderia Pegaso di Palermo, composta da giovani amici tutto fare, vinse per diversi anni il Campionato Italiano Scuderie battendo quelle - più quotate - del nord, che facevano professionismo. Oltre alle cronoscalate siciliane, la passione di tutti noi era quella di partecipare alla Targa Florio ed ogni anno, tre mesi prima, cominciavamo gli allenamenti sul percorso delle Madonie e nei fine settimana ci incontravamo sul luogo e si facevano le trattative per gli accoppiamenti. Alla Targa il mio secondo fisso era Totò Sutera, che non aveva altre alternative per poter partecipare alla gara, e fù sempre così tranne per le “Targa” da me fatte con Ignazio Serse da Trapani col TZ nel 1969 primo di categoria, con Totò Calascibetta nel 1970 con la Ferrari Dino secondi di categoria, con Leandro Terra nel 1971 con la Ferrari Dino della Pescara Corse, ove ci ritirammo per l’emozione di Terra al quale avevo ceduto la guida al terzo giro quinto assoluto …”

Precisazione: Pietro Lo Piccolo scrive : “Alla Targa il mio secondo fisso era Totò Sutera, che non aveva altre alternative per poter partecipare alla gara”. Infatti, “Toti” Sutera ha corso tante, ma tante Targa Florio, ma nelle gare madonite “mondiali” non ha mai gareggiato con vetture di Sua proprietà. A quelle Targa Florio è sempre stato chiamato come “compagno”, e quasi sempre da Lo Piccolo; qualcosa - questo - vorrà dire.

Nella foto: la rossa ( in quell’anno ) Alfa Romeo TZ1 n.126 di Pietro Lo Piccolo e Salvatore Sutera - Scuderia Pegaso di Palermo. La foto è un omaggio del socio Salvatore “Toti” Sutera al sito dell’Associazione Culturale Amici della Targa Florio. Lo ringraziamo di nuovo. A riguardo di quella foto ci piace sottolineare, oltre la TZ1, anche altre presenze : il gruppo di spettatori con le vetture posteggiate alla meglio, sotto l’ombra degli alberi, ….. ed il mulo che pascola tranquillamente, a pochi metri dalla strada. La Targa Florio è stata davvero una gara UNICA !

 

Targa Florio 1968 …. anche una De Sanctis Cosworth tra i “millini” ….

Targa Florio 1968 …. anche una De Sanctis Cosworth tra i “millini” ….

Alle Targa Florio di quegli anni ….. c’erano sempre una infinità di “millini” ….. e lì - non c’è dubbio alcuno - la facevano da padrone i “millini” Abarth … ; tuttavia c’erano anche altri “millini” - pochi, in verità - ed erano “millini romani” …… quelli del costruttore/preparatore Gino De Sanctis ( “Sor Gino”).
Da Sanctis iniziò negli anni ’50, preparando le Fiat 1100 e le Alfa Romeo per i suoi clienti, nella sua officina romana di Via Tevere ......
Avevano una costante, le De Sanctis “sport” di quegli anni di Targa Florio ; la cura molto particolare dedicata alle carrozzerie, sempre dalle linee originali, bellissime …… ci fu un anno che da lontano …… sembravano delle piccole Ferrari Dino 206S ….
La foto ritrae, in quella Targa Florio 1968, la De Sanctis Ford Cosworth di E. Banti - “Gero”; sarà costretta al ritiro per una uscita di strada. Quella Targa sarà ricordata anche per 3 “uscite” irrimediabili ; quella di Ludovico Scarfiotti con la sua Porsche 907 n.230 in prova e delle di Udo Schutz con la A.R. T33/2,5 n.220 e di Banti con la sua De Sanctis.
La foto, bellissima, è stata regalata alla libera fruizione del sito dell’Associazione Culturale Amici della Targa Florio dall’Amico Gabriele Del Castillo; per questo lo ringraziamo.

Targa Florio 1969 .. Gandolfo Bencivinni salva dal fuoco Mario Casoni

Targa Florio 1969 .. Gandolfo Bencivinni salva dal fuoco Mario Casoni

La foto proposta, inviataci dalla Signora Nadia, figlia di Gandolfo Bencivinni, ritrae il padre che sorregge il pilota  Mario Casoni dopo averlo estratto dalla sua Alfa Romeo 33 in Targa Florio 1969, totalmente bruciata dalle fiamme subito dopo un pauroso incidente con uscita di strada.

 

Ci ha scritto Nadia :

Salve, sono la Signora Nadia che qualche giorno fa ha inviato la foto risalente al 1969, relativa all'incidente del pilota  Mario Casoni. Vorrei sapere e spero che sia in vita. Il tempo è passato, mio padre ricorda ancora nonostante è stato un episodio della sua gioventù. Un giovane sarto che da spettatore diventa soccorritore, senza esitazione, a differenza di chi abbandona le navi  o omette il soccorso, e scappa ...

Mio padre si chiama Gandolfo Bencivinni e abita a Petralia Sottana. Ecco quanto ricorda :

 

 “ ….. STAVO GUARDANDO LA GARA, AD UN CERTO PUNTO UNA MACCHINA ESCE DALLA PISTA DIVIDENDOSI IN DUE PARTI.  MEZZA MACCHINA RIMANE INCASTRATA TRA GLI ALBERI E MEZZA - QUELLA COL PILOTA - PRENDE FUOCO, CADE IN UNA SCARPATA, SCARAVENTANDO FUORI L' AUTISTA CON IL CORPO IN FIAMME E SOPRATTUTTO IL FUOCO  GLI SALIVA AI PIEDI ED AGLI ARTI INFERIORI, RISCHIANDO COSI’ CHE BRUCIASSE VIVO.

 

NON C'ERANO NE’ SOCCORSI, NE’ AMBULANZA.  ALLORA SCENDO,  PRENDO IL MIO GIUBBOTTO.  IL TESSUTO, TAMPONATO SUL CORPO, FA DA FRANGI-FIAMMA ,  ESSENDO UN CATTIVO CONDUTTORE DI CALORE.

 

POI, DOPO CHE LE FIAMME ERANO GIA’ SEDATE, ARRIVA L'AMBULANZA , E POI L'ELICOTTERO .... LA FOLLA MI CIRCONDA, MI FACCIO SPAZIO E, TENENDOLO SOTTOBRACCIO, ASPETTIAMO I SOCCORSI E 44 ANNI FA NON C'ERANO I TELEFONINI ... “

 

Non c’ero neanche io, che ho 40 anni. Ho voluto raccontare questa storia di coraggio ed altruismo di mio padre. Non sapeva chi fosse, eppure gli ha salvato la vita. Non sa nemmeno chi gli ha fatto la foto. So solo che è un esempio, anche per la sua modestia e semplicità. Cordiali saluti da Nadia Bencivinni. 

Targa Florio 1969 ... quella Lola ... 36 chilometri su ... tre ruote ...

Targa Florio 1969 ... quella Lola ... 36 chilometri su ... tre ruote ...

“ ... Il forte Herbert Muller, in coppia con Jo Bonnier, con la sua Lola T70, ha compiuto ben 36 chilometri con una gomma forata, non potendola sostituire con i mezzi di bordo e, giunto ai box e poi ripartito, si doveva ritirare per avaria alla sospensione ...”

 


(“Auto Italiana” - 15 maggio 1969)

 


La foto ritrae esattamente quella mastodontica Lola T70 MK3B Chevrolet della elvetica Scuderia Filipinetti, con alla guida Muller, nella zona del misto veloce tra la fine del rettilineo di Buonfornello e Floriopoli. La gomma della posteriore sinistra è visibilmente “andata”. La spendida Lola, ad andatura relativamente lenta, viaggia - ormai- direttamente sul cerchione. E’ una immagine quasi surreale - una Lola T70 che passa davanti un canneto di campagna siciliana - che ritrae una delle tante, infinite storie di Targa Florio

 

Targa Florio 1969 ... è “guerra totale” tra i preparatori dei 911 ....

Targa Florio 1969 ... è “guerra totale” tra i preparatori dei 911 ....

“ ... Palermo - Escluso Bonomelli. A seguito di un reclamo presentato dal concorrente-conduttore Everardo Ostini (Porsche 911), classificato 11° assoluto contro la regolarità della Porsche 911 di Ennio Bonomelli, classificata 10^ assoluta, e 1^ della categoria gran turismo, si sono effettuate a Palermo le verifiche tecniche su entrambe le vetture. La Porsche 911 di Bonomelli-Guzzi è stata esclusa dalla classifica per irregolarità tecniche (bilancieri non conformi alla fiche di omologazione) e pertanto la Porsche 911 di Ostini-Nomex passa 10^ assoluta e prima della categoria gran turismo ...”

(“Auto Italiana” - 15 maggo 1969)

Anche quell’anno c’era un parco partenti - di Porsche 911 - veramente notevole e fortemente competitivo. Alcuni beneficiavano di motorizzazioni di fatto curate dalla “casa” (Ostini - Nomex); altri si erano presentati come “preparatori in proprio” (Bonomelli - Guzzi). Nell’ambiente, già sin dalle prove, pare girassero strane voci su quella 911 di Bonomelli. Fatto sta che dal Team ufficiale della Porsche, nonostante focalizzassero le loro attenzioni sui loro 908.2, avvertirono i “privati” dei 911 con motori “casa” ... di stare tranquilli ... : “lasciatelo andare, Bonomelli, e se Vi dovesse passare in tromba, eventualmente ci pensiamo noi“. Bene, le cose andarono così, per racconto diretto di uno dei “protagonisti” : per tutta la gara, quella “Bonomelli” girò come “nascosta”, nell’ombra .... ma all’ultimo giro pare che Ostini subì da quella 911 Bonomelli un sorpasso assolutamente incredibile, di pura potenza, “andandosene” come un razzo. Si concluse la gara, Ostini raccontò l’episodio ai tecnici della Squadra Porsche. I giornali dell’epoca riferirono di quel reclamo presentato da Ostini. Nella realtà il reclamo venne - di fatto - formalizzato dal Team Porsche che ..... non poteva certamente digerire che un preparatore “privato” avesse dato la polvere ai propri motori “casa”. Quella 911 di Bonomelli, in buona sostanza, pare fosse più un Carrera 6 ..... (bielle, pistoni) ...... che un 911 .... Anche questa è storia di Targa Florio. Da quella gara, giusto o sbagliato che fosse, sulle vetture di Bonomelli, alla Targa, se ne dissero di tutti i colori.

Nella foto la 911 di Ostini - Nomex.

Targa Florio 1969 ... quei deleteri svolazzanti giornali ...

Targa Florio 1969 ... quei deleteri svolazzanti giornali ...

“ ... La Lancia e Cesare Fiorio, suo Direttore Sportivo, erano molto contenti del risultato ottenuto dalle spyder HF 1600, terminate appena pochi giorni prima della gara. La numero 238 di Munari/Aaltonen è stata a lungo in sesta posizione assoluta, tallonata dalla numero 232 di Maglioli/Pinto. Poi una foratura ed una “cotta” hanno limitato le prestazioni delle piccole spyder ...”

(“Auto Italiana” 15 maggio 1969)

 

La foto ritrae la Lancia Fulvia HF F&M Special n.232 esattamente nel momento in cui imbocca la curva a sinistra alla fine e del breve rettilineo di fronte la Stazione di Cerda. Floriopoli è soltanto a pochi metri. Quel maledetto svolazzante giornale andò a stamparsi - coprendolo quasi interamente - proprio sul radiatore, mandando arrosto il motore. Anche queste sono storie di Targa.

Targa Florio 1969 .... un handicap in più ... per la “più piccola” in gara ...

Targa Florio 1969 .... un handicap in più ... per la “più piccola” in gara ...

“ ... La più piccola in gara era la Racer Bertone di Fusina/Re. I due piloti hanno terminato con gli occhi stralunati, a furia di guardare continuamente nello specchietto retrovisore per agevolare i sorpassi degli altri ...”

(“Auto Italiana” 15 maggio 1969)
 
La foto è di quella Bertone Racer Fiat. Concluderà comunque ben 7 dei 10 giri previsti.

Targa Florio 1969 .... una donna ... pilota ai box ? Impossibile ! ....

Targa Florio 1969 .... una donna ... pilota ai box ? Impossibile ! ....

... Un funzionario delle Forze dell’Ordine voleva cacciare dai box Gabrielle Konig che gareggiava con il marito Mark con la Nomad Spyder - anche se munita di regolare contrassegno - perchè, a suo parere, si trattava di un biglietto falso, non potendo essere vero che una donna corresse in gara. Quando gli è stato spiegato come stavano le cose, ci è rimasto molto male ... “

 (“Auto Italiana” del 15 maggio 1969)

 L’immagine che proponiamo è di quella bellissima Nomad Mk.2 BRM N.252 di Mark e Gabrielle Konig. Alla Targa gli spettatori li chiamavano, affettuosamente, “i Konig”. Sulle strade di Targa le immancabili scritte di vernice bianca ... spesso “contro” i temibili “avversari” di sempre ... le Porsche

 

Targa Florio 1969 ..... soltanto alle Targa Florio potevano accadere certe cose

Targa Florio 1969 ..... soltanto alle Targa Florio potevano accadere certe cose

Armando Floridia, Lui che è stato anche un vincitore assoluto di Targa Florio nell’edizione del 1976 in coppia con Eugenio Renna( “Amphicar” ), a distanzadi tanti anni ci ha raccontato una storia che ha dell’incredibile.Ma la cosa pià incredibile, per chi ha raccolto quella storia, è stata, in realtà, l’assoluta naturalezza con la quale Armando Floridia ( “Ypsilon1” ) la ha raccontata, come fosse una cosa del tutto “normale”.Nell’occassione della Targa Florio del 1969, a turni di prova ufficiali praticamente ultimati per la Sua 911S, venne chiamato in disparte dai dirigenti del Team Porsche …… ; avevano un “particolare” problema da risolvere, e con una certa urgenza, …… ma erano in evidente difficoltà….. Il grande Vic Elford era “uscito” - in prova - con la Porsche 908.2 T/CAR ….. aveva praticamente distrutto l’avantreno per un non previsto incontro ravvicinato con un albero ….. La 908.2 T/CAR - con Vic da recuperare prontamente - era destinata a restare lì per il resto delle prove ufficiali ….. e l’esperienza di Casa Porsche diceva che in quel non breve lasso di tempo ben poco sarebbe rimasto della 908.2 ……… forse solo il telaio … La sfrenata passione dei siciliani per i “cimeli” di Targa era, infatti, proverbiale. Allora ecco che la - nascosta ma esplicita - proposta “indecente” viene formulata dai Dirigenti della Squadra Porsche ad Armando Floridia, allora Concessionario Porsche di Palermo …… sentite …. sentite …… anzi, leggete … leggete …

““Esci di nuovo col Tuo 911S, simula un altro - per Te ancora possibile - giro di prova, “imbarca” di nascosto in macchina un nostro meccanico e lascialo sul posto dell’incidente perché possa fare il “guardiano” a quella 908.2 T/CAR”” . Armando Floridia non ebbe nemmeno il tempo di capire esattamente cosa gli stessero proponendo che …… il meccanico Porsche si era già “coricato” dentro la Sua 911S, alle spalle dei sedili anteriori ( e tutti sappiano benissimo quale sia lo spazio utile nei sedili posteriori di una 911 …..), meccanico che era stato meticolosamente nascosto sotto un telone ….. E’ del tutto chiato che non c’èra alcuna possibilità di manifestare il proprio dissenso … con lo staff ufficiale Porsche …… Armando, quindi, partì dal box di Floriopoli con l’imprevisto “ospite” …. ad andatura “prudente”, anche perché quel 908.2 T/CAR era lontano, lungo il “Piccolo” ; …. .. la parte posteriore dell’abitacolo di quel 911, già angusto di suo, era stato alleggerito all’osso, e ad ogni curva, dosso, sobbalzo del 911, quel meccanico prendeva botte da tutti i lati, lamentandosi in tedesco …… una situazione grottesca …. ma Vi immaginate la scena ? ….. Dopo qualche chilometro il meccanico iniziò ad avere anche seri problemi di respirazione, sotto quel telone …… al punto che, non potendone più, e senza che Armando se ne accorgesse, iniziò a sollevare la testa da sotto quell’asfissiante telone… cercando “aria” ….. disperatamente …. Il pubblico, intanto, lungo il “Piccolo”, …. attenzionava quella 911S n.70 per la sua andatura “stranamente” lenta, pensando avesse problemi tecnici …. ma oltre al pubblico questa attenzione venne prestata anche da alcuni commissari che si accorsero di quella “presenza” non ammessa ….. E per Armando Floridia, a Caltavuturo, venne esposta la bandiera di STOP. Si fermò e venne a galla “l’inghippo” …… La situazione era critica… Armando Floridia farfugliò qualche giustificazione ….i commissari verbalizzarono il tutto e segnalarono la inevitabile squalifica alla Direzione Gara. Armando Floridia era disperato. Ebbene, sapete come finì la storia ? Il Team Porsche intervenne immediatamente con tutta la sua “forza contrattuale” ….. risultato ? Squalifica revocata ! Irritualmente commutata in ammenda pecuniaria ! E secondo Voi quella “ammenda” ……. la pagò Armando Floridia o il Team Porsche ? Questa storia, assolutamente vera, in quel 1969 non la poteva scrivere NESSUNO ; ……. ce la poteva raccontare, dopo tutti gli anni trascorsi, soltanto un Amico di Targa Florio come Armando Floridia ….. e per questo lo ringraziamo di cuore. A proposito, per concludere, non fù fortunata la partecipazione di quella 911S n.70 a quella Targa 1969 ….. nel corso del primo giro la Porsche 911S n.76 di Claude Haldi e Jacques Rey ruppe il motore riversando sulla strada qualcosa come 12 chili di olio ……. Armando arrivò subito dopo proprio su quella pozza di olio e …… tirò dritto …… riuscì a riprendere … con il braccetto della sospensione piegato ….. arrivò a Floriopoli concludendo un giro e fù costretto all’inevitabile ritiro.

Armando Floridia ci onora di essere componente – nonchè socio fondatore – di questa Associazione Culturale Amici della Targa Florio

 

Targa Florio 1970 .. quel “tormentone” del “rosso Porsche” per le TCAR

Gli Amici dell’Archivio Storico della Porsche di Stoccarda ci hanno inviato una rara foto che ritrae la Porsche 917K (ex Salzburg) utilizzata sulle strade del “Piccolo” nel corso delle prove private del mese di Marzo 1970 (la gara si sarebbe svolta nel maggio 1970 ); la 917/K appare ferma, nell’area di un distributore di benzina. Di quella vettura non è stata sin qui ritrovata alcuna foto a colori, ma gli appassionati hanno sempre “saputo” che la sua colorazione, come del resto quella delle altre TCAR 908/3 nell’occasione “scese” in Sicilia, era rosso, verosimilmente un “rosso mattone opaco”.
Secondo certe “leggende” quella colorazione sarebbe stata “scelta” al fine di rendere simili le “tedesche” TCAR Porsche alle vetture “italiane” Ferrari o Alfa Romeo, onde evitare “boicottaggi vari”, al loro passaggio, da parte dei “locali” ……
Abbiamo quindi chiesto, direttamente a “Casa Porsche”, conferme o smentite. Così ci hanno risposto gli Amici tedeschi :

” …. omissis ……. According to the red colour of the testing 908/3 and 917 in 1970, I asked Klaus ….. omissis ……. and he told me the story :

The police in Sicily wanted that the testing Porsches will have this colour to be safer on the street.

Just for safety, not about red according to Ferrari or Alfa.

The Gulf sticker came on the car because of the sponsor Gulf and there was a Gulf filling station in the area where they tested the car at Sicily.

So that's the true story, quite simple.

Jens ….”
* * *
“ …. omissis …. In merito alla questione del colore rosso utilizzato per i test delle 908/3 e 917 nel 1970 ho chiesto informazioni a Klaus …… omissis.. che mi ha raccontato la storia:

La polizia in Sicilia ha voluto che le TCAR della Porsche avessero quel colore per essere più “sicure” sulla strada.

Solo per motivi di “sicurezza”, quindi, e non per essere simili alle rosse Ferrari o Alfa.

Gli adesivi della Gulf sono stati apposti sulle vetture per lo sponsor Gulf ed era presente, nella zona, una stazione di rifornimento della Gulf , utilizzata come “base” per i test delle auto in Sicilia.

Quindi questa è la storia vera, molto semplicemente ….

Jens … ”

* * *

Un grazie, quindi, agli Amici di Targa Florio Jens e Klaus ; speriamo di non sentire più in giro storie di presunti “boicottaggi” vari per le vetture della Porsche in prove libere ……..

Ed a ben pensarci, anche se col senno di poi, ma che motivo avrebbero avuto - in Casa Porsche - di “mascherarsi” da italiane Ferrari o Alfa, utilizzando - poi - quell’improbabile tipo di rosso opaco, il luogo dei brillanti rossi Ferrari o Alfa ?

Fù, quindi, “the police in Sicily” a chiedere espressamente alla Porsche quella colorazione sulle "test car" che avrebbero girato a circuito aperto, perchè quei “fulmini” fossero ben visibili per i “comuni guidatori di ogni giorno” ..... ma forse anche per tutte le Forze dell'Ordine che ...... saranno state ben allertate ....

Targa Florio 1970 ( 13 Marzo ) : Arriva la “spedizione” Porsche ……….

Targa Florio 1970 ( 13 Marzo ) : Arriva la “spedizione” Porsche ……….

Foto molto particolare. E’ una vera “rappresentazione teatrale” …… A Cefalù stanno in tantissimi … lì davanti ….. ad assistere all’apertura dei portelloni dei “Van Porsche” …. meraviglie ….. in “prima assoluta mondiale” ….. i nuovi - ancora grezzi - prototipi 908.3 ……; la Sicilia … la Targa Florio, allora, erano ….. l’ombelico del mondo ……. Ma la cosa particolare, se notate, è una : si vede chiaramente quella 908.3 ibrido ….. al primo piano …. ma intanto tutti stanno osservando quello che sta …. giù …….

* * *

“ ….. Cefalù, 13 Marzo 1970 - La Porsche, come un orologio svizzero : la spedizione in Sicilia sul filo dei secondi, secondo un piano d’azione meticolosamente stabilito a Zuffenhausen, a due passi da Stoccarda.

Nella mattinata di ieri - con un sole caldo che ha fatto impazzire di gioia una comitiva di turisti findaldesi - sono arrivati in avanscoperta i piloti Vic Elford , Leo Kinnunen e Rudi Lins, che si sono subito portati sul circuito della Targa Florio, su “muletti” 911.

Ma alle quattro del pomeriggio, via Messina, sono arrivati nel piazzale prospiciente l’Hotel Santa Lucia due enormi van /camion. I meccanici si sono ritirati nella proprie camere e dopo un quarto d’ora esatto sono ridiscesi, dopo avere fatto doccia e barba, indossando le caratteristiche tute color gianduia. E subito al lavoro !

Hanno aperto le enormi portiere per scendere a terra le vetture : due Porsche 914, una 917 e ben due nuovissimi prototipi 908, novità assoluta mondiale …. “.

( Il Giornale di Sicilia - Vincenzo Bajardi)

Targa Florio 1970 ... l’equilibrista Laine, col 908/2, ... su tre ruote ......

Targa Florio 1970 ... l’equilibrista Laine, col 908/2, ... su tre ruote ......

In effetti è passato qualche mese dal giorno in cui chiedemmo all’amica Esa Illoinen di fornirci notizie e particolari inediti su quella davvero incredibile performance del compianto Hans Laine, che con la sua Porsche 908.2 del Team finnico A.A.W. (Antti Aarnio-Wihuri) aveva percorso parecchi chilometri di Targa Florio 1970, in gara, soltanto su tre ruote.

Esa Illoinen è una nostra amica; una giornalista/scrittrice finlandese di automobilismo sportivo, collaboratrice di riviste specializzate del settore, che è venuta a trovarci in Sicilia, sul “Piccolo”, nell’occasione della presentazione, a Mazara del Vallo, da parte di Casa Porsche, degli ultimi modelli Boxster.

Questo Lei ci scrisse, dopo quella “visita”, riportando direttamente le memorie di Hannu Kahi, in quel 1970 Team Manager della A.A.W. ( nostra traduzione dall’inglese ).

“ ... Quando abbiamo raggiunto il Circuito dalla vicina autostrada ( nota : Esa, con un altro giornalista finlandese, era “fuggita” da Mazara del Vallo, con un boxster consegnato loro in prova, per una veloce visita sulle strade del “Piccolo” ), mi ha sorpreso quante curve è stato necessario percorrere prima di raggiungere Floriopoli. Così Hans Laine, nel 1970, ha davvero dovuto lavorare sodo per ritornare ai box su tre ruote !

Questo è ciò che è accaduto nel 1970 : - Laine si imbattè in una foratura, con sgonfiamento non istantaneo della gomma, a Campofelice, o poco prima. In tal modo il pneumatico anteriore destro, afflosciandosi lentamente, causò sempre maggiori vibrazioni nella ruota, al punto che il dado della ruota stessa si allentò. E poco prima che il dado venisse espulso fuori dalla sua sede, liberando la ruota, Laine giunse sul lungo rettilineo (nota : è Buonfornello, per i non conoscitori dei luoghi).

In quel frangente non fù difficile trovare un punto di equilibrio per la vettura sulla strada, perché c’era la possibilità di tenere sollevata la parte anteriore della vettura stessa grazie a quella alta velocità. Quando per Laine, poi, arrivarono le curve alla fine del rettilineo - così lui ha riferito - tutto andava bene per le curve a destra, ma non per quelle a sinistra, ove era un po’ complicato …

Tuttavia, secondo il Team Manager della Squadra AAW che era presente ai box, il danno fù limitato. Non ebbero necessità di cambiare il disco, soltanto leggermente graffiato.

Ciò che invece causò realmente ritardo nel pit-stop fù il fatto che il Team non disponeva, al momento ai box, di una ruota di scorta. Quando la macchina apparve improvvisamente da dietro la curva su tre ruote, il Team Manager Kahi si fiondò sul retro del box verso uno dei camion della Squadra per recuperare una ruota, e fù lì che si perse del tempo. Kahi ritiene che sarebbero finiti secondi senza tutto quel ritardo ... “.

Quella bellissima foto proposta fù scattata a Floriopoli, il giorno delle prove, dall’allora mio compagno di liceo Vittorio Viola. Quella è esattamante la Porsche 908/2 n.18 del Team AAW, affidata alla coppia Hans Laine e Gijs Van Lennep; alla fine sarà 4^ assoluta. Per tanti anni sono rimasto col dubbio di chi potessero essere i personaggi protagonisti di quella foto. La conferma ce la ha data, dopo decenni, Hannu Kahi dalla Finlandia, tramite l’amica Esa : alla guida della 908/2 c’era proprio il compianto Hans Laine; fuori dalla Porsche, con il casco in mano, lo stesso Kahi, Team Manager AAW.

Grazie agli amici di Finlandia Esa Illoinen ed Hannu Kahi, e grazie a Vittorio Viola, socio dell’Associazione Culturale Amici della Targa Florio, per la sua splendida foto.

Targa Florio 1970 .... quel “diavolo” di un Courage .....

Targa Florio 1970 .... quel “diavolo” di un Courage .....

“ ... Spettacolo Courage. Tutti avevano qualche problema, i piloti dell’Alfa. Chi voleva le ruote piccole, chi quelle grandi. Maglioli poi faceva impazzire con i rapporti al cambio. Solo Lui, Piers Courage, sorrideva e basta. Per Lui, " tutto bene " . E in tre giri ha fatto il record in prova dell’Alfa ( quarto tempo assoluto della vigilia ), a soli 55’’ da Siffert ! ... “

(“Autosprint “ - maggio 1970)

E guardate che quella performance di Piers Courage, alle “prove” della Targa, ce la ritroviamo - e questo è davvero incredibile - accuratamente descritta nel suo palmares, in un prestigioso sito internet ………

“ ... omissis .... In May, at his first attempt in the infernal Madonie 72 kms circuit, during practice of the Targa Florio he got the 4th time, just after Siffert, Elford and Vaccarella, three of the greatest drivers of the Targa, and in front of Rodríguez, Van Lennep, Larrousse and other road specialists.

…..omissis ... Nel mese di maggio, al suo primo tentativo nell’infernale circuito delle Madonie di 72 km., durante le prove della Targa Florio, ottenne il 4 ° tempo, subito dopo Siffert, Elford e Vaccarella, tre dei più grandi piloti della Targa, e davanti a Rodríguez, Van Lennep, Larrousse e altri specialisti della strada ….. “

Insomma, per la storia di un pilota, anche le buone prestazioni “semplicemente” in prova alla Targa Florio erano qualcosa di “prezioso”, da “sottolineare“.

Nella foto : Una immagine davvero curiosa. Pier Courage in prova, con la sua Alfa Romeo T33/3 n.28, dà un passaggio a Toine Hezemans, appiedato lungo il Circuito.

Targa Florio 1970 .... c’era anche la “periscopio” di Guido Garufi ....

Targa Florio 1970 .... c’era anche la “periscopio” di Guido Garufi ....

Capitava, in quegli anni, che frequentassi spesso - ovviamente soltanto da giovane spettatore - le cronoscalate siciliane; in verità molte me le sono perse, per l’eccessiva distanza dalla mia città, come molte, invece, me le sono gustate “alla grande”.

C’era un nome di un pilota che si legava quasi sempre a quello dell’Abarth, sia in quelle tante cronoscalate, sia nelle inimitabili Targa Florio, ed in alcuni anni, in particolare, quel nome si legò ad un modello di Abarth un pò “speciale”; un modello che aveva l’indiscussa qualità di “affascinare”.

La sua livrea, il suo interminabile scarico posteriore a sbalzo ed “a tromba”, ma soprattutto il suo “periscopio”, la rendevano “unica”; quel nome di pilota era Guido Garufi, e quel modello di vettura era l’Abarth 1300 OT.

Quell’anno, era il 1970, Guido Garufi schierò in Targa la sua Abarth 1300 OT “periscopio”. La condusse in coppia con “Black & White”, ed alle punzonature le venne assegnato il n.236.

Avrebbero fatto una gara eccellente : 34’ assoluti e primi della classe S1.3, con otto giri conclusi degli 11 previsti.

Antonio Garufi, figlio del compianto Guido, ha oggi regalato al sito della nostra Associazione Culturale Amici della Targa Florio la foto che proponiamo ; è bellissima ed inedita. La foto ritrae suo padre, vicino alla OT, schierata a spina di pesce in prossimità dei box di Floriopoli, e l’immagine è semplicemente spettacolare.

E’ una apoteosi di “rossi”. Sono infatti ben visibili anche la Porsche 911S n.86 di Claude Haldi e “Mirage” (Porsche Club Romand) e la Porsche 911S di Sylvain Garant e Bernard Cheneviere (Andrè Wicky Racing Team).

Ricordiamo che la scocca di quella OT 1300, realizzata in vetroresina, fu disegnata da Scaglione, che - dicono - si fosse ispirato alla silhouette della Ferrari 250 GTO. Il “famoso” periscopio dell’OT - un tocco d’artista in mezzo alle linee armoniose della vettura - era una presa d’aria esterna utilissima, destinata ad areare l’abitacolo nei periodi estivi. Infatti, il motore bialbero a doppia accensione, con la scarsa ampiezza dei vetri scorrevoli della vettura, contribuiva non poco a surriscaldare l’abitacolo. Fu così che nacque il periscopio, che ha sempre caratterizzato il modello.

Ovviamente, in quella OT, per quella calda Targa “siciliana”..... il “periscopio”, smontabile all’occorrenza, venne tenuto lì, ben fissato .......

Il nostro grazie per il documento fotografico - davvero bellissimo - va al nostro Amico Antonio Garufi. Questo piccolo nostro ricordo è in memoria di Suo padre Guido.

Targa Florio 1970 ..... quel Larrousse andava come un fulmine ..

Targa Florio 1970 ..... quel Larrousse andava come un fulmine ..

.. Forse qualcuno ricorderà che nelle prime ore mattutine di quel 3 maggio 1970 sul “Piccolo” piovve, e non poco. Al momento dello start a Floriopoli, fortunatamente, aveva già smesso da un pò ma, in alcuna parti del tracciato, c’erano ancora presenti, oltre all’umido sparso, insidiose pozzanghere d’acqua.

In quella Targa c’erano le migliori vetture ed i migliori piloti del mondo, ma in quel primo giro il più forte fù quel Gerard Larrousse con quella 908.2 “Flunder” n.26 della Martini International.

Guidò quella impegnativa 908.2 come fosse in un vero e proprio rally. Continue intraversate controllate; per il pubblico fù uno spettacolo unico.

L’Associazione Culturale Amici della Targa Florio ha .... molti amici ... tra questi Paolo Cigno. Ci ha mandato una spendida foto di quel primo giro di quella Targa Florio 1970. Ritrae esattamente quel Larrousse, nei pressi di Collesano, con la sua 908.2 completamente intraversata sul viscido dell’insidioso tracciato di Targa. Vi assicuriamo che la posteriore destra sta totalmente dentro una pozzanghera d’acqua posta poco oltre il ciglio della strada. Altre analoghe foto mostrano vetture passare da quel medesimo posto mandando letteralmente alle stelle schizzi d’acqua provenienti da quella pozzanghera.

Un’altra pozzanghera, intanto, sta avanti la 908.2, a pochi metri ...... la Targa Florio era una gara UNICA !

La foto è stata scattata dal Dr. Alfredo Mattaliano, appassionato di Targa e cugino dell’amico Paolo Cigno. Un ringraziamento va a Lui per la Sua affettuosa disponibilità nei confronti del nostro sito.

Targa Florio 1970 ...... erano due le 512S ...... una divenne la T6 ......

Targa Florio 1970 ...... erano due le 512S ...... una divenne la T6 ......

L’Amico Gabriele del Castillo ci ha inviato questa altra immagine di Targa Florio 1970, ed insieme alla foto ci ha inviato un suo ricordo di quel lontano 1970. Non è molto diverso da tanti altri dei nostri ricordi di quegli anni. 
 
“ .... Ricordo anche che nel 1970 ero andato a studiare a Milano, e già era tempo di  esami, ma per vedere la Targa ho preso il treno il venerdì sera ( 22 ore ... ), sono arrivato a Termini Imerese, ho visto la corsa e la  domenica stessa ho ripreso il treno a Termini Imerese per rifare il ritorno. Cose che solo da “picciotti” (ragazzi) e con grande passione si possono fare ... “.
 
A riguardo di quella foto possiamo osservare che quella 512S appare appena arrivata a Floriopoli. La Sua livrea e la sua configurazione “ci dicono ” che - probabilmente - quella potrebbe essere una delle due 512S destinata al ruolo di TCAR e che avrebbe poi avuto, per le prove, il n.T6.
 
In ogni caso, al momento, quella 512S è ancora priva, sul muso, delle appendici aerodinamiche ( spoilers ) poi montate, in diverse versioni, per le prove; sul cofano anteriore sono visibili i due adesivi quadrati Shell, mentre i plexiglas dei finestrini laterali sono di misure ridotte, e tutte queste caratteristiche “esterne” - mantenute per tutte le prove ufficiali - la distingueranno da quella che poi sarà la 512S “da gara”.

Targa Florio 1970 ........

Targa Florio 1970 ........

L’Associazione Culturale Amici della Targa Florio - Palermo ringrazia gli Amici di “Porsche Werkphoto” per aver consentito la pubblicazione, nel proprio sito www.amicidellatargaflorio.com , di immagini - fotografiche ed in filmati d’epoca - di Targa Florio, tratte dal loro Archivio Storico.
Per una giovane Associazione Culturale come la nostra, costituita da pochi semplici appassionati, questo è motivo di grande onore ; “Porsche Werkphoto” è una diretta promanazione dell’Archivio Storico del Museo Porsche di Stoccarda.
La Porsche non ha mai dimenticato la Targa Florio ed anche questo atto di disponibilità nei confronti degli appassionati ne è una ulteriore conferma.
Le immagini saranno di volta in volta pubblicate loggate come da accordi intercorsi con " Porsche Werkphoto ". L’Associazione non è responsabile di eventuali successive manipolazioni - da parte di terzi – delle immagini " Porsche Werkphoto " pubblicate su queste pagine.

* * *

Nella foto siamo alla Targa Florio 1970 - La Porsche Carrera 906 n.90 iscritta dalla Scuderia Pegaso di Palermo. L’equipaggio era composto da due esperti gentleman drivers palermitani ; Ferdinando Latteri e Nino Todaro. Concluderanno soltanto 7 giri degli 11 previsti, classificandosi quarti nella classe S2.0.

Targa Florio 1970 .......Posta per noi ................

Targa Florio 1970 .......Posta per noi ................

Il postino ha bussato alle porte di alcuni componenti della nostra Associazione Culturale “Amici della Targa Florio”. Sono arrivati piccoli doni dai lontani U.S.A. .... ; ma sono poi così lontani, gli U.S.A. ? In realtà le immagini che proponiamo dimostrano che i ricordi delle mitiche Targa Florio degli anni settanta accorciano, e di molto, le distanze ......

“ ... Florida - Nov. 10, 2009

Dear Salvatore, Many thanks for all the fine photos ! Of course, I never saw then before, they are very interesting ! I hope all is going well for you, perhaps one day we will meet ! Kind regards,
Brian Redman. ...”

Targa Florio 1970 …. per fortuna … senza pioggia …..

Targa Florio 1970 …. per fortuna … senza pioggia …..

Quella mattina del 3 maggio 1970 ci trovavamo lì, a Floriopoli. Quell’anno - avendo optato per le Tribune piuttosto che per una delle tante affascinanti curve del “Piccolo” - eravamo “partiti per la Targa” in macchina, molto presto, lasciando una Palermo ancora praticamente al buio, nelle primissime ore del giorno.

Non ci rendevamo conto - allora - che avremmo assistito, in quella giornata, ad una delle edizioni “top” della storia della Targa Florio. C’erano davvero tutti i migliori piloti del mondo, c’erano davvero tutte le migliori squadre del mondo, c’erano davvero tutte le migliori vetture del mondo. Era, insomma, l’apoteosi. La più bella, inimitabile gara su strada del mondo.

Arrivammo lì, quindi, molto presto. Noi ferraristi, già timorosi per le reali possibilità di quell’unica pesante ed “assetata” 512S rispetto a quello stuolo infinito di fameliche ed agili Porsche, eravamo avviliti. Lo scenario che ci si parò davanti era, infatti, per “noi”, sconfortante. Tutta Floriopoli, come del resto tutta la strada provinciale per arrivare sin lì, era bagnata. La pioggia era stata la padrona delle prime ore di quel nuovo giorno. Ancora piovigginava, ancorchè flebilmente, ed a tratti.

Eravamo sconfortati, quindi, noi ferraristi. In quelle condizioni la 512S non avrebbe avuto alcuna possibilità, come nel 1966 era stato per la mitica P3 di Vaccarella - Bandini. Quell’anno la 512S stava in mano a Vaccarella ed al compianto Giunti.

Le Porsche 908/3 - il mitico “arrogante” poker d’assi - stavano lì davanti a noi, ordinatamente schierate lungo i box, a spina di pesce, semicoperte con dei grossi teloni, a riparo dalla pioggia e dall’umido.

Nella foto proposta : La 512S “ufficiale SEFAC” - uno spettacolo a vedersi - uscì dalla mezzeria dei box spinta dai meccanici. Era la fase preparatoria al suo trasferimento al vicino “start”, sotto il ponticello in ferro di Floriopoli ……. E subito dopo, una delle solite scene meravigliose di Targa ….. il meccanico alla guida della 512S, col motore che ulula a cadenze regolari per i vari altalenanti “su di giri”, in retromarcia verso lo start. Il tempo, per fortuna, tendeva al veloce miglioramento e l’umido sulla strada andava asciugandosi …..

La gara prese poi l’avvio senza pioggia, ma in quel primo giro, in alcuni tratti del “Piccolo”, si videro scene da rally, ancorchè quella fosse - in realtà - una prova di Campionato Marche Costruttori ….

Quella del 1970 fù la più grande Targa Florio degli anni moderni. Fortunato chi l’ha vista. Mai più uno spettacolo come quello.

Per la foto si ringrazia Federico Marino

Targa Florio 1970 ….. quei “trenini” di auto dentro Cerda …..

Targa Florio 1970 ….. quei “trenini” di auto dentro Cerda …..

Gli Amici di “Porsche Werkphoto” ci hanno inviato immagini di Targa Florio semplicemente spettacolari. E la cosa che ci piace sottolineare è che le foto dell’Archivio Porsche non riguardano soltanto vetture Porsche della “Casa”, ma anche quelle di “semplici” privati.

Per alcune istantanee, poi, si ha la precisa sensazione che le protagoniste non siano né le Porsche né i suoi piloti ; la protagonista assoluta pare sia - piuttosto - la Targa Florio.

Questa nostra sensazione, crediamo, viene confermata ammirando questa immagine, semplicemente “sublime”.

Siamo dentro l’abitato di Cerda, il primo paese dopo lo start di Floriopoli. Quello è il lungo ma sconnesso rettilineo che attraversa il paese. Le vetture lì viaggiavano a velocità sostenuta. Spesso si ammiravano dei “trenini” di auto …… da infarto ….

Nella foto : davanti la Porsche 911S di Libero Marchiolo e Antonio De Castro (1^ della classe GT2.0) ; dietro l’A.R. Giulietta Spider di Silvestre Semilia e Giuseppe Crescenti (ritirata nel corso del 7° giro - gearbox) ed infine la Lotus Europa di Stefano Sebastiani e Roberto Nardini (7^ della classe GT1.6). La cornice : Cerda e la Targa Florio

Targa Florio 1970...Quelle prove di marzo

Targa Florio 1970...Quelle prove di marzo

Cari Amici di Targa Florio, frequentatori di questo nostro “giovane”sito,

.... se Voi siete come .... siamo noi ... a proposito di Targa Florio ... cioè ... irrimediabilmente “pazzi da catena”, converrete con .... noi ..... che ci sono alcune vetture di Targa che ...... fanno venire la febbre... si, proprio la febbre; sono vetture che si portano addosso ... un “vissuto” particolare, “storie” uniche, “aneddoti” speciali; insomma, ogni qualvolta ci imbattiamo nella “scoperta” di una nuova immagine inedita di qualcuna di “quelle” vetture ..... andiamo fuori di testa ....

questo il preambolo ...

... io non so se anche per Voi, in quel 3 maggio 1970, andò così ...., ma a me ... andò proprio così .... ed avevo ... appena 16 anni ....

.... mi portarono, quell’anno, alle tribune di Floriopoli. Lì consegnavano il “Numero Unico” - sulla Targa Florio - dell’Automobile Club di Palermo, ed a quel tempo ...... tanto per essere chiari .... non erano i “Numeri Unici” dei nostri recenti anni ..... erano pubblicazioni ove i “collaboratori” erano nomi come Nino Aquila, Vincenzo Bajardi, Roberto Bonetto, Gianni Cancellieri, Pino Fondi, Paul Frère, Luigi Gianoli, Denis Jenkinson, Giulio Mangano, Pietro Rizzo, Marcello Sabbatini, Nino Vaccarella.

Basta leggere le recenti pagine di editoria giornalistica palermitana per vedere .... in che mani siamo finiti ... a proposito di articoli ( articoli ? ) sulla Targa Florio .......

Bene, in quel “Numero Unico” della 54^ Targa Florio del 3 Maggio 1970, ed esattamente a pagina n.26 ed a pagina n.40, stavano due immagini in bianco e nero, rispettivamente riferite alla 908/3 “ibrido” ( targa : S-U 3910) ed alla 917K ( targa : S-U 3912), entrambe T/CAR. Stavano in quel “Numero Unico”, e potevano stare lì dentro proprio perchè erano immagini scattate durante le “datate” prove private “libere” della Porsche nel mese di marzo, e la gara si stava facendo a maggio .....

Rosse, erano rosse quelle TCAR .... giusto per renderle ancor più “particolari”.

Su quelle TCAR sono nate e si sono sviluppate storie e congetture infinite.

Ora, dissepolta da anni di .... oblio .... abbiamo trovato questa assolutamente inedita immagine a colori della Porsche 909-908 TCAR “ibrida” ..... ; la possiamo ammirare ancora con quella piccola “gobba” sul cofano anteriore ... che ci induce a citarla come 909 .... non 908 .... e la sua targa è la mitica S-U 3911. Alla guida ? A noi pare il grande Vic .... Voi come la pensate ? Quella TCAR sta ancora con il radiatore ed i temporanei “parzializzatori” ..... con gli adesivi .... giusto per “testare” le temperature di esercizio ottimali .... per la successiva gara.

Si, quelle sono “prove”; e pensiamo che non siano “prove” di marzo ..... ma prove di maggio ...

La Targa Florio era una gara UNICA ! Anche per quello che accadeva “soltanto” in prova.

La foto, spettacolare e mai vista prima, è un regalo al sito da parte di Armando Floridia, Amico di Targa Florio e socio fondatore dell’Associazione Culturale Amici della Targa Florio. Il nostro ringraziamento va a Lui.

Targa Florio 1971 - Jo Bonnier .. lui come i grandi “vecchi” piloti di Targa

Targa Florio 1971 - Jo Bonnier .. lui come i grandi “vecchi” piloti di Targa

In quella Targa 1971 l’elvetica Scuderia Filipinetti portò in Sicilia due Lola T212 Ford, iscritte nella classe P2.0. Le due vetture, cui furono attribuiti i numeri di gara 14 e 19, vennero affidate, rispettivamente, alle coppie di piloti Jo Bonnier/Richard Attwood e Mike Parkes/Peter Westbury.

La foto che proponiamo, questa volta, non è di una vettura, bensì di un pilota. Quella è una foto veramente incredibile; è fissata nell’immagine il volto - letteralmente stravolto dalla fatica - di Jo Bonnier, appena sceso ai box di Floriopoli dalla sua Lola, per il previsto cambio con Attwood.

Quell’immagine evoca scene già viste anche in tante altre gare “normali”, ma di epoche “remote”. Ma non per la Targa Florio. La Targa, anche nell’epoca “moderna”, restava una eroica gara “antica”. Lì siamo nel “moderno” 1971, eppure Jo Bonnier ha lo stesso volto di altri piloti di Targa di “altri tempi” ..... come Divo alla fine della sua gara sulla sua Bugatti alla Targa del 1929, come Taruffi sulla sua Lancia D24 a quella del 1954, come Barth sulla sua Porsche 718 RSK a quella del 1959, e così via.

Quell’anno Jo Bonnier - gran pilota con infinite pregresse esperienze in Targa - pur avendo a disposizione una vettura scoperta, optò per il casco “normale”, con occhialoni, diversamente dal suo compagno Attwood, che preferì l’integrale.

Sorge il sospetto che il “navigato” Bonnier conoscesse molto più del giovane Attwood l’insidioso caldo “africano” di Targa. Ci sono innumerevoli immagini di Bonnier in gara, in quella caldissima Targa del 1971, che lo ritraggono, nei primi giri, con il sottocasco bianco a coprire gran parte del volto, ed integralmente la bocca, che tuttavia appare come “stampata” sul tessuto del sottocasco ; nei giri successivi quel sottocasco lo vediamo completamente abbassato, tirato giù, sin sotto il mento, con il volto - quindi - scoperto, e spesso la bocca la vediamo aperta, come a cercare “aria”. Ecco il motivo di quel volto in quella foto ; una maschera scura che pensiamo, ragionevolmente, poter essere una mistura di polvere, di olio “sparato” dalle vetture che precedevano la sua Lola, e -perchè no - di abbronzatura siciliana ......

“Jo” anche quell’anno farà una gara fantastica ; terzo assoluto dietro le due più potenti Alfa T33/3, e primo della sua classe P2.0. Grande Jo Bonnier.