


L’Amico di Targa Florio Paul Vestey ci ha fatto un ennesimo regalo. Tratta dal suo archivio fotografico, ci ha inviato una particolare immagine della Ferrari 250 LM, allora di sua proprietà, iscritta in Targa Florio 1968.
Rinnoviamo i nostri ringraziamenti agli Amici Paul Vestey e David Piper



Da uno scritto del compianto “palermitano” Pietro Lo Piccolo, grazie al quale, nelle cronoscalate siciliane di quegli anni andati, potevamo anche ammirare una splendida Ferrari Dino 206S :
“ … La Scuderia Pegaso di Palermo, composta da giovani amici tutto fare, vinse per diversi anni il Campionato Italiano Scuderie battendo quelle - più quotate - del nord, che facevano professionismo. Oltre alle cronoscalate siciliane, la passione di tutti noi era quella di partecipare alla Targa Florio ed ogni anno, tre mesi prima, cominciavamo gli allenamenti sul percorso delle Madonie e nei fine settimana ci incontravamo sul luogo e si facevano le trattative per gli accoppiamenti. Alla Targa il mio secondo fisso era Totò Sutera, che non aveva altre alternative per poter partecipare alla gara, e fù sempre così tranne per le “Targa” da me fatte con Ignazio Serse da Trapani col TZ nel 1969 primo di categoria, con Totò Calascibetta nel 1970 con la Ferrari Dino secondi di categoria, con Leandro Terra nel 1971 con la Ferrari Dino della Pescara Corse, ove ci ritirammo per l’emozione di Terra al quale avevo ceduto la guida al terzo giro quinto assoluto …”
Precisazione: Pietro Lo Piccolo scrive : “Alla Targa il mio secondo fisso era Totò Sutera, che non aveva altre alternative per poter partecipare alla gara”. Infatti, “Toti” Sutera ha corso tante, ma tante Targa Florio, ma nelle gare madonite “mondiali” non ha mai gareggiato con vetture di Sua proprietà. A quelle Targa Florio è sempre stato chiamato come “compagno”, e quasi sempre da Lo Piccolo; qualcosa - questo - vorrà dire.
Nella foto: la rossa ( in quell’anno ) Alfa Romeo TZ1 n.126 di Pietro Lo Piccolo e Salvatore Sutera - Scuderia Pegaso di Palermo. La foto è un omaggio del socio Salvatore “Toti” Sutera al sito dell’Associazione Culturale Amici della Targa Florio. Lo ringraziamo di nuovo. A riguardo di quella foto ci piace sottolineare, oltre la TZ1, anche altre presenze : il gruppo di spettatori con le vetture posteggiate alla meglio, sotto l’ombra degli alberi, ….. ed il mulo che pascola tranquillamente, a pochi metri dalla strada. La Targa Florio è stata davvero una gara UNICA !




Il regolamento internazionale cambiò radicalmente, le vetture sport dovevano essere prodotte in almeno 50 esemplari con un tetto di cilindrata di 5000 cc., mentre per i prototipi la cilindrata massima era fissata a 3000cc. In considerazione a questi cambiamenti Ferrari e Chaparral si ritirarono dal mondiale compreso ovviamente anche alla Targa Florio valevole come noto quale prova mondiale. La Porsche allineava una nutrita schiera di 907/2200 8 cil. affidate a specialisti quali Mitter - Scarfiotti, Elford - Maglioli, Siffert - Stommelen, Harmann . L'Alfa affidava le sue chances a tre 33 di 2000 cc. Per Baghetti - Biscardi, Galli - Giunti, Casoni - Bianchi, e la 33 di 2500 cc. era assegnata a Vaccarella - Schutz. Al via subito battaglia, a contendersi il primato furono subito Scarfiotti e Vaccarella, poi salito il tedesco Schutz sulla macchina di Vaccarella la musica cambiò, la guida irruenta del tedesco, mise fuori uso la rossa Alfa andando a sbattere dopo pochi minuti dall'inizio del suo turno. Intanto anche le Porsche accusavano problemi ritirandosi. In testa restava un'altra Alfa 33, quella di Galli - Giunti inseguita da un'altra Alfa 33 di Casoni - Bianchi e dalla Porsche di Elford - Maglioli attardata da una foratura. Elford che aveva personalmente cambiato la gomma, riprese la guida come un forsennato raggiungendo le Alfa di testa inanellando giri veloci su giri veloci che lo portarono a raggiungere e superare prima Casoni e quindi Giunti che nulla poterono fare per contenere lo scatenato Elford. Vincitori della gara Elford - Maglioli in 6 ore 28' 49" alla media di 111,111 km/h suo anche il giro più veloce e nuovo primato in 36' 02" migliorandolo di oltre un minuto. Secondi classificati Giunti - Galli su Alfa a meno di tre minuti, terzi Casoni - Bianchi sempre su Alfa.
53a Targa Florio

“ ... Il forte Herbert Muller, in coppia con Jo Bonnier, con la sua Lola T70, ha compiuto ben 36 chilometri con una gomma forata, non potendola sostituire con i mezzi di bordo e, giunto ai box e poi ripartito, si doveva ritirare per avaria alla sospensione ...”
(“Auto Italiana” - 15 maggio 1969)
La foto ritrae esattamente quella mastodontica Lola T70 MK3B Chevrolet della elvetica Scuderia Filipinetti, con alla guida Muller, nella zona del misto veloce tra la fine del rettilineo di Buonfornello e Floriopoli. La gomma della posteriore sinistra è visibilmente “andata”. La spendida Lola, ad andatura relativamente lenta, viaggia - ormai- direttamente sul cerchione. E’ una immagine quasi surreale - una Lola T70 che passa davanti un canneto di campagna siciliana - che ritrae una delle tante, infinite storie di Targa Florio

“ ... Palermo - Escluso Bonomelli. A seguito di un reclamo presentato dal concorrente-conduttore Everardo Ostini (Porsche 911), classificato 11° assoluto contro la regolarità della Porsche 911 di Ennio Bonomelli, classificata 10^ assoluta, e 1^ della categoria gran turismo, si sono effettuate a Palermo le verifiche tecniche su entrambe le vetture. La Porsche 911 di Bonomelli-Guzzi è stata esclusa dalla classifica per irregolarità tecniche (bilancieri non conformi alla fiche di omologazione) e pertanto la Porsche 911 di Ostini-Nomex passa 10^ assoluta e prima della categoria gran turismo ...”
(“Auto Italiana” - 15 maggo 1969)
Anche quell’anno c’era un parco partenti - di Porsche 911 - veramente notevole e fortemente competitivo. Alcuni beneficiavano di motorizzazioni di fatto curate dalla “casa” (Ostini - Nomex); altri si erano presentati come “preparatori in proprio” (Bonomelli - Guzzi). Nell’ambiente, già sin dalle prove, pare girassero strane voci su quella 911 di Bonomelli. Fatto sta che dal Team ufficiale della Porsche, nonostante focalizzassero le loro attenzioni sui loro 908.2, avvertirono i “privati” dei 911 con motori “casa” ... di stare tranquilli ... : “lasciatelo andare, Bonomelli, e se Vi dovesse passare in tromba, eventualmente ci pensiamo noi“. Bene, le cose andarono così, per racconto diretto di uno dei “protagonisti” : per tutta la gara, quella “Bonomelli” girò come “nascosta”, nell’ombra .... ma all’ultimo giro pare che Ostini subì da quella 911 Bonomelli un sorpasso assolutamente incredibile, di pura potenza, “andandosene” come un razzo. Si concluse la gara, Ostini raccontò l’episodio ai tecnici della Squadra Porsche. I giornali dell’epoca riferirono di quel reclamo presentato da Ostini. Nella realtà il reclamo venne - di fatto - formalizzato dal Team Porsche che ..... non poteva certamente digerire che un preparatore “privato” avesse dato la polvere ai propri motori “casa”. Quella 911 di Bonomelli, in buona sostanza, pare fosse più un Carrera 6 ..... (bielle, pistoni) ...... che un 911 .... Anche questa è storia di Targa Florio. Da quella gara, giusto o sbagliato che fosse, sulle vetture di Bonomelli, alla Targa, se ne dissero di tutti i colori.
Nella foto la 911 di Ostini - Nomex.

“ ... La Lancia e Cesare Fiorio, suo Direttore Sportivo, erano molto contenti del risultato ottenuto dalle spyder HF 1600, terminate appena pochi giorni prima della gara. La numero 238 di Munari/Aaltonen è stata a lungo in sesta posizione assoluta, tallonata dalla numero 232 di Maglioli/Pinto. Poi una foratura ed una “cotta” hanno limitato le prestazioni delle piccole spyder ...”
(“Auto Italiana” 15 maggio 1969)
La foto ritrae la Lancia Fulvia HF F&M Special n.232 esattamente nel momento in cui imbocca la curva a sinistra alla fine e del breve rettilineo di fronte la Stazione di Cerda. Floriopoli è soltanto a pochi metri. Quel maledetto svolazzante giornale andò a stamparsi - coprendolo quasi interamente - proprio sul radiatore, mandando arrosto il motore. Anche queste sono storie di Targa.

“ ... La più piccola in gara era la Racer Bertone di Fusina/Re. I due piloti hanno terminato con gli occhi stralunati, a furia di guardare continuamente nello specchietto retrovisore per agevolare i sorpassi degli altri ...”

... Un funzionario delle Forze dell’Ordine voleva cacciare dai box Gabrielle Konig che gareggiava con il marito Mark con la Nomad Spyder - anche se munita di regolare contrassegno - perchè, a suo parere, si trattava di un biglietto falso, non potendo essere vero che una donna corresse in gara. Quando gli è stato spiegato come stavano le cose, ci è rimasto molto male ... “
(“Auto Italiana” del 15 maggio 1969)
L’immagine che proponiamo è di quella bellissima Nomad Mk.2 BRM N.252 di Mark e Gabrielle Konig. Alla Targa gli spettatori li chiamavano, affettuosamente, “i Konig”. Sulle strade di Targa le immancabili scritte di vernice bianca ... spesso “contro” i temibili “avversari” di sempre ... le Porsche

Armando Floridia, Lui che è stato anche un vincitore assoluto di Targa Florio nell’edizione del 1976 in coppia con Eugenio Renna( “Amphicar” ), a distanzadi tanti anni ci ha raccontato una storia che ha dell’incredibile.Ma la cosa pià incredibile, per chi ha raccolto quella storia, è stata, in realtà, l’assoluta naturalezza con la quale Armando Floridia ( “Ypsilon1” ) la ha raccontata, come fosse una cosa del tutto “normale”.Nell’occassione della Targa Florio del 1969, a turni di prova ufficiali praticamente ultimati per la Sua 911S, venne chiamato in disparte dai dirigenti del Team Porsche …… ; avevano un “particolare” problema da risolvere, e con una certa urgenza, …… ma erano in evidente difficoltà….. Il grande Vic Elford era “uscito” - in prova - con la Porsche 908.2 T/CAR ….. aveva praticamente distrutto l’avantreno per un non previsto incontro ravvicinato con un albero ….. La 908.2 T/CAR - con Vic da recuperare prontamente - era destinata a restare lì per il resto delle prove ufficiali ….. e l’esperienza di Casa Porsche diceva che in quel non breve lasso di tempo ben poco sarebbe rimasto della 908.2 ……… forse solo il telaio … La sfrenata passione dei siciliani per i “cimeli” di Targa era, infatti, proverbiale. Allora ecco che la - nascosta ma esplicita - proposta “indecente” viene formulata dai Dirigenti della Squadra Porsche ad Armando Floridia, allora Concessionario Porsche di Palermo …… sentite …. sentite …… anzi, leggete … leggete …
““Esci di nuovo col Tuo 911S, simula un altro - per Te ancora possibile - giro di prova, “imbarca” di nascosto in macchina un nostro meccanico e lascialo sul posto dell’incidente perché possa fare il “guardiano” a quella 908.2 T/CAR”” . Armando Floridia non ebbe nemmeno il tempo di capire esattamente cosa gli stessero proponendo che …… il meccanico Porsche si era già “coricato” dentro la Sua 911S, alle spalle dei sedili anteriori ( e tutti sappiano benissimo quale sia lo spazio utile nei sedili posteriori di una 911 …..), meccanico che era stato meticolosamente nascosto sotto un telone ….. E’ del tutto chiato che non c’èra alcuna possibilità di manifestare il proprio dissenso … con lo staff ufficiale Porsche …… Armando, quindi, partì dal box di Floriopoli con l’imprevisto “ospite” …. ad andatura “prudente”, anche perché quel 908.2 T/CAR era lontano, lungo il “Piccolo” ; …. .. la parte posteriore dell’abitacolo di quel 911, già angusto di suo, era stato alleggerito all’osso, e ad ogni curva, dosso, sobbalzo del 911, quel meccanico prendeva botte da tutti i lati, lamentandosi in tedesco …… una situazione grottesca …. ma Vi immaginate la scena ? ….. Dopo qualche chilometro il meccanico iniziò ad avere anche seri problemi di respirazione, sotto quel telone …… al punto che, non potendone più, e senza che Armando se ne accorgesse, iniziò a sollevare la testa da sotto quell’asfissiante telone… cercando “aria” ….. disperatamente …. Il pubblico, intanto, lungo il “Piccolo”, …. attenzionava quella 911S n.70 per la sua andatura “stranamente” lenta, pensando avesse problemi tecnici …. ma oltre al pubblico questa attenzione venne prestata anche da alcuni commissari che si accorsero di quella “presenza” non ammessa ….. E per Armando Floridia, a Caltavuturo, venne esposta la bandiera di STOP. Si fermò e venne a galla “l’inghippo” …… La situazione era critica… Armando Floridia farfugliò qualche giustificazione ….i commissari verbalizzarono il tutto e segnalarono la inevitabile squalifica alla Direzione Gara. Armando Floridia era disperato. Ebbene, sapete come finì la storia ? Il Team Porsche intervenne immediatamente con tutta la sua “forza contrattuale” ….. risultato ? Squalifica revocata ! Irritualmente commutata in ammenda pecuniaria ! E secondo Voi quella “ammenda” ……. la pagò Armando Floridia o il Team Porsche ? Questa storia, assolutamente vera, in quel 1969 non la poteva scrivere NESSUNO ; ……. ce la poteva raccontare, dopo tutti gli anni trascorsi, soltanto un Amico di Targa Florio come Armando Floridia ….. e per questo lo ringraziamo di cuore. A proposito, per concludere, non fù fortunata la partecipazione di quella 911S n.70 a quella Targa 1969 ….. nel corso del primo giro la Porsche 911S n.76 di Claude Haldi e Jacques Rey ruppe il motore riversando sulla strada qualcosa come 12 chili di olio ……. Armando arrivò subito dopo proprio su quella pozza di olio e …… tirò dritto …… riuscì a riprendere … con il braccetto della sospensione piegato ….. arrivò a Floriopoli concludendo un giro e fù costretto all’inevitabile ritiro.
Armando Floridia ci onora di essere componente – nonchè socio fondatore – di questa Associazione Culturale Amici della Targa Florio



Il campionato marche si suddivide in undici gare distribuite fra Stati Uniti ed Europa in un arco di tempo che va dal 31 gennaio («24 Ore » di Daytona) all'1 ottobre (« 1000 Km» d'Austria). Nessuna prova, per quanto ricca di interesse e di spettacolo, ha il fascino della Targa Florio, ultima favolosa e persino anacronistica superstite delle competizioni sorte ai primordi dello sport del volante e dello stesso automobilismo. E' l'unica corsa « mondiale » che si disputi fuori da un autodromo, sulle incantevoli ma logoranti strade delle Madonie, ogni giro (e domani ne sono in programma undici) 72 km dal mare alle montagne e ancora al mare, in un paesaggio pittoresco, fra la corale, fin troppo entusiasta partecipazione di centinaia di migliaia di spettatori. Come succede da qualche anno in qua, la Porsche è la favorita della gara. La Casa tedesca, con nove successi, è la marca che ha vinto più di tutte in Sicilia. Essa crea una versione particolare per la Targa, il che, logicamente, finisce per agevolarla e portare affermazioni in massa. Stavolta i tecnici di Stoccarda hanno ideato la « 908 MK3», una sport prototipo di 3000 cmc dalle esasperate caratteristiche, con carrozzeria in resina spugnosa, telaio in tubi di alluminio e dischi dei freni perforati sulle superfici di attrito. Ve ne sono quattro, affidate a Rodriguez - Kinnunen, Siffert - Redman, Elford-Herrmann, Attwood-Waldegaard. Nelle prove di giovedì, il tempo migliore è stato della « 908 MK 3 » di Siffert, che ha compiuto un giro in 34'10", alla media oraria di km. 126,439, seguito dal compagno di squadra Elford in 34'37". I due dicono: « E' uno spider maneggevole, che non stanca. La posizione di guida avanzata non crea problemi. La potenza del motore, circa 400 cv, comincia a venir fuori oltre i 5500 giri ». L'unico dubbio è questo: le vetture non saranno fin troppo leggere? Terranno sino in fondo? Il dubbio è anche la speranza delle avversarie: della Ferrari, scesa in Sicilia con una sola « 512-S » per Vaccarella e Giunti, e dell'Alfa Romeo, che allinea le sue « 33. 3» con De Adamich - Courage, « Nanni » Galli - Umberto Maglioli e Gregory - Hezemans. Vaccarella ha compiuto un eccellente exploit giovedì, girando in 34'46" malgrado il tempo perso nel sorpasso di una Porsche e nel disgraziato episodio con Masten Gregory (l'americano correrà con un «muletto» di allenamento, perché la vettura uscita di strada non è stata riparata in tempo). Ma anche se piccola ed eccezionalmente compatta per essere una sport di cinque litri, la « 512-S » non è, sulla carta, la macchina per la Targa. Se riuscisse a sconfiggere lo squadrone Gulf-Porsche, sarebbe impresa davvero memorabile. « E' una fatica guidare su queste strade — ammette Giunti —. Dopo un po', le braccia sono percorse da fitte e, magari inconsciamente, non riesci a tenere il ritmo ». Stasera, poi, si è aggiunto l'imprevisto di una infreddatura accompagnata da violenti brividi di febbre che ha colpito il pilota. Ignazio si è messo a letto verso le 19, dopo essersi imbottito di medicinali. « L'altro giorno sono rimasto fermo lungo il circuito per due ore. Ero sudato ed ho preso freddo. Adesso mi sento come se avessi ricevuto un mucchio di botte. In ogni caso, penso domani di poter correre ». Per ironia della sorte, anche Vaccarella non è proprio a posto: lo tormenta un dolore ad una spalla, ed ha dovuto passare il pomeriggio sotto le mani di un’ affidabile massaggiatore. Non sono premesse liete per l'avventura del duo di Maranello alla Targa; comunque, se, come sembra questa notte probabile, scenderanno in pista, faranno il possibile e l'impossibile per portare qualche punto alla classifica della Ferrari nel campionato mondiale. La nostra marca, dopo quattro prove, ha 21 punti contro i 33 della Porsche. Le Alfa, invece, sono alla ricerca di una prestazione che rischiari un po' l'orizzonte dopo la deludente « 1000 Km » di Monza. Alla corsa prenderanno parte un'ottantina di auto. Fra queste anche un'Abarth 3 litri con Merzario-Ortner (la Casa torinese ha rinunciato a schierare l'altra vettura, rimasta danneggiata in un incidente nelle prove di giovedi, ed ha rispedito a casa Mario Casoni, responsabile dell'uscita di strada) e le Fulvia 1600 HF di Maglioli-Munari e Ballestrieri-Pinto, queste ultime iscritte nella categoria Gran Turismo.
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La Targa tocca il culmine della valenza sportiva . Non si può trovare nelle edizioni passate e successive una analoga ricchezza di nomi e marche. Tre case impegnate nel Campionato del Mondo scendono in forze senza lesinare uomini e mezzi eccezion fatta per la Ferrari che impegna solo una 512 S potente e velocissima ma inadatta alle tortuosità siciliane. L'Alfa Romeo schiera le 33 ufficiali, la Porsche le nuovissime 908/3. Le prove avevano annunciato una gara da leggenda, i tempi fatti segnare in prova frantumavano tutti i record precedenti .
La 54° Targa Florio viene vinta dalla coppia Siffert - Redman su Porsche
in 6h 35'30" alla media di 120,151 km/h, secondi la coppia Rodriguez - Kinnumen anch'essi su Porsche, terzi Vaccarella - Giunti su Ferrari






Forse qualcuno ricorderà che nelle prime ore mattutine di quel 3 maggio 1970 sul “Piccolo” piovve, e non poco. Al momento dello start a Floriopoli, fortunatamente, aveva già smesso da un pò ma, in alcuna parti del tracciato, c’erano ancora presenti, oltre all’umido sparso, insidiose pozzanghere d’acqua.
In quella Targa c’erano le migliori vetture ed i migliori piloti del mondo, ma in quel primo giro il più forte fù quel Gerard Larrousse con quella 908.2 “Flunder” n.26 della Martini International.
Guidò quella impegnativa 908.2 come fosse in un vero e proprio rally. Continue intraversate controllate; per il pubblico fù uno spettacolo unico.
L’Associazione Culturale Amici della Targa Florio ha .... molti amici ... tra questi Paolo Cigno. Ci ha mandato una spendida foto di quel primo giro di quella Targa Florio 1970. Ritrae esattamente quel Larrousse, nei pressi di Collesano, con la sua 908.2 completamente intraversata sul viscido dell’insidioso tracciato di Targa. Vi assicuriamo che la posteriore destra sta totalmente dentro una pozzanghera d’acqua posta poco oltre il ciglio della strada. Altre analoghe foto mostrano vetture passare da quel medesimo posto mandando letteralmente alle stelle schizzi d’acqua provenienti da quella pozzanghera.
Un’altra pozzanghera, intanto, sta avanti la 908.2, a pochi metri ...... la Targa Florio era una gara UNICA !
La foto è stata scattata dal Dr. Alfredo Mattaliano, appassionato di Targa e cugino dell’amico Paolo Cigno. Un ringraziamento va a Lui per la Sua affettuosa disponibilità nei confronti del nostro sito.

In ogni caso, al momento, quella 512S è ancora priva, sul muso, delle appendici aerodinamiche ( spoilers ) poi montate, in diverse versioni, per le prove; sul cofano anteriore sono visibili i due adesivi quadrati Shell, mentre i plexiglas dei finestrini laterali sono di misure ridotte, e tutte queste caratteristiche “esterne” - mantenute per tutte le prove ufficiali - la distingueranno da quella che poi sarà la 512S “da gara”.




Cari Amici di Targa Florio, frequentatori di questo nostro “giovane”sito,
.... se Voi siete come .... siamo noi ... a proposito di Targa Florio ... cioè ... irrimediabilmente “pazzi da catena”, converrete con .... noi ..... che ci sono alcune vetture di Targa che ...... fanno venire la febbre... si, proprio la febbre; sono vetture che si portano addosso ... un “vissuto” particolare, “storie” uniche, “aneddoti” speciali; insomma, ogni qualvolta ci imbattiamo nella “scoperta” di una nuova immagine inedita di qualcuna di “quelle” vetture ..... andiamo fuori di testa ....
questo il preambolo ...
... io non so se anche per Voi, in quel 3 maggio 1970, andò così ...., ma a me ... andò proprio così .... ed avevo ... appena 16 anni ....
.... mi portarono, quell’anno, alle tribune di Floriopoli. Lì consegnavano il “Numero Unico” - sulla Targa Florio - dell’Automobile Club di Palermo, ed a quel tempo ...... tanto per essere chiari .... non erano i “Numeri Unici” dei nostri recenti anni ..... erano pubblicazioni ove i “collaboratori” erano nomi come Nino Aquila, Vincenzo Bajardi, Roberto Bonetto, Gianni Cancellieri, Pino Fondi, Paul Frère, Luigi Gianoli, Denis Jenkinson, Giulio Mangano, Pietro Rizzo, Marcello Sabbatini, Nino Vaccarella.
Basta leggere le recenti pagine di editoria giornalistica palermitana per vedere .... in che mani siamo finiti ... a proposito di articoli ( articoli ? ) sulla Targa Florio .......
Bene, in quel “Numero Unico” della 54^ Targa Florio del 3 Maggio 1970, ed esattamente a pagina n.26 ed a pagina n.40, stavano due immagini in bianco e nero, rispettivamente riferite alla 908/3 “ibrido” ( targa : S-U 3910) ed alla 917K ( targa : S-U 3912), entrambe T/CAR. Stavano in quel “Numero Unico”, e potevano stare lì dentro proprio perchè erano immagini scattate durante le “datate” prove private “libere” della Porsche nel mese di marzo, e la gara si stava facendo a maggio .....
Rosse, erano rosse quelle TCAR .... giusto per renderle ancor più “particolari”.
Su quelle TCAR sono nate e si sono sviluppate storie e congetture infinite.
Ora, dissepolta da anni di .... oblio .... abbiamo trovato questa assolutamente inedita immagine a colori della Porsche 909-908 TCAR “ibrida” ..... ; la possiamo ammirare ancora con quella piccola “gobba” sul cofano anteriore ... che ci induce a citarla come 909 .... non 908 .... e la sua targa è la mitica S-U 3911. Alla guida ? A noi pare il grande Vic .... Voi come la pensate ? Quella TCAR sta ancora con il radiatore ed i temporanei “parzializzatori” ..... con gli adesivi .... giusto per “testare” le temperature di esercizio ottimali .... per la successiva gara.
Si, quelle sono “prove”; e pensiamo che non siano “prove” di marzo ..... ma prove di maggio ...
La Targa Florio era una gara UNICA ! Anche per quello che accadeva “soltanto” in prova.
La foto, spettacolare e mai vista prima, è un regalo al sito da parte di Armando Floridia, Amico di Targa Florio e socio fondatore dell’Associazione Culturale Amici della Targa Florio. Il nostro ringraziamento va a Lui.

Ci sono tutti i protagonisti del Mondiale Marche, tutti i più forti piloti di vetture Sport Prototipo in circolazione, manca solo la Ferrari . Sono presenti tre Alfa 33/3 di 440 cv. affidate a Vaccarella - Hezemans, De Adamich - Van Lennep e Kinnunen - Stommenlen. La Porsche risponde con tre 908/3 di 360 cv., affidate a Siffert - Redman, Rodriguez - Muller, e a Elford - Larousse. Sono le 9,15 parte la 55° Targa Florio, per le Alfa partono subito le tre prime guide: Vaccarella, De Adamich, Stommelen, la Porsche risponde con Larrousse, Rodriguez, Redman. Dopo una decina di minuti il primo colpo di scena, a Redman si rompe lo sterzo e finisce fuori strada, poco prima appena fuori Cerda si era ritirato Stommelen, stessa sorte per Rodriguez. Il 1° giro si conclude con Larrousse in testa su Vaccarella, ma il Preside Volante con un un 2° e 3° giro da favola balza al comando della corsa. Al cambio dei piloti sale sulla Porsche Elford, e con una guida da maestro passa Hezemans subentrato a Vaccarella , al sesto giro realizza uno strepitoso 33'45 tra i giri migliori di tutti i tempi. Al 7° giro Larousse risale in macchina con un cospicuo vantaggio su Vaccarella subentrato a Hezeman, che perde però a causa di una foratura che lo costringerà al ritiro. Le Alfa così non hanno più rivali, è una lotta in famiglia con l'Alfa n°5 di Vaccarella che taglia il traguardo per prima e vince in 6h 35'43" alla media di 120,055 km/h, secondi De Adamich - Van Lennep sempre su Alfa a poco più di un minuto, terzi Bonnier - Atwoodh su Lola.

In quella Targa 1971 l’elvetica Scuderia Filipinetti portò in Sicilia due Lola T212 Ford, iscritte nella classe P2.0. Le due vetture, cui furono attribuiti i numeri di gara 14 e 19, vennero affidate, rispettivamente, alle coppie di piloti Jo Bonnier/Richard Attwood e Mike Parkes/Peter Westbury.
La foto che proponiamo, questa volta, non è di una vettura, bensì di un pilota. Quella è una foto veramente incredibile; è fissata nell’immagine il volto - letteralmente stravolto dalla fatica - di Jo Bonnier, appena sceso ai box di Floriopoli dalla sua Lola, per il previsto cambio con Attwood.
Quell’immagine evoca scene già viste anche in tante altre gare “normali”, ma di epoche “remote”. Ma non per la Targa Florio. La Targa, anche nell’epoca “moderna”, restava una eroica gara “antica”. Lì siamo nel “moderno” 1971, eppure Jo Bonnier ha lo stesso volto di altri piloti di Targa di “altri tempi” ..... come Divo alla fine della sua gara sulla sua Bugatti alla Targa del 1929, come Taruffi sulla sua Lancia D24 a quella del 1954, come Barth sulla sua Porsche 718 RSK a quella del 1959, e così via.
Quell’anno Jo Bonnier - gran pilota con infinite pregresse esperienze in Targa - pur avendo a disposizione una vettura scoperta, optò per il casco “normale”, con occhialoni, diversamente dal suo compagno Attwood, che preferì l’integrale.
Sorge il sospetto che il “navigato” Bonnier conoscesse molto più del giovane Attwood l’insidioso caldo “africano” di Targa. Ci sono innumerevoli immagini di Bonnier in gara, in quella caldissima Targa del 1971, che lo ritraggono, nei primi giri, con il sottocasco bianco a coprire gran parte del volto, ed integralmente la bocca, che tuttavia appare come “stampata” sul tessuto del sottocasco ; nei giri successivi quel sottocasco lo vediamo completamente abbassato, tirato giù, sin sotto il mento, con il volto - quindi - scoperto, e spesso la bocca la vediamo aperta, come a cercare “aria”. Ecco il motivo di quel volto in quella foto ; una maschera scura che pensiamo, ragionevolmente, poter essere una mistura di polvere, di olio “sparato” dalle vetture che precedevano la sua Lola, e -perchè no - di abbronzatura siciliana ......
“Jo” anche quell’anno farà una gara fantastica ; terzo assoluto dietro le due più potenti Alfa T33/3, e primo della sua classe P2.0. Grande Jo Bonnier.

Il 16 maggio del 1971 fu sicuramente il giorno piu’ lungo per noi siciliani, infatti l’idolo di casa,il professore Nino Vaccarella, in coppia con Toine Hezemans , portava al trionfo la sua alfa 33/3 litri N° 5 , percorrendo gli 11 giri per complessivi 792 km del piccolo circuito, in 6h35’46”alla media record di Kmh 120,069 . L’Autodelta, sotto la supervisione dell’ing Carlo Chiti, con una meticolosa preparazione della corsa, potè contrastare il passo della Porsche.Mentre l’Alfa iniziò la corsa senza forzare, la Porsche rischiò subito per avvantaggiarsi, ma il percorso scivoloso provocò uscite di pista , per fortuna senza conseguenze per il bravo pilota messicano Pedro Rodriguez e per il vincitore del 1970 Brian Redman, l’unico in grado di impensierire l’Alfa N°5 .
Il famoso Vic Elford, conoscitore incredibile dei 72 km, rimase vittima di una foratura, e rottura successiva di un semiasse, riguardanti tuttavia la vettura del suo compagno Gerard Larousse. Per questo motivo i due furono costretti a ritirarsi nel corso del 7° giro. A quel punto, la 33 n°5 dovette controllare la vettura gemella di De Adamich - Van Lennep e la Lola di Bonnier - Attwood,
vincendo la 55 ^ edizione dellaTarga Florio.Splendenti nella loro bellezza, sfilarono ancora una volta le Alfa Romeo, entrate nella leggenda dellaTarga Florio.Tra le persone assiepate lungo il percorso ve ne furono molti che le riconoscevano , pronunciando nomi .che la polvere non ha cancellato: ASCARI, SIVOCCI, GUATTA, MASETTI, VARZI , CAMPARI, NUVOLARI, BRIVIO.
Sono nomi che ancora risuonano nelle silenziose contrade di CERDA e che hanno permesso all’Alfa Romeo di entrare nella leggenda della TARGA FLORIO.

Quella mattina del 16 maggio 1971 ce ne stavamo a Floriopoli. Avevamo disponibile uno dei tanti “palchetti” numerati in muratura - con tavolino pieghevole e sedie - che stavano nella prima tribuna coperta, proprio davanti ai box. Eravano giunti lì per tempo, ed assistemmo a tutti gli elettrizzanti preparativi per la partenza della gara. Una sorta di “crescendo rossiniamo” di adrenalina pura. Sullo sfondo, i box gremiti all’inverosimile di vetture da gara di ogni tipo, alle prese con gli ultimi controlli. Man mano che il tempo passava i commissari sollecitavano le squadre ed i piloti a prendere ordinato posto sulla griglia di partenza. Quel viavai era una cosa fantastica a vedersi e ..... sentirsi. Alcune vetture - e parlo di quelle dei team ufficiali, nell’occasione in mano ai meccanici - furono portate dalla zona box/parco chiuso fin sotto in pontile in ferro in zona start, utilizzando direttamente la retromarcia. Una delle foto da noi allora scattate “immortala” - esattamente in quel frangente - la mitica n.8, la Porsche 908/03 di Gerard Larrousse e Vic Elford ( Martini International Racing ) ; il meccanico pare si sia leggermente “sollevato”, guidando quel mostro, usando la dovuta attenzione e prudenza. Quella mattina quel mostro passò davanti ai nostri occhi soltano a pochi metri, come tutte le altre vetture, del resto ......... praticamente ad una ad una .......Un vero spettacolo ........
Pensiamo che questo “neo creato” sito possa essere oggetto di “visite” anche dagli amici della Targa Florio di “palato fine”. Allora, proprio per questo motivo, Vi andiamo anche a raccontare chi sono “gli altri” ..... della foto ..... da sinistra a destra .....
- la n.101 è la Alfa Romeo GTA di “Paul Kris” e Benedetto Montecatini;
- la n. 20 è la AMS Ford di Ugo Locatelli e Giampiero Moretti;
- la n. 72 (nascosta) è la Abarth 1300 S di “Frank Mc. Boden” e “Papillon” (Scud.Brescia Corse);
- la n. 95 è la Lancia Fulvia HF di Giovanni Martino e Giancarlo Galimberti;
- la n. 108 è la Lancia Fulvia HF di Giovanni Arcovito e Angelo Rizzo;
- la n. 44 (nascosta) è la Porsche 911 S di Ferdi Boekmann e Peter Ochs (Team V10 Kleber);
- la n. 14 è la Lola T212 Ford di Jo Bonnier e Richard Attwood (Scuderia Filipinetti).


Questa “storia” è tratta da un personale racconto dell’amico Luigi Sartorio, già pilota gentleman siciliano, noto agli sportivi anche con il suo pseudonimo di “Popsy-Pop” :
Quell’anno era il 1972 e la Concessionaria Renault INDOMAR di Palermo ebbe l’idea di mettere in piedi un Reparto Corse - la “INDOMAR CORSE” - in questo coinvolgendo, tra gli altri, anche Luigi Sartorio. Ma l’iniziativa, nei mesi successivi, non era in linea con i tempi progammati e, di contro, la Targa si avvicinava sempre di più. E tutto questo non tanto per la mancanza di un parco vetture, quanto per il mancato avvio della preparazione e messa a punto dei motori. Finalmente la “svolta” ; per una vera e propria “casualità”, si trovarono a Palermo alcuni meccanici del Reparto Corse della Renault Italia e, come per incanto, a poche settimane dalla Targa, la Alpine A110 di “Popsy-Pop” (Luigi Sartorio) e Salvatore Barraco era pronta !
La Alpine era pronta … ma ……. il motore era ancora "da rodare” ! … Di provare sul “Piccolo” nemmeno a parlarne …. non c’era più il tempo … Ed allora ?
Allora si decise per la soluzione più sbrigativa …
Sartorio uscì a tarda sera dall’officina con l’Alpine in “tromba”, già in pieno “assetto gara”, e senza “tirare” ….. e si diresse dal centro città verso l’Autostrada per Punta Raisi … il rombo dello scarico riecheggiava tra i palazzi della città ….... nonostante l’andatura “lenta” …. Finalmente l’imbocco dell’Autostrada, e poi il ritorno verso Palermo … e proprio all’uscita dall’Autostrada, alla rotonda - allora presente - alla fine dell’A/S, una improvvisa “paletta” si agitò nervosamente ….. LA POLIZIA !
Sartorio accostò e spense subito il motore …… i poliziotti iniziano a girare molto lentamente intorno alla Alpine … con grande attenzione, osservando ogni minimo particolare … poi le solite domande di rito … patente … libretto …... assicurazione ….. poi quella GIUSTA …. Cosa sta facendo ? Risposta imbarazzata : “La macchina è pronta per la Targa” ……. Per la Targa ? Si, per la Targa ! …… Scambio di sguardi tra i poliziotti ….. Senta, faccia una cosa …… continui a stare fermo qui …… noi andiamo via …… aspetti qualche minuto ….. e poi ritorni in città, ma lentamente, molto lentamente ……Buonasera.
A noi viene da fare una considerazione : in qualsiasi altro posto d’Italia la “storia” si sarebbe conclusa con un verbale stratosferico, con la patente ritirata, con l’Alpine sequestrata, con una Targa da dimenticare. Se oggi abbiamo la possibilità di vedere quella foto di quella Alpine A110 - regolarmente in gara alla Targa Florio del 1972 - è anche merito di quei due appassionatissimi poliziotti,”Amici di Targa” anche loro.
L’Associazione Culturale Amici della Targa Florio ringrazia immensamente l’Amico Luigi Sartorio - “Popsy Pop” - per aver consentito l’utilizzo delle sue foto in questo sito.

Era il 1972, e se ci fù quell’anno una classe con una fortissima competizione, quella fù la classe GT sino a 2000 cc. . Allo start ben n.13 vetture, dopo prove e qualifiche serratissime, e di quelle, ben nove 911, una 914/6, due Opel GT ed una Fiat 124 ; vetture schierate da diverse Scuderie e privati.
Insomma, una classe davvero agguerritissima:
- Porsche 911 - Ennio Bonomelli;
- Porsche 914 - Paul Ernst Strahle ( semi works );
- Porsche 911 - Lloyd Adriatico;
- Porsche 911 - Piloti Romani;
- Porsche 911 - Pegaso Palermo;
- Porsche 911 - Kleber Racing;
- Opel GT - Squadra Conrero;
- Porsche 911 - Edward Negus;
- Porsche 911 - Giampaolo Baruffi;
- Porsche 911 - Francesco Cosentino;
- Fiat 124 - Giovanni Martino.
Gli appassionati di Targa Florio, a proposito di foto del 1972, ricorderanno sicuramente immagini di “trenini” di 911 .. una dietro l’altra .. in eterno duello, giro dopo giro …Una sola Porsche 911 - la n.40 color rosso/aragosta - esibiva le insegne della “palermitana” Scuderia Pegaso. L’accreditata Porsche 911S “Bonomelli”, la n.38 di Gottifredi - Pica ( alla fine 5^ assoluta ! ) avrebbe vinto la classe con 10 giri conclusi …… ( degli 11 previsti ). A ridosso, a 9 giri, la 914/6 oltre quattro 911S , e poi le altre con 8 giri, 6, 4, 2, 1, 0. Quella 911 n.40 della Pegaso completò anch’essa 9 giri ma ...... non la troverete mai in classifica ufficiale per una squalifica che venne comunicata a fine gara ..... un vero smacco .....Ve lo raccontiamo noi, cosa accadde, grazie alla testimonianza di un .......... testimone attendibile; il Dr. Sergio Rappa. Quella n.40 parte, allo start di Floriopoli, con alla guida il Dr. Giuseppe Spatafora, che conclude i suoi 3 giri e si ferma ai box per il previsto cambio pilota. Sale “Friedrich Von Meiter” - al secolo il Dr. Sergio Rappa - ma ...... la 911 non ne vuole sapere di ripartire .... il motorino di avviamento non va ..... attimi di agitazione .... i meccanici prima “armeggiano” ...... poi spingono...... e la Porsche si avvia ...... riparte ..... “Von Meiter” conclude il suo turno di altri 3 giri ; seconda sosta ai box ..... e la Porsche riparte nuovamente con il Dr. Spatafora ...... la 911 completerà altri giri sino ad un totale ( riportano i testi di gara ) di ben 9, degli 11 previsti. Una eccellente prestazione, in una gara davvero durissima, per due “gentleman drivers”. Ma ....... forse anche per qualche insistente reclamo ...... giunse a freddo la ufficiale squalifica (“disqualified - pushed”). Ma pensate, sarebbe diversamente stata classificata 3^ di classe …. con il suo 6 ore , 40 minuti , 0 secondi . Un vero peccato. A proposito di quella Targa 1972 di quella n.40 ....... questo il commento del Dr. Sergio Rappa,a distanza di tanti anni ……: “ Mai più una gara come quella … continue sportellate e musate … date e ricevute …… un vero a proprio autoscontro “ ……. Ringraziamo il Dr. Sergio Rappa per il suo racconto e per Sua spendida foto che ha avuto la cortesia di regalare al sito dell’Associazione. Quella foto, cari Amici della Targa Florio, ritrae una spettacolare e scintillante Floriopoli durante le prove ufficiali. E’ un intreccio di piloti e vetture. Da sinistra : Raffaele Restivo, Sergio Rappa e Giuseppe Spatafora. Tute immacolate ; le prove devono ancora iniziare. Si intravedono, sempre da sinistra, una Lancia Fulvia HF, la Abarth 2000 n.11 di Alfonso Merendino e Raffaele Restivo (Scuderia Pegaso) e la Porsche 911S n.40 di “Friedich Von Meiter” e Giuseppe Spatafora ( Scuderia Pegaso ) ; e' la 911S protagonista della nostra “storia”.
Siete stati Voi protagonisti di altre storie di Targa ? Le avete documentate ? Ditecelo. Le metteremo - sul nostro sito - a disposizione di tutti coloro che amano la Targa Florio.

Nella foto sono ritratti Werner e Gunther
Ovviamante una sfilza di foto di 911 Carrera ...... Ma una foto tra tutte ci ha colpito particolarmente, e la pubblichiamo su questo nostro sito dell’Associazione Culturale Amici della Targa Florio.
E’ la Porsche 911 Carrera RSR 3,0 n.9 di Claude Haldi e Leo Kinnnen. Sta sul carrello. La cosa curiosa è che a quella Carrera, per poter utilizzare quell’utile strumento di trasporto, i meccanici pare dovessero, ogni volta, cambiare le gomme ........ Infatti quelle “regolari”, con cerchioni da gara a pelo di carrozzeria, ..... non avrebbero consentito alla 911 di “salire e scendere” su e da quel carrello .........

“Amphicar”, al secolo Eugenio Renna, era rimasto appiedato, nel corso di quel primo giro di quella sua Targa Florio del 1973; infatti, esattamente nel corso del primo giro, la sua Chevron B23 Ford n.18, da condividere con Vincenzo Mirto Randazzo, lo aveva “mollato”.
Mentre se ne stava seduto, avvilito, su un muretto ai margini della strada, pensando ad una gara finita prima ancora di cominciare, si fermò un concorrente con una Porsche, chiedendogli se volesse essere portato a Floriopoli.
Renna arrivò, così, ai box. Gli si avvicinò il compianto Ninni Failla, della Scuderia Pegaso di Palermo, e gli disse di salire sull’Abarth 2000 n.24 dell’equipaggio Giuseppe Vassallo e Girolamo Caci. Quella era una vettura che Renna conosceva benissimo; era stata una sua vettura.
Eugenio Renna era di “stazza” non indifferente ..... non riusciva ad entrare nel posto guida .... in mancanda del “suo “ sedile, ma alla Targa non si poteva dire di no..... Altro problema: il serbatoio della benzina era di appena 20 litri, tarato per le gare in salita, ed in quella Abarth - portata alla Targa all’ultimo momento - non era stato nemmeno sostituito.
Quell’Abarth, quindi, doveva necessariamente fermarsi, ad ogni giro, per il rifornimento volante di Polizzi. Inoltre quella 2000 aveva i rapporti corti, adatti alle cronoscalate. Pertanto, sino a Caltavuturo, problemi relativi ..... ma dopo, una vera tragedia ! Intanto si erano pure rotti gli attacchi del sedile .... sosta forzata nei pressi di Sclafani, ove - con l'aiuto del popolo di Targa - si era riusciti a sitemare alla meglio il problema.
Alla fine di questa vera e propria “epopea” Eugenio Renna sarebbe stato comunque felice di avere portato a termine quella sudatissima Targa Florio. Quella Abarth 2000 un pò “in disordine” ..... avrebbe finito la gara completando 9 giri ( degli 11 previsti ) e classificandosi 5^ nell’affollatissima classe S2.0, e 23^ assoluta.
Nella foto : “Amphicar” e quella “vissutissima” Abarth 2000 in una sosta tecnica a Floriopoli.

Lo abbiamo detto più volte : noi stiamo qui per raccontare episodi di Targa Florio, anche quelli “dimenticati”. E per far questo non possiamo fare a meno dei diretti protagonisti.
A pagina 29 di un vecchio Autosprint - il n.20 del 14/21 maggio 1973 - si legge questo:
“ ... Anche Lauricella, con la Fiat 124 spyder, esce di pista dopo il Bivio Polizzi, la macchina è danneggiata, il pilota riceve un forte colpo alla schiena, nulla di grave, ma viene riportato ai box con l’elicottero in barella, per precauzione ...”
Allora, siamo andati a “rispolverarlo” quell’episodio; un incidente, certamente poco piacevole, ma che è anch’esso “storia di Targa”. E ce lo ha raccontato nel 2009, sia pur brevemente, l’Amico di Targa Florio Fulvio Lauricella.
“ ... La 124 sport spyder 1600 n.132 alla Targa del 1973, di colore bleu francia, era proprio la mia, e non partecipavo alla gara con Gaetano Lo Jacono ( nota : “Gaetano Lo Jacono” recitava l’elenco degli iscritti ), ma con Giuseppe Lo Jacono, che mi fece esordire in gara affidandomi la sua 500 gr.2 alla Montepellegrino del 72, con record. Purtroppo, per una leggerezza compiuta in officina su quella 124, malgrado avessi detto di sostituire i dischi freno anteriori, rovinati durante prove ''libere”, gli stessi venivano rettificati a mia insaputa.
Ovviamente, il disco anteriore dx ha pensato bene di spezzarsi in due nella discesa di Scillato, notoriamente stressante per i freni, provocando la semi distruzione della macchina e la mia momentanea paralisi delle gambe per una forte contusione dorsale. Rapido rientro a Floriopoli in elicottero, in compagnia di Clay Regazzoni, che aveva a sua volta distrutto la sua 33, e fine della gara di un poco piu' che ventenne giovane pilota ...”.
Gara mancata, quindi, per quella “ultima Targa Florio Mondiale”. Un vero peccato. Ma Fulvio Lauricella si sarebbe tolta una soddisfazione .... “da grande” .... Leggete questa ( è l’amico Luciano, che ci soccorre ) :
“ ... Alla Targa Florio Storica del 2000 la vittoria non andò alla Porsche 911 di Plano - “Davis”, ma all'Alfa Romeo Giulietta SZ del '60 di Fulvio Lauricella e Tony Carrera. Plano e "Davis" correvano, infatti, fuori classifica, in quanto la Targa quell'anno era riservata alle vetture costruite entro il '65.
Purtroppo anche la stampa specializzata, sconoscendo i regolamenti di gara, riporta notizie inesatte e continua a far confusione, come quando parla di classifica assoluta e non di classifiche assolute di gruppo ...”
Quella SZ argento con le strisce rosse laterali, sul muso, ancora me la ricordo, in quella “storica 2000” : una scheggia.
Grazie, Fulvio. In quella foto, un pò sfocata per la verità, ci sta Lui alla guida, nel corso delle prove di quella Targa Florio 1973; il “sogno” finirà anzitempo a causa di una rettifica dei dischi freno tenuta “nascosta”, in officina.

Alle prove ufficiali della Targa Florio del 1973 me ne stavo lì, a Floriopoli. Le vetture partivano a pochi metri dall’uscita della corsia dei box, appena oltre la fine della mezzeria di Floriopoli. Ricordo perfettamente una laboriosa operazione eseguita “al volo” - cui ho assistito praticamente ad un metro - dai meccanici Autodelta su una delle due schierate Alfa Romeo 33TT12. Penso proprio potesse trattarsi di una operazione di spurgo/controllo del circuito frenante. Le due Ferrari 312 PB erano un qualcosa di “già visto”, in quanto tutto sommato abbastanza simili, per lo meno esteriormente, a quella della Targa Florio dell’anno prima.Ma - quell’anno - le 33TT12 erano una cosa, a mio avviso, bestiale. Onestamente non mi sembravano “belle”, ma piuttosto “cattive”.
Mi davano la sensazione di avere un passo cortissimo, il posto guida era avanzatissimo; lateralmente si ammiravano quelle accentuatissime “pinne” posteriori da squalo, con un aspetto, invero, un pò “retrò”. Ma - ripeto - quelle 33 sembravano veramente “cattive”.
Questi i tempi migliori di quelle prove:
Merzario* - Vaccarella / Ferrari : 33’38’’5
De Adamich - Stommelen* / Alfa Romeo : 33’41’’1
Ickx* - Redman / Ferrari : 34’59’’1
Van Lennep - Muller* / Porsche : 36’52’’1.
La domenica, la gara.
Quell’anno ci ritrovammo nella zona - velocissima e molto guidata - tra la fine del rettilineo di Buonfornello e la Stazione di Cerda/Floriopoli. All’inizio della giornata stavamo posizionati sul mitico curvone “lato mare - vista zona industriale”, nei pressi della cabina ENEL. Al primo giro, con adrenalina alle stelle, tutti aspettavamo il passaggio iniziale di Merzario, con la sua n.3, ma non fu così. Noi spettatori ci guardavamo tutti, interrogandoci. Il miglior tempo, alla conclusione di quel primo giro, lo avrebbe fatto Stommelen, con la sua 33TT12 (36’31’’8) ; era primo. Secondo Ickx (37’07’’7). Terzo Muller (38’02’’1). E Merzario ? Il fantino avrebbe chiuso quel disgraziato primo giro con l’ottavo tempo (40’23’’8).
Ma torniamo a noi ....... finalmente - dopo aver visto sfilare parecchi ( sembravano tantissimi, tale era lo stupore ) - “passò” il fantino, e fù un colpo al cuore. La Ferrari n.3 arrancava come una preda ferita. Viaggiava a relativamente bassa andatura, “caracollando”, con traiettorie inusuali, su quell’insidioso “misto veloce”.
Me ne stavo sul lato sinistro della strada, e questo mi consentì di vedere bene la posteriore sinistra della n.3 ; la 312PB stava letteralmente sul cerchione. La gomma era completamente andata. Noi spettatori - ammutoliti prima - ci scatenammo subito dopo.Ognuno diceva la sua all’altro vicino, ignorando del tutto, per qualche minuto, i passaggi di tutti gli altri.Quell’anno, per noi ferraristi, fù un incubo. Merzario aveva forato a Buonfornello, percorse tutto il tratto sino a Floriopoli con la sua Ferrari in quelle condizioni, rientrò ai box, cambiò la ruota, ripartì, concluse il secondo giro, iniziò il terzo ma si fermò al 14° chilometro - subito dopo Cerda e prima del Bivio Sclafani - col semiasse andato.Intanto Ickx, dopo prove da dimenticare, nel corso del medesimo 3° giro andò malamente per campi, distruggendo la sua seconda Ferrari.Beh ! C’è ancora l’Alfa .... pensammo in molti ...... Il veloce Regazzoni si era messo per cappello la sua Alfa durante le prove, e la vettura sarebbe stata irrecuperabile per la gara. De Adamich, regolarmente in gara la domenica, a quel punto era tranquillamente in testa, con le due Ferrari subito “out”, e con un enorme vantaggio sugli altri. Nonostante i segnali volanti di “rallentare” ........ si avventurò in un assolutamente rimandabile sorpasso - poi rilevatosi suicida - su una Lancia Fulvia HF privata, finendo malamente la corsa. Da allora De Adamich si sarebbe meritato “a vita” dai siciliani l’appellativo di “De Lentibus”.Bene, anzi male. Al 4° giro, con le due Ferrari e l’Alfa eliminate, era in testa la n.8, la Porsche Carrera di Muller - Van Lennep, e sempre prima sarebbe rimasta sino all’ultimo 10° giro.E dire che tutti, quell’anno, avevamo pensato ad una partecipazione della Porsche in Targa in tono minore ....... Per Muller e Van Lennep sarebbe stato il trionfo, per le Squadre italiane la disfatta.
Disfatta senza rivincita ; quella sarebbe stata l’ultima Targa Florio Mondiale.
La foto è stata scattata dall’Amico della Targa Florio Totò Marfia, di Palermo. Ritrae proprio la Ferrari 312PB n.3, con alla guida Merzario, esattamente nella fase conclusiva di quello sfortunato primo giro. La Ferrari si trova lungo il tratto “fine Buorfornello - Stazione di Cerda/Floriopoli” ; la n.3 la potrete notare sbilanciata, come ve la ho già raccontata. La ruota posteriore sinistra poggia sul cerchione. La gara è ormai irrimediabilmente segnata, persa, il semiasse non reggerà a lungo le tremende sollecitazioi subite in quel tratto del primo giro.Ed il nostro mitico “Professore” Nino Vaccarella non potrà condurla nemmeno per un giro - in gara - quella “predestinata vincente” 312PB.

Alla Targa Florio 1973, delle tre Porsche 911 RSR Carrera della Martini Racing, la n.9 era quella di Leo Kinnunen e Claude Haldi. La foto che proponiamo - pur tagliata - è per noi splendida. E’ stata scattata nel tratto - misto ma velocissimo - tra la fine del rettilineo di Buonfornello e la Stazione di Cerda, nei pressi di Floriopoli. Ci offre un doppio “focus” … : il primo consente di farci ammirare, in ogni dettaglio, tutte le “artigianali” soluzioni aerodinamiche provate, in coda a quella 911, dai tecnici Porsche per assicurare ai loro piloti i migliori possibili assetti da gara; ali, spoilers, lamelle e rinforzi di vario genere. Il secondo “riporta alla luce” qualcosa che notoriamente rappresentava, in quel 1973, una vera “firma” sul casco di Leo Kinnunen, al momento alla guida : “ THE FLYING FINN “ … “ Il finnico volante “ … ; come non dargli ragione ?.

Domenica 13 Maggio , in una sfida tutta italiana ALFA – FERRARI , la Florio vedrà l’edizione conclusiva sul tracciato classico delle Madonie ,ma solo come prova del Mondiale Marche. All’ultima Targa Mondiale ambiscono tutti i piloti , anche quelli come Clay Regazzoni che mai si sarebbe sognato di voler tentare una prova stradale , o come Redman che dopo la paura di due anni fa sembrava deciso per il no. Ha cominciato col dare l’esempio Ickx , e’ stato praticamente lui ha convincere Ferrari a partecipare alla Targa. Ci volevano essere tutti , anche i piloti della Matra che si mostravano costernati davanti la decisione del signor Lagardere, che non voleva schierare le sue vetture ne alla Targa ne al Nurburgring per puntare tutto su Le Mans. Ha rinunciato anche la Gulf Mirage per timore di non arrivare in fondo con le sue ancora fragili tre litri Sport.

Alle 9,15 il via, Arturio Merzario con la Ferrari 312 P è il primo a partire, seguito dopo un minuto da Stommelen con un'Alfa Romeo 33 TT12 seguito sempre dopo un minuto dall'altra Ferrari 312 di Icky. La battaglia inizia subito ma le cose si mettono subito male per Merzario che alla fine del primo giro rientra ai box per sostituire una gomma forata che gli farà perdere parecchie posizioni, per poi ripartire come un razzo in ottava posizione all'inseguimento di Stommelen che nel frattempo si era portato al comando e del compagno di squadra Icky. Ma già al secondo giro con una guida aggressiva è già terzo dietro a Stommelen e Icky, ma la sfortuna per Merzario è in agguato, a metà del terzo giro la rottura di un semiasse lo costringe al ritiro appiedando così anche il compagno Vaccarella. Stessa sorte per Icky che sempre al terzo giro perde il controllo della sua Ferrari finendo in un fossato, le due Ferrari venute in Sicilia con ambizioni di vittoria e per fare punti preziosi per il mondiale sono entrambi fuori gara. L'Alfa di Stommelen intanto viaggia sempre in testa senza problemi, all'inizio del quarto giro passa il volante al compagno De Adamich, che ha appena il tempo di cominciare a riflettere quando, al km 42 una incomprensione con una Fulvia HF mette incredibilmente fuori strada De Adamich e la sua Alfa rovinandola irrimediabilmente contro un paracarro. In meno di cinque giri, scompaiono così tutti i principali protagonisti, ad approfittare della situazione c'è un nutrito gruppo di Porsche con le Martini Carrera RSR, e solo la esordiente Lancia Stratos di Munari - Andruet riesce ha rovinare il trionfo Porsche piazzandosi seconda. Muller e Van Lennep su Porche vincono con pieno merito questa 57ª Targa Florio in 6 ore 54' 19" alla media di 114,691 km/h, secondi appunto Munari - Andruet su Lancia Stratos a poco meno di 6 minuti, terzi Kinnunen - Haldi su Porsche.

L’avventura “mondiale” della Targa Florio doveva considerarsi, ormai, conclusa. La CSI, infatti, la escluse dal Campionato Marche a partire da quell’edizione del 1974. La 58^ Targa Florio si svolse il 9 giugno 1974. A far capire a tutti come le cose si erano messe, irreversibilmente, in negativo, la novità fù la riduzione del numero dei giri, da 11 a 7, per un nuovo totale di complessivi 504 chilometri. La corsa fu inserita fra quelle valevoli per il Challenge Mondiale di Velocità e Durata, un trofeo non riconosciuto dall’Autorità Sportiva Intenazionale.
Gli sportivi siciliani si dovettero, quindi, “accontentare” della presenza di una sola “Squadra Ufficiale”, la Lancia, che schierò tre Stratos che sarebbero state condotte da Munari/Andruet, Larrousse/Ballestrieri e Pregliasco/Paleari.
In quella foto, regalata al sito dall’Amico Totò Marfia, è ritratta la vincente Lancia Stratos n.1 di Larrousse/Ballestrieri. Il suo tempo fù di 4 ore 35’02’’6/10, ad una media di 109,946 Km/h. Il pubblico di Targa, tranne i “giovanissimi”, era, in verità, un pò avvilito, ma stava sempre lì.
