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Ricordi e storie di Targa

Targa Florio 1968 : Il capolavoro di Vic Elford e della sua 907 2.2 n.224

Targa Florio 1968 : Il capolavoro di Vic Elford e della sua 907 2.2  n.224 - Amici della Targa Florio
 “ …… «La corsa è ormai decisa … .» Ma giusto in quel momento in sala-stampa arrivò la notizia che Elford stava incalzando con ritmo vertiginoso. Sembrava che quella tremenda calura lo galvanizzasse. La sua azione era irresistibile. Sembrava d'esser tornati ai tempi di Varzi, di Nuvolari o di Moss.
 
Si calcolò che stava guadagnando sulle Alfa ben un minuto e mezzo al giro. L'ingegner Chiti si rese conto a quel punto del pericolo che minacciava le sue macchine. Sull' Alfa di Galli ora c'era Ignazio Giunti, il pilota romano, grande promessa dell'automobilismo italiano.
 
Ignazio si scagliò con una guida puntigliosa e decisa, informato dell'azione incalzante di Elford. Ma quest'ultimo era sempre più minaccioso. All'ottavo giro aveva già superato Casoni e andava alla caccia di Giunti. Ora era ormai a 46 secondi da lui. La folla era ammutolita e meravigliata per il crescendo di quel novello Nuvolari.
 
Al nono giro, Elford prese il comando della corsa. Al box Alfa si passò dall'esultanza allo scoramento. Quel diavolo d'inglese, con quel caldo, faceva follie. Qualcuno si confortò affermando:
«Vedrete che finirà col rompere!». Nel decimo giro la corsa entrò nella fase finale. Giunti tentava una disperata rimonta, ma Elford non mollava affatto. Era davvero scatenato.
 
Si era ormai alla fine. L'Alfa 33 di Giunti arrivò per prima al traguardo, perché, in base all'ordine di partenza, era più avanti della Porsche di Elford. Incontro a Giunti andò Nanni Galli che l'abbracciò.
 
Alle tribune non pochi s'ingannarono che avesse vinto l'Alfa 33. Ma non era così. Bisognava attendere ancora otto minuti per saperlo. Se la Porsche non fosse arrivata entro questo limite, l'Alfa
poteva considerarsi vittoriosa.
 
I minuti trascorsero inesorabili. In breve essi diventarono quattro, poi cinque... I visi di molti alfisti s'andavano già accendendo d'entusiasmo. a ecco, dopo sei minuti e quindici secondi, piombare sul traguardo Vic Elford con la Porsche. La salitella finale fu fatta in ultima strappata. Ma era la fine della corsa.
 
Molto sportivamente il pubblico lo applaudì e Maglioli gli andò incontro. Lo stesso fece Von Hanstein che più tardi si recò al box dell'Autodelta per complimentarsi con l'ingegner Chiti e i suoi piloti dicendo: «In una corsa come questa arrivare secondi è come essere più che primi!»
 
E il «barone di ferro» era sincero. Non recitava una parte di convenienza. Il grande Hushke era un autentico sportivo.
 
Più tardi, con la consueta modestia, Umberto Magnoli disse: «Ero fuori allenamento e non sono andato molto forte. Quello che è andato forte, invece, è stato Elford. Quando vinsi la mia seconda Targa nel cinquantasei, promisi a Vincenzo Florio che avrei fatto di tutto per vincerla una terza volta. Ora ci sono riuscito. Mi dispiace soltanto che lui non sia presente qui con noi. La Targa è meravigliosa ed è la corsa che amo più di tutte!»
 
Si concluse così quell'edizione della corsa siciliana che, a causa dell'infernale caldo sahariano, poté a ben ragione definirsi: una... Targa «africana» …… “.
 
 
(La Leggendaria Targa Florio - Pino Fondi - 1989)
 
 
La foto proposta è un regalo all’Associazione Culturale Amici della Targa Florio da parte dell’Amico tedesco Elmar Sawallich è Lui, immortalato in quella foto, vicino alla Porsche 907 2,2 n.224 di Vic Elford. Lui era il meccanico che curava la 907 del grande Vic ; quella 907 vincerà la gara e passerà alla storia …… delle storie di Targa Florio.

Targa Florio 1968 : L’Alfa Romeo 33 di Nino Vaccarella era una 2,5 .. “Tasmania"

Targa Florio 1968 : L’Alfa Romeo 33 di Nino Vaccarella era una 2,5 .. “Tasmania" - Amici della Targa Florio
“ ..... In quel giorno tormentato dal calore ci fù subito guerra fra Alfa Romeo e Porsche. Come era prevedibile, Vaccarella attaccò subito con la sua “Tasmania”, mentre Scarfiotti gli stava addosso con la Porsche.
 
Al primo giro, però, quest'ultimo vantava 22 secondi di vantaggio su Nino. Il «Professore» non spingeva al massimo e preferiva mantenere la seconda posizione nel secondo giro. Alla fine del terzo giro si fermò al box, secondo il piano di gara, cedendo la “Tasmania” a Schutz.
 
Udo partì dal box deciso ad attaccare Scarfiotti. La sua azione era assai irruenta e intemperante.
 
Cinque chilometri dopo Cerda, nell'affrontare avventatamente un arduo sorpasso, l'Alfa 2500 di Shutz sbandò paurosamente e volò fuori strada.
 
 Il pilota restò incolume, ma la macchina era inservibile. Le raccomandazioni di Vaccarella non erano proprio servite a nulla. Svaniva il suo sogno di vittoria ....”
 
 
(La Leggendaria Targa Florio - Pino Fondi - 1989 )
 
 
Nella foto proposta - regalo all’Associazione Culturale Amici della Targa Florio da parte dell’Amico tedesco .. Elmar Sawallich - la 33 “Tasmania” 2500 cc. del “Professore” Nino Vaccarella ritratta in uno dei suoi veloci passaggi davanti i box di Floriopoli.

Targa Florio 1968 : quella Ferrari 250 LM era bellissima ....

Targa Florio 1968 : quella Ferrari 250 LM era bellissima .... - Amici della Targa Florio

L’Amico di Targa Florio Paul Vestey ci ha fatto un ennesimo regalo. Tratta dal suo archivio fotografico, ci ha inviato una particolare immagine della Ferrari 250 LM, allora di sua proprietà, iscritta in Targa Florio 1968.

 
L’equipaggio era “Paul Vestey - David Piper”. Fu una gara sfortunata. La Ferrari - come documentato dalla foto proposta - si ritirò per un rovinoso incidente, con capottamento, nel corso del 3 giro, dopo aver subito problemi con l’acceleratore, alla conclusione del primo giro, che la costrinsero ad una imprevista sosta tecnica ai box di Floriopoli.
 
La foto la vogliamo commentare in un modo particolare. Con le parole inviateci qualche tempo fà da David Piper sulla pagine di Facebook “IpilotidellaTargaFlorio”, gestite sempre dalla nostra Associazione Culturale Amici della Targa Florio:
 
“ … Una bruto giornata quela Targa Florio lie First lap the throttle cable broke I managed to get the car back to the pits with a fence wire. Second lap the left steering arm came undone hit a big kilometer marker stone capovolta 20m fori strada, Tropo vento il helicoptero non operare apeso una bicieri di grappa con un contadine una “disastro completo”. Amen. …. David Piper -19 March 2010 … “
 
E’ un misto di inglese, italiano e quant’altro. Bellissima testimonianza.
 

Rinnoviamo i nostri ringraziamenti agli Amici  Paul Vestey e David Piper

Targa Florio 1968 : Salvatore (“Totò”) Calascibetta

Targa Florio 1968 : Salvatore (“Totò”) Calascibetta - Amici della Targa Florio
Targa Florio 1968 : Salvatore (“Totò”) Calascibetta è fuori dal Suo “Millino” Abarth 1000S n.96, quell’anno condiviso con Vincenzo Ferlito ed  iscritto dalla Scuderia Pegaso di Palermo.  E’ il  pubblico di Targa che stà  dentro la vettura …Quella  era la Targa Florio ….. un totale connubio tra vetture …. piloti … e pubblico; una “promiscuità” esaltante, viscerale, assolutamente partecipativa.
 
* * *
 
Salvatore Calascibetta, "Totò" as he was nicknamed by family and friends, was a talented hillclimber, touring-car and sportscar driver from Sicily. As an amateur driver he proved to be faster than professional racers in the Targa Florio race, held on the 72 kms Piccolo Madonie road course which was notoriously tough to machinery and men. Calascibetta scored 13 starts in the Targa Florio race from 1960 to 1976, with a best finish of 9th overall in 1963 and in 1971.

He started his career driving small touring-cars in local hillclimbs in the late 1950s.  Calascibetta had his debut in the Targa Florio in 1960, sharing a Osca MT4 with Mario Raimondo.  In 1962 he won his class in the Italian Hillclimb Championship, driving a Fiat 600, and in 1963 he moved to a BMW 700, winning his class in a number of hillclimbs and circuit races.  He was 9th and first of his class in the 1963 Targa Florio, with Giuseppe Virgilio at the wheel of an Alfa Romeo Giulietta SZ.
In 1964 he finished 3rd in the 600  class of the Italian Touring-car Championship in a Fiat-Abarth 595 tuned by Mucera.

In 1965 Totò Calascibetta was signed up as factory driver by team Abarth, working longtime as test-driver. He was 2nd of his class, 14th overall in a Fiat-Abarth 850TC at the Mont Ventoux hillclimb, a round of the European Touring-car Championship. In the 1965 Targa Florio, Calascibetta shared a works Abarth-Simca 1300 Bialbero once again with Giuseppe Virgilio.
 
During the Sicilian race his car stopped beyond Collesano with a broken throttle cable. A family of spectators picnicking nearby offered him refreshments. Calascibetta took a salami sandwich, a swallow of wine and also a string from the family's guitar, with which he repaired the cable well enough to reach the pits.  A lasting fix was made by team Abarth mechanics, Calascibetta restarted at full speed, he and Virgilio eventually finished 10th place overall, first of class. Later in the season Calascibetta and Giuseppe Virgilio in that same car scored another class win, 18th place overall, in the 1000 Km of the Nürburgring.

In 1966 Calascibetta finished 2nd in the Italian Touring-car Championship 1000 cm class, at the wheel of a works Fiat-Abarth 1000TC, behind his team mate Mauro Nesti.
 
In 1968 he campaigned a private small sportscar as the Fiat-Abarth 1000SP, the famous "Millino", in which he scored one outright win in the Nicolosi-Etna hillclimb, a 3rd place overall in the Trapani-Erice hillclimb, and a 7th place in the Coppa Cittá di Enna sportscar race held at Pergusa.
 
In 1969 he went on with his Fiat-Abarth 1000SP being 11th overall, first of his class, in the Targa Florio with Vincenzo Ferlito as co-driver.  An 11th place again in the 1970 Targa Florio, sharing a Ferrari Dino 206S with  Pietro Lo Piccolo. The car had sudden engine problem on the last lap, while running in 7th place, first of class and first of the privateers.

In 1971 Totò Calascibetta was called by Virgilio Conrero who managed the Opel-Italy official team, to drive a works Opel GT 1900 in the Targa Florio, with  Paolo Monti as team mate. After a furious battle against a field of faster Porsche 911's and 914/6's, the duo scored an impressive 2-litre class win, 9th place overall.

In 1973 Salvatore Calascibetta who owned a famous spare parts and repair shop in Palermo, went on racing a 1.3-litre craftmade sportscar CR-CDS 134B. Then he reduced his racing activity. His last issue in the Targa Florio was in 1976, when he shared a Lancia Stratos with "Glenlivet", finishing 12th after suffering mechanical trouble during the last laps.

tratto da :
Internet
 
 
Questo post è dedicato a “Toto” Calascibetta, un nome impossibile da dimenticare. Il nostro GRANDE GRAZIE va all’Amico di Targa Florio Marco Calascibetta.
 

Targa Florio 1968 … con quella Dino 206S …. “svedese” ….

Targa Florio 1968 … con quella Dino 206S …. “svedese” …. - Amici della Targa Florio
Alle Targa Florio ne abbiamo viste di …. tutti i colori …. è proprio il caso di dirlo. Nel 1968 si potè   ammirare una bellissima Ferrari Dino 206S alla quale venne attribuito il n.206.
 
Era iscritta dalla “Bam-Bam Racing Team” e condotta da un equipaggio interamente svedese : Hans Wängstre ed Evert Christoffersson. La vettura era “immacolata”, senza un adesivo sulle fiancate. Ci sono passate tra le mani diverse foto di quella Dino, anche a colori, ma spesso era sfuggito un particolare “coreografico” di quella Ferrrari.
 
Era una particolare livrea quasi “nascosta”, perchè posta su una parte della carrozzeria normalmente non inquadrata, in gara.
 
Una mano di aiuto ce la ha data una foto, scattata ai box di Floriopoli, in un momento di assistenza tecnica e di cambio pilota. Su quella piccola parte di tettuccio di quella Dino, in versione “S”, ecco i colori della bandiera nazionale svedese, con le strisce celesti e gialle ….
 
E quel cofano posteriore aperto ci consente di ammirare la parte del motore a vista e la ruota di scorta, un “accessorio” assolutamente indispensabile, in Targa.  
 
 

Targa Florio 1968 … c’era sempre una TZ1 …una di quelle di Pietro Lo Piccolo …..

Targa Florio 1968 … c’era sempre una TZ1 …una di quelle di Pietro Lo Piccolo ….. - Amici della Targa Florio

Da uno scritto del compianto “palermitano” Pietro Lo Piccolo, grazie al quale, nelle cronoscalate siciliane di quegli anni andati, potevamo anche ammirare una splendida Ferrari Dino 206S :

“ … La Scuderia Pegaso di Palermo, composta da giovani amici tutto fare, vinse per diversi anni il Campionato Italiano Scuderie battendo quelle - più quotate - del nord, che facevano professionismo. Oltre alle cronoscalate siciliane, la passione di tutti noi era quella di partecipare alla Targa Florio ed ogni anno, tre mesi prima, cominciavamo gli allenamenti sul percorso delle Madonie e nei fine settimana ci incontravamo sul luogo e si facevano le trattative per gli accoppiamenti. Alla Targa il mio secondo fisso era Totò Sutera, che non aveva altre alternative per poter partecipare alla gara, e fù sempre così tranne per le “Targa” da me fatte con Ignazio Serse da Trapani col TZ nel 1969 primo di categoria, con Totò Calascibetta nel 1970 con la Ferrari Dino secondi di categoria, con Leandro Terra nel 1971 con la Ferrari Dino della Pescara Corse, ove ci ritirammo per l’emozione di Terra al quale avevo ceduto la guida al terzo giro quinto assoluto …”

Precisazione: Pietro Lo Piccolo scrive : “Alla Targa il mio secondo fisso era Totò Sutera, che non aveva altre alternative per poter partecipare alla gara”. Infatti, “Toti” Sutera ha corso tante, ma tante Targa Florio, ma nelle gare madonite “mondiali” non ha mai gareggiato con vetture di Sua proprietà. A quelle Targa Florio è sempre stato chiamato come “compagno”, e quasi sempre da Lo Piccolo; qualcosa - questo - vorrà dire.

Nella foto: la rossa ( in quell’anno ) Alfa Romeo TZ1 n.126 di Pietro Lo Piccolo e Salvatore Sutera - Scuderia Pegaso di Palermo. La foto è un omaggio del socio Salvatore “Toti” Sutera al sito dell’Associazione Culturale Amici della Targa Florio. Lo ringraziamo di nuovo. A riguardo di quella foto ci piace sottolineare, oltre la TZ1, anche altre presenze : il gruppo di spettatori con le vetture posteggiate alla meglio, sotto l’ombra degli alberi, ….. ed il mulo che pascola tranquillamente, a pochi metri dalla strada. La Targa Florio è stata davvero una gara UNICA !

 

Targa Florio 1968 …. anche una De Sanctis Cosworth tra i “millini” ….

Targa Florio 1968 …. anche una De Sanctis  Cosworth tra i “millini” …. - Amici della Targa Florio
Alle Targa Florio di quegli anni ….. c’erano sempre una infinità di “millini” ….. e lì - non c’è dubbio alcuno - la facevano da padrone i “millini” Abarth … ; tuttavia c’erano anche altri “millini” - pochi, in verità - ed erano “millini romani” …… quelli del costruttore/preparatore Gino De Sanctis ( “Sor Gino”).
Da Sanctis iniziò negli anni ’50, preparando le Fiat 1100 e le Alfa Romeo per i suoi clienti, nella sua officina romana di Via Tevere ......
Avevano una costante, le De Sanctis “sport” di quegli anni di Targa Florio ; la cura molto particolare dedicata alle carrozzerie, sempre dalle linee originali, bellissime …… ci fu un anno che da lontano …… sembravano delle piccole Ferrari Dino 206S ….
La foto ritrae, in quella Targa Florio 1968, la De Sanctis Ford Cosworth di E. Banti - “Gero”; sarà costretta al ritiro per una uscita di strada. Quella Targa sarà ricordata anche per 3 “uscite” irrimediabili ; quella di Ludovico Scarfiotti con la sua Porsche 907 n.230 in prova e delle di Udo Schutz con la A.R. T33/2,5 n.220 e di Banti con la sua De Sanctis.
La foto, bellissima, è stata regalata alla libera fruizione del sito dell’Associazione Culturale Amici della Targa Florio dall’Amico Gabriele Del Castillo; per questo lo ringraziamo.

Targa Florio 1968. L’incidente di Scarfiotti nel corso delle prove.

Targa Florio 1968. L’incidente di Scarfiotti nel corso delle prove. - Amici della Targa Florio
“ …… Il pilota italiano, al volante di una Porsche, è uscito di strada in curva: illeso.
La macchina è andata distrutta, ma domenica Scarfiotti gareggerà ugualmente su un altro esemplare della Casa tedesca. Il miglior tempo (record ufficioso) all'inglese Elford.
Palermo, 3 maggio 1968.
Vic  Elford, il pilota inglese vincitore del Rallye di Montecarlo, ha ottenuto stamane il miglior tempo nelle prove della Targa Florio.
Elford, sulla Porsche tipo «907», ha girato in 36'47"  percorrendo i 72 chilometri del circuito delle Madonie alla media oraria di 117,407 chilometri. Il record sul giro apparteneva allo svizzero Mueller che l'anno scorso, su una Ferrari della Scuderia Filipinetti, aveva compiuto il passaggio più veloce in 37'09" (media km 116,285).
Meglio di Mueller hanno fatto anche lo svìzzero Siffert (Porsche «907», 36'54"), Nino Vaccarella, al volante della nuova Alfa Romeo «33» con motore di 2500 cc (36'56") e il tedesco Stommelen (Porsche «907», 37'08"). Manca il nome di Ludovico Scarfiotti, considerato uno dei favoriti della « Targa ». Scarfiotti ha avuto un pauroso incidente durante il primo giro di prova, rimanendo illeso ma distruggendo la vettura, un'altra Porsche di 2200 cc di cilindrata. Il pilota marchigiano è uscito di strada nella discesa che segue il paese di Collesano, a pochi chilometri dal traguardo di Cerda.
Tornato quasi subito ai boxes grazie all'intervento di uno degli elicotteri di servizio, ha detto: « Stavo andando molto bene. Ad un tratto, mentre ero sul punto di imboccare una curva a sinistra, la leva del cambio è entrata da sola in "folle". La macchina si è messa di traverso, mi sono trovato contro un paracarro e un albero ».
La Porsche ha riportato gravissimi danni alla fiancata destra e al telaio, impossibile ripararla in tempo per la gara, in programma domenica mattina con inizio alle ore 8. Scarfiotti e il collega Mitter correranno su una delle vetture adoperate nel giorni scorsi in allenamento.
 
Si tratta di una macchina in perfetto ordine, le probabilità di successo della coppia italo-tedesca non dovrebbero essere diminuite. L'incidente accaduto a Scarfiotti pone indirettamente in eccezionale risalto l'impresa di Elford. L'inglese era partito da Cerda pochi istanti dopo Scarfiotti. Vista la macchina del compagno sfasciata ai bordi della strada, con il pilota ancora nell'abitacolo, ha fermato la sua Porsche ed è balzato fuori, chiedendo a Ludovico se avesse bisogno dì aiuto e come si sentisse. « Vai, vai - gli ha risposto Scarfiotti - tutto bene ».  Elford solo allora è ripartito. Una sosta brevissima, ma che si può calcolare in una ventina di secondi. Il record di Mueller avrebbe potuto essere battuto in misura ancora maggiore. Rimane il gesto sportivissimo del trentaduenne corridore britannico, che ha ormai abbandonato i « rallies » per le competizioni in circuito o su pista, con risultati altrettanto validi. Le prove hanno confermato la particolare adattabilità delle vetture di Stoccarda alle strade della corsa siciliana. «L'Alfa di 2500 cc - ha detto Von Hanstein, il direttore sportivo della Porsche - non ci preoccupa, anche se è una bella macchina, guidata per di più da Vaccarella ».
Il palermitano, così pratico di questo circuito da guadagnare almeno una trentina di secondi sugli altri piloti, ha ottenuto il terzo tempo.
Ha compiuto i suoi primi giri di assaggio Sandro Munari, che rientra in gara dopo il terribile incidente di Skoplje. Il campione italiano dei « rallies » è anche un «velocista». Correrà con Raffaele Pinto su una «Fulvia Zagato prototipo », mentre il biellese Claudio Maglioli sarà con un medico di Milano, Marco Crosina. Pat Moss, che con Rosadele Facetti costituisce l'unico equipaggio femminile in gara, ha girato in 46'19"; il torinese Sergio Morando, in coppia con Bersano, su un'Alfa « TZ », in 44'28". Domani, per i piloti, giornata di riposo, in attesa della corsa, valevole quale quinta prova di campionato mondiale costruttori. Lavoreranno invece i meccanici: vi sono motori da sostituire, cambi da curare, sospensioni da controllare.
Alcuni dovranno rimettere in sesto anche le carrozzerie, come i meccanici di Latteri e Capuano, due giovani della Sicilia-bene.
Latteri è uscito di strada con la sua Porsche « 910 » (valore della vettura, quindici milioni), rovinando una fiancata.
Ma al via tutto sarà in ordine.

Michele Fenu …
L’articolo è del 04.05.1968 - La Stampa

Targa Florio 1968

Targa Florio 1968 - Amici della Targa Florio
2 Maggio 1968.
Si prepara in Sicilia la Targa Florio la più antica corsa d'auto del mondo.
La Porsche  ha portato quattro vetture, di cui una affidata a Scarfiotti - Oggi le prove ufficiali sul difficile circuito delle Madonie. Quest'anno i siciliani hanno atteso con ansia la Targa Florio. La più antica corsa automobilistica del mondo prenderà il via domenica mattina, aprendo la stagione turistica 1968 dopo il disastroso terremoto di gennaio. La gara attira ai bordi dei 72 chilometri del circuito delle Madonie mezzo milione di spettatori: gli alberghi si riempiono, i « tifosi » arrivano da tutto il mondo, persino dal Giappone. Si spera che sia così anche questa volta. Mancheranno le Ferrari, ma le Porsche e le Alfa Romeo promettono un interessante confronto, con una sfida personale fra Ludovico Scarfiotti e Nino Vaccarella, i due migliori piloti italiani. La Targa Florio dal 1906 costituisce il romantico appuntamento annuale degli appassionati dello sport del volante. Felice Nazzaro nel 1901, si era recato a Palermo per consegnare due vetture Fiat alla famiglia Florio. Nazzaro si fermò a lungo, per insegnare i segreti della meccanica e della guida, e Vincenzo Florio, sportivo d'istinto, si entusiasmò a tal punto che decise di dedicarsi alle auto e alle competizioni. Con la « Targa » cosi chiamata perché il premio, nella prima edizione, era costituito da una massiccia targa in bronzo con incisi fichi d'india e sbuffanti vetture, Florio istituì una corsa da disputarsi su un terreno difficile, duro, atto a imporre e sviluppare particolari soluzioni meccaniche.
 
Nel 1906 in Italia circolavano 3366 veicoli, a Milano e Torino ne esistevano poco più di trecento. La produzione, frazionata in una quarantina di fabbriche, non superava le quattromila unità. Florio scelse per la « sua » gara le strade delle Madonie la catena montagnosa a sudest di Palermo. Il percorso della prima « Targa », per il quale gli esperti del tempo ritenevano che la macchina più adatta dovesse essere una 24 cavalli con telaio corto, si iniziava a Cerda, quasi a livello del mare, saliva ai 912 metri di Caltavuturo, per discendere subito dopo a 826 metri e risaliva a 940 metri a Castellana. Da Castellana, in un alternarsi continuo di salite e discese ritornava attraverso Petralia Soprana, Geraci, Castelbuono e Collesano a Cerda. Quasi 150 chilometri di curve e tornanti, con cunette, salti, tratti dissestati. Era il banco di prova ideale per collaudare sospensioni, freni, cambi.
 
Molti concorrenti arrivarono via mare. Florio, armatore della fiotta Florio e Rubattino, aveva messo a disposizione dei piloti una nave che partiva da Marsiglia, toccava Genova e infine attraccava a Palermo. Vinse. 61 anni fa, Alessandro Cagno, al volante di una Itala. Coprì tre giri del circuito (446 km) in 9 ore 32'22" alla media di 46,738 km orari. I fotografi dovevano lavorare protetti dai carabinieri, per non essere disturbati dai curiosi. La corsa costò a Florio e ai suoi amici 300 mila lire. Oggi il percorso è più corto (ma i piloti devono disputare dieci giri, per un totale di 720 km), l'anno scorso assistettero alla gara 500 fra giornalisti e operatori cinematografici, la media dei vincitori, Stommelen e Hawkins, sulla Porsche, fu di 108,811 all'ora, l'organizzazione costò una cinquantina di milioni. Soltanto 17 delle 55 vetture che avevano preso il via terminarono la « Targa »: il circuito continua ad essere durissimo, logorante per i guidatori (che perdono anche tre o quattro chili in sudore e tensione nervosa) e per le macchine.
 
Negli ultimi due anni si sono affermate le Porsche. Se la Casa tedesca vincerà anche domenica, nella 52' edizione (e sarebbe l'ottavo successo), riceverà la Coppa Florio, istituita in ricordo del fondatore, spentosi nel 1959. E' un riconoscimento particolare, mai assegnato finora, da attribuire al costruttore primo arrivato per tre anni consecutivi. La Porsche ha buone probabilità di conquistarlo. E' arrivata con quattro collaudate vetture tipo «907», di 2200 cmc di cilindrata, e altrettanti equipaggi: Mitter – Scarfiotti , Siffert-Stommelen, Herrmann-Neerpasch e Elford-Maglioli. In assenza delle Ferrari, che quest'anno non prendono parte al campionato mondiale marche, di cui la Targa Florio costituisce la quinta prova dopo Daytona, Sebring, Brands Hatch e Monza, le uniche rivali delle bianche auto di Stoccarda saranno tre Alfa « 33 » di due litri, affidate a Bianchi e Schutz, Casoni e Biscaldi, « Nanni » e Giunti e una con motore di 2500 cmc per Vaccarella - Baghetti ,si tratta dello stesso motore usato da Frank Gardner nelle gare della Coppa Tasmania: costa sei milioni di lire. Oggi, a Cerda, che dista da Palermo una cinquantina di chilometri, si sono svolte le operazioni di verifica e punzonatura delle vetture. Domani, dalle 9,30 alle 15 avranno luogo le prove ufficiali. Alla corsa, che partirà alle 8 del mattino di domenica, prenderanno parte una settantina di concorrenti. Fra essi, anche un equipaggio femminile: Pat Moss e Rosadele Facetti, sulla Fulvia prototipo. Per una volta, la Moss ha abbandonato i rallies per le gare di velocità. Con lei, torna alla Targa Florio un cognome famoso: il fratello, Stirling, vinse nel 1955, con Collins, sulla Mercedes
 

Targa Florio 1968

Targa Florio 1968 - Amici della Targa Florio

Il regolamento internazionale cambiò radicalmente, le vetture sport dovevano essere prodotte in almeno 50 esemplari con un tetto di cilindrata di 5000 cc., mentre per i prototipi la cilindrata massima era fissata a 3000cc. In considerazione a questi cambiamenti Ferrari e Chaparral si ritirarono dal mondiale compreso ovviamente anche alla Targa Florio valevole come noto quale prova mondiale. La Porsche allineava una nutrita schiera di 907/2200 8 cil. affidate a specialisti quali Mitter - Scarfiotti, Elford - Maglioli, Siffert - Stommelen, Harmann . L'Alfa affidava le sue chances a tre 33 di 2000 cc. Per Baghetti - Biscardi, Galli - Giunti, Casoni - Bianchi, e la 33 di 2500 cc. era assegnata a Vaccarella - Schutz. Al via subito battaglia, a contendersi il primato furono subito Scarfiotti e Vaccarella, poi salito il tedesco Schutz sulla macchina di Vaccarella la musica cambiò, la guida irruenta del tedesco, mise fuori uso la rossa Alfa andando a sbattere dopo pochi minuti dall'inizio del suo turno. Intanto anche le Porsche accusavano problemi ritirandosi. In testa restava un'altra Alfa 33, quella di Galli - Giunti inseguita da un'altra Alfa 33 di Casoni - Bianchi e dalla Porsche di Elford - Maglioli attardata da una foratura. Elford che aveva personalmente cambiato la gomma, riprese la guida come un forsennato raggiungendo le Alfa di testa inanellando giri veloci su giri veloci che lo portarono a raggiungere e superare prima Casoni e quindi Giunti che nulla poterono fare per contenere lo scatenato Elford. Vincitori della gara Elford - Maglioli in 6 ore 28' 49" alla media di 111,111 km/h suo anche il giro più veloce e nuovo primato in 36' 02" migliorandolo di oltre un minuto. Secondi classificati Giunti - Galli su Alfa a meno di tre minuti, terzi Casoni - Bianchi sempre su Alfa.

TARGA FLORIO 1969

53a Targa Florio

Si annuncia un festival Porsche, lo stesso Ferdinand Porsche in persona era giunto in Sicilia per assistere alla corsa, allineava ben 6 modelli 908 3000 cc. e se non bastasse anche 3 esemplari 907. I piloti erano i migliori del parco Porsche distribuiti in accoppiate agguerritissime: Mitter - Schutz, Larrousse - Lins, Redman - Attwood , Elford - Maglioli per citarne alcuni. Niente Ferrari al via, solo qualche Alfa romeo, una 2000cc. per Galli - Giunti , e una 2500 cc. per Vaccarella - De Adamich. Fu un dominio Porsche con la coppia Mitter - Schutz, primi al traguardo in 6 ore 07' 45" alla media di 117,649 km/h, secondi Elford - Maglioli con il giro record in 35'08" terzi Herman - Stommelen

Targa Florio 1969 ... quella Lola ... 36 chilometri su ... tre ruote ...

Targa Florio 1969 ...  quella Lola ... 36 chilometri su ... tre ruote ... - Amici della Targa Florio

“ ... Il forte Herbert Muller, in coppia con Jo Bonnier, con la sua Lola T70, ha compiuto ben 36 chilometri con una gomma forata, non potendola sostituire con i mezzi di bordo e, giunto ai box e poi ripartito, si doveva ritirare per avaria alla sospensione ...”

(“Auto Italiana” - 15 maggio 1969)

La foto ritrae esattamente quella mastodontica Lola T70 MK3B Chevrolet della elvetica Scuderia Filipinetti, con alla guida Muller, nella zona del misto veloce tra la fine del rettilineo di Buonfornello e Floriopoli. La gomma della posteriore sinistra è visibilmente “andata”. La spendida Lola, ad andatura relativamente lenta, viaggia - ormai- direttamente sul cerchione. E’ una immagine quasi surreale - una Lola T70 che passa davanti un canneto di campagna siciliana - che ritrae una delle tante, infinite storie di Targa Florio

Targa Florio 1969 ... è “guerra totale” tra i preparatori dei 911 ....

Targa Florio 1969 ... è  “guerra totale”  tra i preparatori dei 911 .... - Amici della Targa Florio

“ ... Palermo - Escluso Bonomelli. A seguito di un reclamo presentato dal concorrente-conduttore Everardo Ostini (Porsche 911), classificato 11° assoluto contro la regolarità della Porsche 911 di Ennio Bonomelli, classificata 10^ assoluta, e 1^ della categoria gran turismo, si sono effettuate a Palermo le verifiche tecniche su entrambe le vetture. La Porsche 911 di Bonomelli-Guzzi è stata esclusa dalla classifica per irregolarità tecniche (bilancieri non conformi alla fiche di omologazione) e pertanto la Porsche 911 di Ostini-Nomex passa 10^ assoluta e prima della categoria gran turismo ...”

(“Auto Italiana” - 15 maggo 1969)

Anche quell’anno c’era un parco partenti - di Porsche 911 - veramente notevole e fortemente competitivo. Alcuni beneficiavano di motorizzazioni di fatto curate dalla “casa” (Ostini - Nomex); altri si erano presentati come “preparatori in proprio” (Bonomelli - Guzzi). Nell’ambiente, già sin dalle prove, pare girassero strane voci su quella 911 di Bonomelli. Fatto sta che dal Team ufficiale della Porsche, nonostante focalizzassero le loro attenzioni sui loro 908.2, avvertirono i “privati” dei 911 con motori “casa” ... di stare tranquilli ... : “lasciatelo andare, Bonomelli, e se Vi dovesse passare in tromba, eventualmente ci pensiamo noi“. Bene, le cose andarono così, per racconto diretto di uno dei “protagonisti” : per tutta la gara, quella “Bonomelli” girò come “nascosta”, nell’ombra .... ma all’ultimo giro pare che Ostini subì da quella 911 Bonomelli un sorpasso assolutamente incredibile, di pura potenza, “andandosene” come un razzo. Si concluse la gara, Ostini raccontò l’episodio ai tecnici della Squadra Porsche. I giornali dell’epoca riferirono di quel reclamo presentato da Ostini. Nella realtà il reclamo venne - di fatto - formalizzato dal Team Porsche che ..... non poteva certamente digerire che un preparatore “privato” avesse dato la polvere ai propri motori “casa”. Quella 911 di Bonomelli, in buona sostanza, pare fosse più un Carrera 6 ..... (bielle, pistoni) ...... che un 911 .... Anche questa è storia di Targa Florio. Da quella gara, giusto o sbagliato che fosse, sulle vetture di Bonomelli, alla Targa, se ne dissero di tutti i colori.

Nella foto la 911 di Ostini - Nomex.

Targa Florio 1969 ... quei deleteri svolazzanti giornali ...

Targa Florio 1969 ... quei  deleteri svolazzanti giornali ... - Amici della Targa Florio

“ ... La Lancia e Cesare Fiorio, suo Direttore Sportivo, erano molto contenti del risultato ottenuto dalle spyder HF 1600, terminate appena pochi giorni prima della gara. La numero 238 di Munari/Aaltonen è stata a lungo in sesta posizione assoluta, tallonata dalla numero 232 di Maglioli/Pinto. Poi una foratura ed una “cotta” hanno limitato le prestazioni delle piccole spyder ...”

(“Auto Italiana” 15 maggio 1969)

La foto ritrae la Lancia Fulvia HF F&M Special n.232 esattamente nel momento in cui imbocca la curva a sinistra alla fine e del breve rettilineo di fronte la Stazione di Cerda. Floriopoli è soltanto a pochi metri. Quel maledetto svolazzante giornale andò a stamparsi - coprendolo quasi interamente - proprio sul radiatore, mandando arrosto il motore. Anche queste sono storie di Targa.

Targa Florio 1969 .... un handicap in più ... per la “più piccola” in gara ...

Targa Florio 1969 .... un handicap in più ... per la “più piccola” in gara ... - Amici della Targa Florio

“ ... La più piccola in gara era la Racer Bertone di Fusina/Re. I due piloti hanno terminato con gli occhi stralunati, a furia di guardare continuamente nello specchietto retrovisore per agevolare i sorpassi degli altri ...”

(“Auto Italiana” 15 maggio 1969)
 
La foto è di quella Bertone Racer Fiat. Concluderà comunque ben 7 dei 10 giri previsti.

Targa Florio 1969 .... una donna ... pilota ai box ? Impossibile ! ....

Targa Florio 1969 .... una donna ... pilota ai box ?  Impossibile ! .... - Amici della Targa Florio

... Un funzionario delle Forze dell’Ordine voleva cacciare dai box Gabrielle Konig che gareggiava con il marito Mark con la Nomad Spyder - anche se munita di regolare contrassegno - perchè, a suo parere, si trattava di un biglietto falso, non potendo essere vero che una donna corresse in gara. Quando gli è stato spiegato come stavano le cose, ci è rimasto molto male ... “

(“Auto Italiana” del 15 maggio 1969)

L’immagine che proponiamo è di quella bellissima Nomad Mk.2 BRM N.252 di Mark e Gabrielle Konig. Alla Targa gli spettatori li chiamavano, affettuosamente, “i Konig”. Sulle strade di Targa le immancabili scritte di vernice bianca ... spesso “contro” i temibili “avversari” di sempre ... le Porsche

 

Targa Florio 1969 ..... soltanto alle Targa Florio potevano accadere certe cose

Targa Florio 1969 ..... soltanto alle Targa Florio potevano accadere certe cose - Amici della Targa Florio

Armando Floridia, Lui che è stato anche un vincitore assoluto di Targa Florio nell’edizione del 1976 in coppia con Eugenio Renna( “Amphicar” ), a distanzadi tanti anni ci ha raccontato una storia che ha dell’incredibile.Ma la cosa pià incredibile, per chi ha raccolto quella storia, è stata, in realtà, l’assoluta naturalezza con la quale Armando Floridia ( “Ypsilon1” ) la ha raccontata, come fosse una cosa del tutto “normale”.Nell’occassione della Targa Florio del 1969, a turni di prova ufficiali praticamente ultimati per la Sua 911S, venne chiamato in disparte dai dirigenti del Team Porsche …… ; avevano un “particolare” problema da risolvere, e con una certa urgenza, …… ma erano in evidente difficoltà….. Il grande Vic Elford era “uscito” - in prova - con la Porsche 908.2 T/CAR ….. aveva praticamente distrutto l’avantreno per un non previsto incontro ravvicinato con un albero ….. La 908.2 T/CAR - con Vic da recuperare prontamente - era destinata a restare lì per il resto delle prove ufficiali ….. e l’esperienza di Casa Porsche diceva che in quel non breve lasso di tempo ben poco sarebbe rimasto della 908.2 ……… forse solo il telaio … La sfrenata passione dei siciliani per i “cimeli” di Targa era, infatti, proverbiale. Allora ecco che la - nascosta ma esplicita - proposta “indecente” viene formulata dai Dirigenti della Squadra Porsche ad Armando Floridia, allora Concessionario Porsche di Palermo …… sentite …. sentite …… anzi, leggete … leggete …

““Esci di nuovo col Tuo 911S, simula un altro - per Te ancora possibile - giro di prova, “imbarca” di nascosto in macchina un nostro meccanico e lascialo sul posto dell’incidente perché possa fare il “guardiano” a quella 908.2 T/CAR”” . Armando Floridia non ebbe nemmeno il tempo di capire esattamente cosa gli stessero proponendo che …… il meccanico Porsche si era già “coricato” dentro la Sua 911S, alle spalle dei sedili anteriori ( e tutti sappiano benissimo quale sia lo spazio utile nei sedili posteriori di una 911 …..), meccanico che era stato meticolosamente nascosto sotto un telone ….. E’ del tutto chiato che non c’èra alcuna possibilità di manifestare il proprio dissenso … con lo staff ufficiale Porsche …… Armando, quindi, partì dal box di Floriopoli con l’imprevisto “ospite” …. ad andatura “prudente”, anche perché quel 908.2 T/CAR era lontano, lungo il “Piccolo” ; …. .. la parte posteriore dell’abitacolo di quel 911, già angusto di suo, era stato alleggerito all’osso, e ad ogni curva, dosso, sobbalzo del 911, quel meccanico prendeva botte da tutti i lati, lamentandosi in tedesco …… una situazione grottesca …. ma Vi immaginate la scena ? ….. Dopo qualche chilometro il meccanico iniziò ad avere anche seri problemi di respirazione, sotto quel telone …… al punto che, non potendone più, e senza che Armando se ne accorgesse, iniziò a sollevare la testa da sotto quell’asfissiante telone… cercando “aria” ….. disperatamente …. Il pubblico, intanto, lungo il “Piccolo”, …. attenzionava quella 911S n.70 per la sua andatura “stranamente” lenta, pensando avesse problemi tecnici …. ma oltre al pubblico questa attenzione venne prestata anche da alcuni commissari che si accorsero di quella “presenza” non ammessa ….. E per Armando Floridia, a Caltavuturo, venne esposta la bandiera di STOP. Si fermò e venne a galla “l’inghippo” …… La situazione era critica… Armando Floridia farfugliò qualche giustificazione ….i commissari verbalizzarono il tutto e segnalarono la inevitabile squalifica alla Direzione Gara. Armando Floridia era disperato. Ebbene, sapete come finì la storia ? Il Team Porsche intervenne immediatamente con tutta la sua “forza contrattuale” ….. risultato ? Squalifica revocata ! Irritualmente commutata in ammenda pecuniaria ! E secondo Voi quella “ammenda” ……. la pagò Armando Floridia o il Team Porsche ? Questa storia, assolutamente vera, in quel 1969 non la poteva scrivere NESSUNO ; ……. ce la poteva raccontare, dopo tutti gli anni trascorsi, soltanto un Amico di Targa Florio come Armando Floridia ….. e per questo lo ringraziamo di cuore. A proposito, per concludere, non fù fortunata la partecipazione di quella 911S n.70 a quella Targa 1969 ….. nel corso del primo giro la Porsche 911S n.76 di Claude Haldi e Jacques Rey ruppe il motore riversando sulla strada qualcosa come 12 chili di olio ……. Armando arrivò subito dopo proprio su quella pozza di olio e …… tirò dritto …… riuscì a riprendere … con il braccetto della sospensione piegato ….. arrivò a Floriopoli concludendo un giro e fù costretto all’inevitabile ritiro.

Armando Floridia ci onora di essere componente – nonchè socio fondatore – di questa Associazione Culturale Amici della Targa Florio

 

Targa Florio 1969 ….. la Squadra Porsche vince a mani basse.

Targa Florio 1969 ….. la  Squadra Porsche vince a mani basse. - Amici della Targa Florio
Promenade tedesca sul piccolo circuito delle Madonie anche nel 1969.
 
Dieci parole, quante ne può contenere un flash d'agenzia di stampa o del Telegiornale Sport, sono sufficienti per sintetizzare l'antichissima corsa siciliana, prova valida per il Mondiale Marche, a commento dell'arrivo trionfale della vettura n.266, il prototipo Porsche « 908 », affidato al gigante Schutz e al compianto Gerhard Mitter, dominatori appunto della 53' edizione. Ben quattro bianche Porsche piazzate ai primi i quattro posti della classifica generale, una dietro l'altra come le innumerevoli lampadine multicolori che si inseguono di notte, nelle reclame luminose di Piccadilly Circus o Las Vegas per voler fare un esempio.
 
Nell'epilogo, Porsche,  Porsche e ancora Porsche: una supremazia schiacciante che già, a priori, ti inquadra chiaramente la situazione, ti aiuta, altresì, ad avere un quadro ben delineato di come si sia svolta la corsa. Gli antagonisti notevolmente distanziati o costretti ad abbandonare anzitempo il tracciato di gara per evidente inferiorità o per « avaria» del proprio mezzo meccanico. In trecentomila si erano dati appuntamento nei posti più ameni del circuito, nelle tribune di Cerda e sul rettilineo di  Bonfornello con nel cuore la speranze di vedere primeggiare il «preside volante» Nino Vaccarella, profondo conoscitore dei mille segreti della Targa di
don Vincenzo Florio.
 
L'Alfa Romeo «33» di 2500 cc., considerata dai più come un jolly prezioso per operare un tentativo d'«arresto» della supremazia tedesca, però al sesto giro, mentre era alla guida il triestino Andrea de Adamich, era costretto al ritiro sospinta dai meccanici e uscendo, quasi a testa china dal sipario, per la rottura del motore.
La Porsche, senza fame mistero, con uno squadrone agguerrito, con un lavoro d'equipe meticoloso e preordinato sino all'esagerazione, era scesa in Sicilia per proseguire indisturbata la serie di successi per motivi di prestigio, di mercato e di pubblicità.
 
Perfino Ferry Porsche presente a Floriopoli, in occasione del nono assoluto nella Targa Florio. Ma è bene rivedere i principali fotogrammi inerenti al ruolino di marcia dei vincitori  Mitter-Schutz.
Già al secondo giro, Mitter migliorava il record di Elford sul giro, siglando un 35'27"5 e dopo 72 Km. ancora, la Porsche «908» balzava come un felino in testa, inseguita da Hermann-Stommelen.
Al quarto giro sfilava «leader» Schutz che nel frattempo, secondo regolamento, aveva dato il cambio al compagno Mitter. Via via i nostri due protagonisti figuravano sempre più saldamente al comando con a ridosso, intervallate fra loro, altre Porsche,  quelle cioè di Redman-Attwood, Hermann-Stommelen, Elford-Maglioli.
 
Capofila sempre la 908 n.266 che al settimo giro marciava speditamente con un vantaggio di circa cinque minuti. Sul traguardo sfrecciava così la coppia Mitter-Schutz. Si dovevano attendere tre giri completi della lancetta dei secondi per vedere concludere la fatica ad Elford-Maglioli, Hermann-Stmmelen e Wendt-Khausen.
 
Al quinto posto Pinto - Alberti su Alfa Romeo «33» aveva il grande merito di spezzare la monotonia Porsche che però riprendeva tosto con le «907» di Dechenf-Koch e Manfredini-Selva, rispettivamente sesti e settimi in graduatoria finale. Sulla terrazza dei boxes, poi, con quell'afa insopportabile, fiumi di champagne e alloro per i vincitori Mitter-Schutz che non si stancavano di ripetere che era stato troppo facile vincere in casa. ….... cioè sul circuito della Targa Florio, ormai decisamente da considerare  “proprietà privata” della Porsche !
 
Vincenzo Bajardi - Maggio 1970 …… “
 
Nella foto proposta, la 908.2 vincente ; la n.266 di Mitter - Schutz che, superato il rettifilo lungo la Stazione di Cerda e la veloce curva a sinistra in prossimità del Bivio Sciara, si invola verso Floriopoli.

Targa Florio 1969

Targa Florio 1969 - Amici della Targa Florio
Vigilia calma della Targa Florio, appena venata da un filo di polemica. Ieri Brian Redman, che con Attwood ha una delle sei Porsche « 908/2 », è finito contro un muretto. L'inglese non ha portato a termine il giro né ha più provato. Ora, un articolo del regolamento dice: « Ogni conduttore dovrà effettuare almeno un giro di prova sull'intero percorso per essere ammesso alla gara ». In teoria, Redman non dovrebbe partecipare alla corsa di domani, e quindi le Porsche rimarrebbero in cinque. Ma diciamo in teoria, perché chi si sentirebbe di dare un dispiacere, anche piccolo, a Ferry Porsche, giunto stamane a Palermo per assistere al trionfo delle sue vetture? Alla Casa tedesca oggi erano tranquillissimi. Si limitavano a dire: « Pensiamo che nessuno voglia fare reclami, Redman conosce benissimo il tracciato, l'ha fatto più volte per conto suo, e non è certo l'ultimo arrivato ». Argomentazione valida, in effetti, anche se gli articoli del regolamento, se ci sono, devono pur servire a qualcosa. Comunque rientra nelle possibilità dei commi ssari sportivi interpretare con buon senso le norme e pare che l'opinione generale sia di ammettere Redman alla Targa. Sei Porsche in gara, quindi, con Eflord - Maglioli, Mltter - Schutz, Herrmann-Stommelen, Von Wendt-Kaushen, Larrousse-Lins e, appunto, Redman-Attwood.
Corre voce che la Casa tedesca intenda portare sul traguardo di Cerda, in parata, tutte (o quasi), le sue vetture. Un'idea ambiziosa, che Vaccarella e De Adamich, sull'Alfa 2500, e i giovani Giunti - Galli, sulla « 33 » due litri, cercheranno di mandare in fumo, un'impresa difficile. Soltanto loro, e lo svizzero Muller sulla Lola T 70 di 5000, potranno impegnare lo squadrone Porsche.
 
Archivio La Stampa

TARGA FLORIO 1970

TARGA FLORIO 1970 - Amici della Targa Florio

Il campionato marche si suddivide in undici gare distribuite fra Stati Uniti ed Europa in un arco di tempo che va dal 31 gennaio («24 Ore » di Daytona) all'1 ottobre (« 1000 Km» d'Austria). Nessuna prova, per quanto ricca di interesse e di spettacolo, ha il fascino della Targa Florio, ultima favolosa e persino anacronistica superstite delle competizioni sorte ai primordi dello sport del volante e dello stesso automobilismo. E' l'unica corsa « mondiale » che si disputi fuori da un autodromo, sulle incantevoli ma logoranti strade delle Madonie, ogni giro (e domani ne sono in programma undici) 72 km dal mare alle montagne e ancora al mare, in un paesaggio pittoresco, fra la corale, fin troppo entusiasta partecipazione di centinaia di migliaia di spettatori. Come succede da qualche anno in qua, la Porsche è la favorita della gara. La Casa tedesca, con nove successi, è la marca che ha vinto più di tutte in Sicilia. Essa crea una versione particolare per la Targa, il che, logicamente, finisce per agevolarla e portare affermazioni in massa. Stavolta i tecnici di Stoccarda hanno ideato la « 908 MK3», una sport prototipo di 3000 cmc dalle esasperate caratteristiche, con carrozzeria in resina spugnosa, telaio in tubi di alluminio e dischi dei freni perforati sulle superfici di attrito. Ve ne sono quattro, affidate a Rodriguez - Kinnunen, Siffert - Redman, Elford-Herrmann, Attwood-Waldegaard. Nelle prove di giovedì, il tempo migliore è stato della « 908 MK 3 » di Siffert, che ha compiuto un giro in 34'10", alla media oraria di km. 126,439, seguito dal compagno di squadra Elford in 34'37". I due dicono: « E' uno spider maneggevole, che non stanca. La posizione di guida avanzata non crea problemi. La potenza del motore, circa 400 cv, comincia a venir fuori oltre i 5500 giri ». L'unico dubbio è questo: le vetture non saranno fin troppo leggere? Terranno sino in fondo? Il dubbio è anche la speranza delle avversarie: della Ferrari, scesa in Sicilia con una sola « 512-S » per Vaccarella e Giunti, e dell'Alfa Romeo, che allinea le sue « 33. 3» con De Adamich - Courage, « Nanni » Galli - Umberto Maglioli e Gregory - Hezemans. Vaccarella ha compiuto un eccellente exploit giovedì, girando in 34'46" malgrado il tempo perso nel sorpasso di una Porsche e nel disgraziato episodio con Masten Gregory (l'americano correrà con un «muletto» di allenamento, perché la vettura uscita di strada non è stata riparata in tempo). Ma anche se piccola ed eccezionalmente compatta per essere una sport di cinque litri, la « 512-S » non è, sulla carta, la macchina per la Targa. Se riuscisse a sconfiggere lo squadrone Gulf-Porsche, sarebbe impresa davvero memorabile. « E' una fatica guidare su queste strade — ammette Giunti —. Dopo un po', le braccia sono percorse da fitte e, magari inconsciamente, non riesci a tenere il ritmo ». Stasera, poi, si è aggiunto l'imprevisto di una infreddatura accompagnata da violenti brividi di febbre che ha colpito il pilota. Ignazio si è messo a letto verso le 19, dopo essersi imbottito di medicinali. « L'altro giorno sono rimasto fermo lungo il circuito per due ore. Ero sudato ed ho preso freddo. Adesso mi sento come se avessi ricevuto un mucchio di botte. In ogni caso, penso domani di poter correre ». Per ironia della sorte, anche Vaccarella non è proprio a posto: lo tormenta un dolore ad una spalla, ed ha dovuto passare il pomeriggio sotto le mani di un’ affidabile massaggiatore. Non sono premesse liete per l'avventura del duo di Maranello alla Targa; comunque, se, come sembra questa notte probabile, scenderanno in pista, faranno il possibile e l'impossibile per portare qualche punto alla classifica della Ferrari nel campionato mondiale. La nostra marca, dopo quattro prove, ha 21 punti contro i 33 della Porsche. Le Alfa, invece, sono alla ricerca di una prestazione che rischiari un po' l'orizzonte dopo la deludente « 1000 Km » di Monza. Alla corsa prenderanno parte un'ottantina di auto. Fra queste anche un'Abarth 3 litri con Merzario-Ortner (la Casa torinese ha rinunciato a schierare l'altra vettura, rimasta danneggiata in un incidente nelle prove di giovedi, ed ha rispedito a casa Mario Casoni, responsabile dell'uscita di strada) e le Fulvia 1600 HF di Maglioli-Munari e Ballestrieri-Pinto, queste ultime iscritte nella categoria Gran Turismo.

 

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Targa Florio 1970

La Targa tocca il culmine della valenza sportiva . Non si può trovare nelle edizioni passate e successive una analoga ricchezza di nomi e marche. Tre case impegnate nel Campionato del Mondo scendono in forze senza lesinare uomini e mezzi eccezion fatta per la Ferrari che impegna solo una 512 S potente e velocissima ma inadatta alle tortuosità siciliane. L'Alfa Romeo schiera le 33 ufficiali, la Porsche le nuovissime 908/3. Le prove avevano annunciato una gara da leggenda, i tempi fatti segnare in prova frantumavano tutti i record precedenti .
La 54° Targa Florio viene vinta dalla coppia Siffert - Redman su Porsche
in 6h 35'30" alla media di 120,151 km/h, secondi la coppia Rodriguez - Kinnumen anch'essi su Porsche, terzi Vaccarella - Giunti su Ferrari

Targa Florio 1970 .. quel “tormentone” del “rosso Porsche” per le TCAR

Targa Florio 1970  .. quel “tormentone” del “rosso Porsche” per le TCAR - Amici della Targa Florio
Gli Amici dell’Archivio Storico della Porsche di Stoccarda ci hanno inviato una rara foto che ritrae la Porsche 917K (ex Salzburg) utilizzata sulle strade del “Piccolo” nel corso delle prove private del mese di Marzo 1970 (la gara si sarebbe svolta nel maggio 1970 ); la 917/K appare ferma, nell’area di un distributore di benzina. Di quella vettura non è stata sin qui ritrovata alcuna foto a colori, ma gli appassionati hanno sempre “saputo” che la sua colorazione, come del resto quella delle altre TCAR 908/3 nell’occasione “scese” in Sicilia, era rosso, verosimilmente un “rosso mattone opaco”.
Secondo certe “leggende” quella colorazione sarebbe stata “scelta” al fine di rendere simili le “tedesche” TCAR Porsche alle vetture “italiane” Ferrari o Alfa Romeo, onde evitare “boicottaggi vari”, al loro passaggio, da parte dei “locali” ……
Abbiamo quindi chiesto, direttamente a “Casa Porsche”, conferme o smentite. Così ci hanno risposto gli Amici tedeschi :
 
” …. omissis ……. According to the red colour of the testing 908/3 and 917 in 1970, I asked  Klaus  …..  omissis …….  and he told me the story :
 
The police in Sicily wanted  that the testing Porsches will have this colour to be safer on the street.
 
Just for safety, not  about  red  according to Ferrari or Alfa.
 
The Gulf sticker came on the car because of the sponsor Gulf and there was a Gulf filling station in the area where they tested the car at Sicily.
 
So that's the true story, quite simple.
 
Jens ….”
*   *   *
“ …. omissis ….  In merito alla questione del colore rosso utilizzato per  i  test  delle  908/3  e  917 nel 1970  ho chiesto informazioni a  Klaus …… omissis.. che mi ha raccontato la storia:
 
La polizia in Sicilia ha voluto che le TCAR della Porsche avessero quel colore per essere più “sicure” sulla strada.
 
Solo per motivi di  “sicurezza”, quindi, e non per essere simili alle rosse  Ferrari o Alfa.  
 
Gli adesivi della  Gulf sono stati apposti  sulle vetture  per  lo sponsor  Gulf  ed  era  presente, nella zona,  una stazione di rifornimento della Gulf , utilizzata come  “base” per i test delle auto in Sicilia.
  
Quindi questa è la storia vera,  molto semplicemente ….

Jens … ”
 
*   *   *
 
Un grazie, quindi, agli Amici di Targa Florio  Jens e Klaus ; speriamo di non sentire più in giro storie di presunti “boicottaggi” vari per le vetture della Porsche in prove libere ……..
 
Ed a ben pensarci, anche se col senno di poi, ma che motivo avrebbero avuto - in Casa Porsche - di “mascherarsi” da  italiane  Ferrari  o  Alfa,  utilizzando - poi - quell’improbabile   tipo di rosso opaco, il luogo dei brillanti rossi Ferrari o Alfa ?  
 
Fù, quindi, “the police in Sicily” a chiedere espressamente alla Porsche quella colorazione sulle "test car" che avrebbero girato a circuito aperto, perchè quei “fulmini” fossero ben visibili per i “comuni guidatori di ogni giorno” ..... ma forse anche per tutte le Forze dell'Ordine che ...... saranno state ben allertate ....
 
 

Targa Florio 1970 ( 13 Marzo ) : Arriva la “spedizione” Porsche ……….

Targa Florio 1970 ( 13 Marzo ) :  Arriva la “spedizione” Porsche ………. - Amici della Targa Florio
Foto molto particolare. E’ una vera “rappresentazione teatrale” …… A Cefalù stanno in tantissimi … lì davanti ….. ad assistere all’apertura dei portelloni dei “Van Porsche” …. meraviglie …..   in “prima assoluta mondiale” ….. i nuovi - ancora grezzi - prototipi 908.3 ……; la Sicilia … la Targa Florio, allora, erano ….. l’ombelico del mondo ……. Ma la cosa particolare, se notate, è una : si vede chiaramente quella 908.3 ibrido ….. al primo piano …. ma intanto tutti stanno osservando quello che sta …. giù …….
 
* * *
 
“ ….. Cefalù, 13 Marzo 1970 - La Porsche, come un orologio svizzero : la spedizione in Sicilia sul filo dei secondi, secondo un piano d’azione meticolosamente stabilito a Zuffenhausen, a due passi da Stoccarda.
 
Nella mattinata di ieri - con un sole caldo che ha fatto impazzire di gioia una comitiva di turisti findaldesi - sono arrivati in avanscoperta i piloti Vic Elford , Leo Kinnunen e Rudi Lins, che si sono subito portati sul circuito della Targa Florio, su “muletti” 911.
 
Ma alle quattro del pomeriggio, via Messina, sono arrivati nel piazzale prospiciente l’Hotel Santa Lucia due enormi van /camion. I meccanici si sono ritirati nella proprie camere e dopo un quarto d’ora esatto sono ridiscesi, dopo avere fatto doccia e barba, indossando le caratteristiche tute color gianduia. E subito al lavoro !
 
Hanno aperto le enormi portiere per scendere a terra le vetture : due Porsche 914, una 917 e ben due nuovissimi prototipi 908, novità assoluta mondiale …. “.
 
( Il Giornale di Sicilia - Vincenzo Bajardi)

Targa Florio 1970 ... l’equilibrista Laine, col 908/2, ... su tre ruote ......

Targa Florio 1970 ... l’equilibrista Laine, col  908/2, ... su tre ruote ...... - Amici della Targa Florio
In effetti è passato qualche mese dal giorno in cui chiedemmo all’amica Esa Illoinen di fornirci notizie e particolari inediti su quella davvero incredibile performance del compianto Hans Laine, che con la sua Porsche 908.2 del Team finnico A.A.W. (Antti Aarnio-Wihuri) aveva percorso parecchi chilometri di Targa Florio 1970, in gara, soltanto su tre ruote.
 
Esa Illoinen è una nostra amica; una giornalista/scrittrice finlandese di automobilismo sportivo, collaboratrice di riviste specializzate del settore, che è venuta a trovarci in Sicilia, sul “Piccolo”, nell’occasione della presentazione, a Mazara del Vallo, da parte di Casa Porsche, degli ultimi modelli Boxster.
 
Questo Lei ci scrisse, dopo quella “visita”, riportando direttamente le memorie di Hannu Kahi, in quel 1970 Team Manager della A.A.W. ( nostra traduzione dall’inglese ). 
 
“ ... Quando abbiamo raggiunto il Circuito dalla vicina autostrada ( nota : Esa, con un altro giornalista finlandese, era “fuggita” da Mazara del Vallo, con un boxster consegnato loro in prova, per una veloce visita sulle strade del “Piccolo” ), mi ha sorpreso quante curve è stato necessario percorrere prima di raggiungere Floriopoli. Così Hans Laine, nel 1970, ha davvero dovuto lavorare sodo per ritornare ai box su tre ruote !
 
Questo è ciò che è accaduto nel 1970 : - Laine si imbattè in una foratura, con sgonfiamento non istantaneo della gomma, a Campofelice, o poco prima. In tal modo il pneumatico anteriore destro, afflosciandosi lentamente, causò sempre maggiori vibrazioni nella ruota, al punto che il dado della ruota stessa si allentò. E poco prima che il dado venisse espulso fuori dalla sua sede, liberando la ruota, Laine giunse sul lungo rettilineo (nota : è Buonfornello, per i non conoscitori dei luoghi).
 
In quel frangente non fù difficile trovare un punto di equilibrio per la vettura sulla strada, perché c’era la possibilità di tenere sollevata la parte anteriore della vettura stessa grazie a quella alta velocità. Quando per Laine, poi, arrivarono le curve alla fine del rettilineo - così lui ha riferito - tutto andava bene per le curve a destra, ma non per quelle a sinistra, ove era un po’ complicato …
 
Tuttavia, secondo il Team Manager della Squadra AAW che era presente ai box, il danno fù limitato. Non ebbero necessità di cambiare il disco, soltanto leggermente graffiato.
 
Ciò che invece causò realmente ritardo nel pit-stop fù il fatto che il Team non disponeva, al momento ai box, di una ruota di scorta. Quando la macchina apparve improvvisamente da dietro la curva su tre ruote, il Team Manager Kahi si fiondò sul retro del box verso uno dei camion della Squadra per recuperare una ruota, e fù lì che si perse del tempo. Kahi ritiene che sarebbero finiti secondi senza tutto quel ritardo ... “.
 
Quella bellissima foto proposta fù scattata a Floriopoli, il giorno delle prove, dall’allora mio compagno di liceo Vittorio Viola. Quella è esattamante la Porsche 908/2 n.18 del Team AAW, affidata alla coppia Hans Laine e Gijs Van Lennep; alla fine sarà 4^ assoluta. Per tanti anni sono rimasto col dubbio di chi potessero essere i personaggi protagonisti di quella foto. La conferma ce la ha data, dopo decenni, Hannu Kahi dalla Finlandia, tramite l’amica Esa : alla guida della 908/2 c’era proprio il compianto Hans Laine; fuori dalla Porsche, con il casco in mano, lo stesso Kahi, Team Manager AAW.
 
Grazie agli amici di Finlandia Esa Illoinen ed Hannu Kahi, e grazie a Vittorio Viola, socio dell’Associazione Culturale Amici della Targa Florio, per la sua splendida foto.

Targa Florio 1970 .... quel “diavolo” di un Courage .....

Targa Florio 1970 ....  quel  “diavolo” di un Courage ..... - Amici della Targa Florio
“ ... Spettacolo Courage. Tutti avevano qualche problema, i piloti dell’Alfa. Chi voleva le ruote piccole, chi quelle grandi. Maglioli poi faceva impazzire con i rapporti al cambio. Solo Lui, Piers Courage, sorrideva e basta. Per Lui, " tutto bene " . E in tre giri ha fatto il record in prova dell’Alfa ( quarto tempo assoluto della vigilia ), a soli 55’’ da Siffert ! ... “
 
(“Autosprint “ - maggio 1970)
 
E guardate che quella performance di Piers Courage, alle “prove” della Targa, ce la ritroviamo - e questo è davvero incredibile - accuratamente descritta nel suo palmares, in un prestigioso sito internet ………  
 
“ ... omissis .... In May, at his first attempt in the infernal Madonie 72 kms circuit, during practice of the Targa Florio he got the 4th time, just after Siffert, Elford and Vaccarella, three of the greatest drivers of the Targa, and in front of Rodríguez, Van Lennep, Larrousse and other road specialists.   
 
…..omissis ... Nel mese di maggio, al suo primo tentativo nell’infernale circuito delle Madonie di 72 km., durante le prove della Targa Florio, ottenne il 4 ° tempo, subito dopo Siffert, Elford e Vaccarella, tre dei più grandi piloti della Targa, e davanti a Rodríguez, Van Lennep, Larrousse e altri specialisti della strada ….. “
 
Insomma, per la storia di un pilota, anche le buone prestazioni “semplicemente” in prova alla Targa Florio erano qualcosa di “prezioso”, da “sottolineare“.
 
Nella foto : Una immagine davvero curiosa. Pier Courage in prova, con la sua Alfa Romeo T33/3 n.28, dà un passaggio a Toine Hezemans, appiedato lungo il Circuito.

Targa Florio 1970 .... c’era anche la “periscopio” di Guido Garufi ....

Targa Florio 1970 .... c’era anche la “periscopio” di Guido Garufi .... - Amici della Targa Florio
Capitava, in quegli anni, che frequentassi spesso - ovviamente soltanto da giovane spettatore - le cronoscalate siciliane; in verità molte me le sono perse, per l’eccessiva distanza dalla mia città, come molte, invece, me le sono gustate “alla grande”.
 
C’era un nome di un pilota che si legava quasi sempre a quello dell’Abarth, sia in quelle tante cronoscalate, sia nelle inimitabili Targa Florio, ed in alcuni anni, in particolare, quel nome si legò ad un modello di Abarth un pò “speciale”; un modello che aveva l’indiscussa qualità di “affascinare”.
 
La sua livrea, il suo interminabile scarico posteriore a sbalzo ed “a tromba”, ma soprattutto il suo “periscopio”, la rendevano “unica”; quel nome di pilota era Guido Garufi, e quel modello di vettura era l’Abarth 1300 OT.
 
Quell’anno, era il 1970, Guido Garufi schierò in Targa la sua Abarth 1300 OT “periscopio”. La condusse in coppia con “Black & White”, ed alle punzonature le venne assegnato il n.236.
 
Avrebbero fatto una gara eccellente : 34’ assoluti e primi della classe S1.3, con otto giri conclusi degli 11 previsti.
 
Antonio Garufi, figlio del compianto Guido, ha oggi regalato al sito della nostra Associazione Culturale Amici della Targa Florio la foto che proponiamo ; è bellissima ed inedita. La foto ritrae suo padre, vicino alla OT, schierata a spina di pesce in prossimità dei box di Floriopoli, e l’immagine è semplicemente spettacolare.
 
E’ una apoteosi di “rossi”. Sono infatti ben visibili anche la Porsche 911S n.86 di Claude Haldi e “Mirage” (Porsche Club Romand) e la Porsche 911S di Sylvain Garant e Bernard Cheneviere (Andrè Wicky Racing Team).
 
Ricordiamo che la scocca di quella OT 1300, realizzata in vetroresina, fu disegnata da Scaglione, che - dicono - si fosse ispirato alla  silhouette della Ferrari 250 GTO. Il “famoso” periscopio dell’OT - un tocco d’artista in mezzo alle linee armoniose della vettura - era una presa d’aria esterna utilissima, destinata ad areare l’abitacolo nei periodi estivi. Infatti, il motore bialbero a doppia accensione, con la scarsa ampiezza dei vetri scorrevoli della vettura, contribuiva non poco a surriscaldare l’abitacolo. Fu così che nacque il periscopio, che ha sempre caratterizzato il modello.
 
Ovviamente, in quella OT, per quella calda Targa “siciliana”..... il “periscopio”, smontabile all’occorrenza, venne tenuto lì, ben fissato .......
 
Il nostro grazie per il documento fotografico - davvero bellissimo - va al nostro Amico Antonio Garufi. Questo piccolo nostro ricordo è in memoria di Suo padre Guido.

Targa Florio 1970 ..... quel Larrousse andava come un fulmine ....

Targa Florio 1970 ..... quel Larrousse andava come un fulmine .... - Amici della Targa Florio

Forse qualcuno ricorderà che nelle prime ore mattutine di quel 3 maggio 1970 sul “Piccolo” piovve, e non poco. Al momento dello start a Floriopoli, fortunatamente, aveva già smesso da un pò ma, in alcuna parti del tracciato, c’erano ancora presenti, oltre all’umido sparso, insidiose pozzanghere d’acqua.

In quella Targa c’erano le migliori vetture ed i migliori piloti del mondo, ma in quel primo giro il più forte fù quel Gerard Larrousse con quella 908.2 “Flunder” n.26 della Martini International.

Guidò quella impegnativa 908.2 come fosse in un vero e proprio rally. Continue intraversate controllate; per il pubblico fù uno spettacolo unico.

L’Associazione Culturale Amici della Targa Florio ha .... molti amici ... tra questi Paolo Cigno. Ci ha mandato una spendida foto di quel primo giro di quella Targa Florio 1970. Ritrae esattamente quel Larrousse, nei pressi di Collesano, con la sua 908.2 completamente intraversata sul viscido dell’insidioso tracciato di Targa. Vi assicuriamo che la posteriore destra sta totalmente dentro una pozzanghera d’acqua posta poco oltre il ciglio della strada. Altre analoghe foto mostrano vetture passare da quel medesimo posto mandando letteralmente alle stelle schizzi d’acqua provenienti da quella pozzanghera.

Un’altra pozzanghera, intanto, sta avanti la 908.2, a pochi metri ...... la Targa Florio era una gara UNICA !

La foto è stata scattata dal Dr. Alfredo Mattaliano, appassionato di Targa e cugino dell’amico Paolo Cigno. Un ringraziamento va a Lui per la Sua affettuosa disponibilità nei confronti del nostro sito.

 

Targa Florio 1970 ...... erano due le 512S ...... una divenne la T6 ......

Targa Florio 1970 ...... erano due le 512S ...... una divenne la T6 ...... - Amici della Targa Florio
L’Amico Gabriele del Castillo ci ha inviato questa altra immagine di Targa Florio 1970, ed insieme alla foto ci ha inviato un suo ricordo di quel lontano 1970. Non è molto diverso da tanti altri dei nostri ricordi di quegli anni. 
 
“ .... Ricordo anche che nel 1970 ero andato a studiare a Milano, e già era tempo di  esami, ma per vedere la Targa ho preso il treno il venerdì sera ( 22 ore ... ), sono arrivato a Termini Imerese, ho visto la corsa e la  domenica stessa ho ripreso il treno a Termini Imerese per rifare il ritorno. Cose che solo da “picciotti” (ragazzi) e con grande passione si possono fare ... “.
 
A riguardo di quella foto possiamo osservare che quella 512S appare appena arrivata a Floriopoli. La Sua livrea e la sua configurazione “ci dicono ” che - probabilmente - quella potrebbe essere una delle due 512S destinata al ruolo di TCAR e che avrebbe poi avuto, per le prove, il n.T6.
 

In ogni caso, al momento, quella 512S è ancora priva, sul muso, delle appendici aerodinamiche ( spoilers ) poi montate, in diverse versioni, per le prove; sul cofano anteriore sono visibili i due adesivi quadrati Shell, mentre i plexiglas dei finestrini laterali sono di misure ridotte, e tutte queste caratteristiche “esterne” - mantenute per tutte le prove ufficiali - la distingueranno da quella che poi sarà la 512S “da gara”.

Targa Florio 1970 ........

Targa Florio 1970 ........ - Amici della Targa Florio
L’Associazione Culturale Amici della Targa Florio - Palermo ringrazia gli Amici di “Porsche Werkphoto” per aver consentito la pubblicazione, nel proprio sito www.amicidellatargaflorio.com , di immagini - fotografiche ed in filmati d’epoca - di Targa Florio, tratte dal loro Archivio Storico.
Per una giovane Associazione Culturale come la nostra, costituita da pochi semplici appassionati, questo è motivo di grande onore ; “Porsche Werkphoto” è una diretta promanazione dell’Archivio Storico del  Museo Porsche di Stoccarda.
La Porsche non ha mai dimenticato la Targa Florio ed anche questo atto di disponibilità nei confronti degli appassionati ne è una ulteriore conferma.
Le immagini saranno di volta in volta pubblicate loggate come da accordi intercorsi con " Porsche Werkphoto ". L’Associazione non è responsabile di eventuali successive manipolazioni - da parte di terzi – delle immagini " Porsche Werkphoto "  pubblicate su queste pagine.
         * * *
 
Nella foto siamo alla Targa Florio 1970 - La Porsche Carrera 906 n.90 iscritta dalla Scuderia Pegaso di Palermo. L’equipaggio era composto da due esperti gentleman drivers palermitani ; Ferdinando Latteri e Nino Todaro. Concluderanno soltanto 7 giri  degli 11 previsti, classificandosi quarti nella classe S2.0.

Targa Florio 1970 .......Posta per noi ................

Targa Florio 1970 .......Posta per noi ................ - Amici della Targa Florio
Il postino ha bussato alle porte di alcuni componenti della nostra Associazione Culturale “Amici della Targa Florio”. Sono arrivati piccoli doni dai lontani U.S.A. .... ; ma sono poi così lontani, gli U.S.A. ? In realtà le immagini che proponiamo dimostrano che i ricordi delle mitiche Targa Florio degli anni settanta accorciano, e di molto, le distanze ......
  
“ ... Florida - Nov. 10, 2009
 
Dear Salvatore, Many thanks for all the fine photos ! Of course, I never saw then before, they are very interesting ! I hope all is going well for you, perhaps one day we will meet ! Kind regards,
Brian Redman. ...”
 
Le Targa Florio di Brian Redman:
 
1969 : Porsche 908/2 n.268 - Brian Redman - Richard Attwood / Porsche S.E.;
1970 : Porsche 908/3 n.   12 - Brian Redman - Jo Siffert / J.W.A.;
1971  : Porsche 908/3 n.    7 - Brian Redman - Jo Siffert / J.W.A.;
1973 : Ferrari 312PB   n.    5 - Brian Redman - Jacky Ickx / Ferrari SEFAC.
 
( cliccando dentro la foto saranno disponibili altre immagini )

Targa Florio 1970 …. per fortuna … senza pioggia …..

Targa Florio 1970 …. per fortuna … senza pioggia ….. - Amici della Targa Florio
Quella mattina del 3 maggio 1970 ci trovavamo lì, a Floriopoli. Quell’anno - avendo optato per le Tribune piuttosto che per una delle tante affascinanti curve del “Piccolo” - eravamo “partiti per la Targa” in macchina, molto presto, lasciando una Palermo ancora praticamente al buio, nelle primissime ore del giorno.
 
Non ci rendevamo conto - allora - che avremmo assistito, in quella giornata, ad una delle edizioni “top” della storia della Targa Florio. C’erano davvero tutti i migliori piloti del mondo, c’erano davvero tutte le migliori squadre del mondo, c’erano davvero tutte le migliori vetture del mondo. Era, insomma, l’apoteosi. La più bella, inimitabile gara su strada del mondo.
 
Arrivammo lì, quindi, molto presto. Noi ferraristi, già timorosi per le reali possibilità di quell’unica pesante ed “assetata” 512S rispetto a quello stuolo infinito di fameliche ed agili Porsche, eravamo avviliti. Lo scenario che ci si parò davanti era, infatti, per “noi”, sconfortante. Tutta Floriopoli, come del resto tutta la strada provinciale per arrivare sin lì, era bagnata. La pioggia era stata la padrona delle prime ore di quel nuovo giorno. Ancora piovigginava, ancorchè flebilmente, ed a tratti.
 
Eravamo sconfortati, quindi, noi ferraristi. In quelle condizioni la 512S non avrebbe avuto alcuna possibilità, come nel 1966 era stato per la mitica P3 di Vaccarella - Bandini. Quell’anno la 512S stava in mano a Vaccarella ed al compianto Giunti.
 
Le Porsche 908/3 - il mitico “arrogante” poker d’assi - stavano lì davanti a noi, ordinatamente schierate lungo i box, a spina di pesce, semicoperte con dei grossi teloni, a riparo dalla pioggia e dall’umido.
 
Nella foto proposta : La 512S “ufficiale SEFAC” - uno spettacolo a vedersi - uscì dalla mezzeria dei box spinta dai meccanici. Era la fase preparatoria al suo trasferimento al vicino “start”, sotto il ponticello in ferro di Floriopoli ……. E subito dopo, una delle solite scene meravigliose di Targa ….. il meccanico alla guida della 512S, col motore che ulula a cadenze regolari per i vari altalenanti “su di giri”, in retromarcia verso lo start. Il tempo, per fortuna, tendeva al veloce miglioramento e l’umido sulla strada andava asciugandosi …..
 
La gara prese poi l’avvio senza pioggia, ma in quel primo giro, in alcuni tratti del “Piccolo”, si videro scene da rally, ancorchè quella fosse - in realtà - una prova di Campionato Marche Costruttori ….
 
Quella del 1970 fù la più grande Targa Florio degli anni moderni. Fortunato chi l’ha vista. Mai più uno spettacolo come quello.
 
Per la foto si ringrazia Federico Marino
 

Targa Florio 1970 ….. quei “trenini” di auto dentro Cerda …..

Targa Florio 1970 ….. quei “trenini” di auto dentro Cerda ….. - Amici della Targa Florio
Gli Amici di “Porsche Werkphoto” ci hanno inviato immagini di Targa Florio semplicemente spettacolari.  E la cosa che ci piace sottolineare è che le foto dell’Archivio Porsche non riguardano soltanto vetture Porsche della “Casa”, ma anche quelle di “semplici”  privati. 
 
Per alcune istantanee, poi, si ha la precisa sensazione che le protagoniste non siano né le Porsche né i suoi piloti ; la protagonista  assoluta pare sia - piuttosto - la Targa Florio.
 
Questa nostra sensazione, crediamo, viene confermata ammirando questa immagine, semplicemente “sublime”.
 
Siamo dentro l’abitato di Cerda, il primo paese  dopo lo start di Floriopoli.  Quello è il  lungo ma sconnesso rettilineo che attraversa  il paese.  Le vetture lì viaggiavano a velocità sostenuta. Spesso si ammiravano dei “trenini” di auto …… da infarto ….
 
Nella foto : davanti la Porsche 911S  di Libero Marchiolo e Antonio De Castro (1^ della classe GT2.0) ; dietro l’A.R. Giulietta Spider di Silvestre Semilia e Giuseppe Crescenti (ritirata nel corso del 7° giro - gearbox) ed infine la Lotus Europa di Stefano Sebastiani e Roberto Nardini (7^ della classe GT1.6).  La cornice : Cerda e la Targa Florio. 

Targa Florio 1970...Quelle prove di marzo

Targa Florio 1970...Quelle prove di marzo - Amici della Targa Florio

Cari Amici di Targa Florio, frequentatori di questo nostro “giovane”sito,

.... se Voi siete come .... siamo noi ... a proposito di Targa Florio ... cioè ... irrimediabilmente “pazzi da catena”, converrete con .... noi ..... che ci sono alcune vetture di Targa che ...... fanno venire la febbre... si, proprio la febbre; sono vetture che si portano addosso ... un “vissuto” particolare, “storie” uniche, “aneddoti” speciali; insomma, ogni qualvolta ci imbattiamo nella “scoperta” di una nuova immagine inedita di qualcuna di “quelle” vetture ..... andiamo fuori di testa ....

questo il preambolo ...

... io non so se anche per Voi, in quel 3 maggio 1970, andò così ...., ma a me ... andò proprio così .... ed avevo ... appena 16 anni ....

.... mi portarono, quell’anno, alle tribune di Floriopoli. Lì consegnavano il “Numero Unico” - sulla Targa Florio - dell’Automobile Club di Palermo, ed a quel tempo ...... tanto per essere chiari .... non erano i “Numeri Unici” dei nostri recenti anni ..... erano pubblicazioni ove i “collaboratori” erano nomi come Nino Aquila, Vincenzo Bajardi, Roberto Bonetto, Gianni Cancellieri, Pino Fondi, Paul Frère, Luigi Gianoli, Denis Jenkinson, Giulio Mangano, Pietro Rizzo, Marcello Sabbatini, Nino Vaccarella.

Basta leggere le recenti pagine di editoria giornalistica palermitana per vedere .... in che mani siamo finiti ... a proposito di articoli ( articoli ? ) sulla Targa Florio .......

Bene, in quel “Numero Unico” della 54^ Targa Florio del 3 Maggio 1970, ed esattamente a pagina n.26 ed a pagina n.40, stavano due immagini in bianco e nero, rispettivamente riferite alla 908/3 “ibrido” ( targa : S-U 3910) ed alla 917K ( targa : S-U 3912), entrambe T/CAR. Stavano in quel “Numero Unico”, e potevano stare lì dentro proprio perchè erano immagini scattate durante le “datate” prove private “libere” della Porsche nel mese di marzo, e la gara si stava facendo a maggio .....

Rosse, erano rosse quelle TCAR .... giusto per renderle ancor più “particolari”.

Su quelle TCAR sono nate e si sono sviluppate storie e congetture infinite.

Ora, dissepolta da anni di .... oblio .... abbiamo trovato questa assolutamente inedita immagine a colori della Porsche 909-908 TCAR “ibrida” ..... ; la possiamo ammirare ancora con quella piccola “gobba” sul cofano anteriore ... che ci induce a citarla come 909 .... non 908 .... e la sua targa è la mitica S-U 3911. Alla guida ? A noi pare il grande Vic .... Voi come la pensate ? Quella TCAR sta ancora con il radiatore ed i temporanei “parzializzatori” ..... con gli adesivi .... giusto per “testare” le temperature di esercizio ottimali .... per la successiva gara.

Si, quelle sono “prove”; e pensiamo che non siano “prove” di marzo ..... ma prove di maggio ...

La Targa Florio era una gara UNICA ! Anche per quello che accadeva “soltanto” in prova.

La foto, spettacolare e mai vista prima, è un regalo al sito da parte di Armando Floridia, Amico di Targa Florio e socio fondatore dell’Associazione Culturale Amici della Targa Florio. Il nostro ringraziamento va a Lui.

TARGA FLORIO 1971

TARGA FLORIO 1971 - Amici della Targa Florio

Ci sono tutti i protagonisti del Mondiale Marche, tutti i più forti piloti di vetture Sport Prototipo in circolazione, manca solo la Ferrari . Sono presenti tre Alfa 33/3 di 440 cv. affidate a Vaccarella - Hezemans, De Adamich - Van Lennep e Kinnunen - Stommenlen. La Porsche risponde con tre  908/3 di 360 cv., affidate a Siffert - Redman, Rodriguez - Muller, e a Elford - Larousse. Sono le 9,15 parte la 55° Targa Florio, per le Alfa partono subito le tre prime guide: Vaccarella, De Adamich, Stommelen, la Porsche risponde con Larrousse, Rodriguez, Redman. Dopo una decina di minuti il primo colpo di scena, a Redman si rompe lo sterzo e finisce fuori strada, poco prima appena fuori Cerda si era ritirato Stommelen, stessa sorte per Rodriguez. Il 1° giro si conclude con Larrousse in testa su Vaccarella, ma il Preside Volante con un  un 2° e 3° giro da favola balza al comando della corsa. Al cambio dei piloti sale sulla Porsche Elford, e con una guida da maestro  passa Hezemans subentrato a Vaccarella , al sesto giro realizza uno strepitoso 33'45 tra i giri migliori di tutti i tempi. Al 7° giro Larousse risale in macchina con un cospicuo vantaggio su Vaccarella subentrato a Hezeman, che perde però a causa di una foratura che lo costringerà al ritiro. Le Alfa così non hanno più rivali, è una lotta in famiglia con l'Alfa n°5 di Vaccarella che taglia il traguardo per prima e vince in 6h 35'43" alla media di 120,055 km/h, secondi De Adamich - Van Lennep sempre su Alfa a poco più di un minuto, terzi Bonnier - Atwoodh su Lola.

Targa Florio 1971 ..... Jo Bonnier ... lui come i grandi “vecchi” piloti di Tar

Targa Florio 1971 ..... Jo Bonnier ... lui come i  grandi “vecchi” piloti di Tar - Amici della Targa Florio

In quella Targa 1971 l’elvetica Scuderia Filipinetti portò in Sicilia due Lola T212 Ford, iscritte nella classe P2.0. Le due vetture, cui furono attribuiti i numeri di gara 14 e 19, vennero affidate, rispettivamente, alle coppie di piloti Jo Bonnier/Richard Attwood e Mike Parkes/Peter Westbury.

La foto che proponiamo, questa volta, non è di una vettura, bensì di un pilota. Quella è una foto veramente incredibile; è fissata nell’immagine il volto - letteralmente stravolto dalla fatica - di Jo Bonnier, appena sceso ai box di Floriopoli dalla sua Lola, per il previsto cambio con Attwood.

Quell’immagine evoca scene già viste anche in tante altre gare “normali”, ma di epoche “remote”. Ma non per la Targa Florio. La Targa, anche nell’epoca “moderna”, restava una eroica gara “antica”. Lì siamo nel “moderno” 1971, eppure Jo Bonnier ha lo stesso volto di altri piloti di Targa di “altri tempi” ..... come Divo alla fine della sua gara sulla sua Bugatti alla Targa del 1929, come Taruffi sulla sua Lancia D24 a quella del 1954, come Barth sulla sua Porsche 718 RSK a quella del 1959, e così via.

Quell’anno Jo Bonnier - gran pilota con infinite pregresse esperienze in Targa - pur avendo a disposizione una vettura scoperta, optò per il casco “normale”, con occhialoni, diversamente dal suo compagno Attwood, che preferì l’integrale.

Sorge il sospetto che il “navigato” Bonnier conoscesse molto più del giovane Attwood l’insidioso caldo “africano” di Targa. Ci sono innumerevoli immagini di Bonnier in gara, in quella caldissima Targa del 1971, che lo ritraggono, nei primi giri, con il sottocasco bianco a coprire gran parte del volto, ed integralmente la bocca, che tuttavia appare come “stampata” sul tessuto del sottocasco ; nei giri successivi quel sottocasco lo vediamo completamente abbassato, tirato giù, sin sotto il mento, con il volto - quindi - scoperto, e spesso la bocca la vediamo aperta, come a cercare “aria”. Ecco il motivo di quel volto in quella foto ; una maschera scura che pensiamo, ragionevolmente, poter essere una mistura di polvere, di olio “sparato” dalle vetture che precedevano la sua Lola, e -perchè no - di abbronzatura siciliana ......

“Jo” anche quell’anno farà una gara fantastica ; terzo assoluto dietro le due più potenti Alfa T33/3, e primo della sua classe P2.0. Grande Jo Bonnier.

 

Targa Florio 1971 ....... una leggenda in marcia sulle madonie

Targa Florio 1971 .......  una leggenda in marcia sulle madonie - Amici della Targa Florio

Il 16 maggio del 1971 fu sicuramente il giorno piu’ lungo per noi siciliani, infatti l’idolo di casa,il professore Nino Vaccarella, in coppia con Toine Hezemans , portava al trionfo la sua alfa 33/3 litri N° 5 , percorrendo gli 11 giri per complessivi 792 km del piccolo circuito, in 6h35’46”alla media record di Kmh 120,069 . L’Autodelta, sotto la supervisione dell’ing Carlo Chiti, con una meticolosa preparazione della corsa, potè contrastare il passo della Porsche.Mentre l’Alfa iniziò la corsa senza forzare, la Porsche rischiò subito per avvantaggiarsi, ma il percorso scivoloso provocò uscite di pista , per fortuna senza conseguenze per il bravo pilota messicano Pedro Rodriguez e per il vincitore del 1970 Brian Redman, l’unico in grado di impensierire l’Alfa N°5 .

Il famoso Vic Elford, conoscitore incredibile dei 72 km, rimase vittima di una foratura, e rottura successiva di un semiasse, riguardanti tuttavia la vettura del suo compagno Gerard Larousse. Per questo motivo i due furono costretti a ritirarsi nel corso del 7° giro. A quel punto, la 33 n°5 dovette controllare la vettura gemella di De Adamich - Van Lennep e la Lola di Bonnier - Attwood,

vincendo la 55 ^ edizione dellaTarga Florio.Splendenti nella loro bellezza, sfilarono ancora una volta le Alfa Romeo, entrate nella leggenda dellaTarga Florio.Tra le persone assiepate lungo il percorso ve ne furono molti che le riconoscevano , pronunciando nomi .che la polvere non ha cancellato: ASCARI, SIVOCCI, GUATTA, MASETTI, VARZI , CAMPARI, NUVOLARI, BRIVIO.

Sono nomi che ancora risuonano nelle silenziose contrade di CERDA e che hanno permesso all’Alfa Romeo di entrare nella leggenda della TARGA FLORIO.

 

Targa Florio 1971 .....Quelle incredibili retromarce .........

Targa Florio 1971 .....Quelle incredibili retromarce ......... - Amici della Targa Florio

Quella mattina del 16 maggio 1971 ce ne stavamo a Floriopoli.  Avevamo disponibile uno dei tanti “palchetti” numerati in muratura  - con tavolino pieghevole e sedie - che stavano nella prima  tribuna coperta, proprio davanti ai box. Eravano giunti lì per tempo, ed assistemmo a tutti gli elettrizzanti preparativi per la partenza della gara. Una sorta di “crescendo rossiniamo” di adrenalina pura. Sullo sfondo, i box gremiti all’inverosimile di vetture da gara di ogni tipo, alle prese con gli ultimi controlli. Man mano che il tempo passava i commissari sollecitavano le squadre ed i piloti a prendere ordinato posto sulla griglia di partenza. Quel viavai  era una cosa fantastica a vedersi e ..... sentirsi.  Alcune vetture - e parlo di quelle dei team ufficiali, nell’occasione in mano ai meccanici - furono portate dalla zona box/parco chiuso fin  sotto in pontile in ferro in zona start, utilizzando direttamente la retromarcia. Una delle foto da noi  allora  scattate “immortala” -  esattamente  in quel frangente -  la mitica n.8, la Porsche 908/03 di Gerard Larrousse e Vic Elford ( Martini International Racing ) ; il meccanico pare si sia leggermente “sollevato”, guidando quel mostro, usando la dovuta attenzione e prudenza. Quella mattina quel mostro passò davanti ai nostri occhi soltano a pochi metri, come tutte le altre vetture, del resto .........  praticamente ad una ad una .......Un vero spettacolo ........
Pensiamo che questo “neo creato” sito possa essere oggetto di “visite” anche dagli amici della Targa Florio di “palato fine”.  Allora, proprio per questo motivo, Vi andiamo anche a raccontare chi sono “gli altri” ..... della foto ..... da sinistra a destra .....
- la n.101 è la Alfa Romeo GTA di “Paul Kris” e Benedetto Montecatini;
- la n.  20 è la  AMS Ford di Ugo Locatelli e Giampiero Moretti;
- la n.  72 (nascosta) è la Abarth 1300 S di “Frank Mc. Boden” e “Papillon” (Scud.Brescia Corse);
- la n.  95 è la Lancia Fulvia HF di Giovanni Martino e Giancarlo Galimberti;
- la n. 108 è la Lancia Fulvia HF di Giovanni Arcovito e  Angelo Rizzo;
- la n.  44 (nascosta) è la Porsche 911 S di Ferdi Boekmann e Peter Ochs (Team V10 Kleber);
- la n.  14 è la Lola T212 Ford di Jo Bonnier e Richard Attwood (Scuderia Filipinetti).

 

Targa Florio 1972 - La Opel GT 1900 delle “pilotesse” Facetti e Beaumont ……

Targa Florio 1972 - La Opel GT 1900 delle  “pilotesse” Facetti e Beaumont  …… - Amici della Targa Florio
Da un’intervista a Rosadele Facetti :
 
Già, la Targa Florio del 1972. In quell'occasione correvo per Virgilio Conrero, di fatto un concorrente dei Facetti. E' una cosa che poté avvenire per il grande spirito sportivo che regnava nella mia famiglia.
 
Virgilio era un grande professionista, con mio padre erano certamente concorrenti ma la stima era reciproca e accettare di correre nella sua Squadra Corse ufficiale fu per me motivo di grande orgoglio.
 
La storia della compagna di quell'occasione è simile per certi versi alla vicenda di Rosadele Facetti di quegli anni. Marie Claude Charmasson era la figlia di un ex pilota divenuto uno dei più importanti concessionari Citroen di Francia e dovette prendere il nome d'arte di "Beaumont" per evitare incresciosi equivoci, visto che correva per case concorrenti.
 
Comunque con la Beaumont non andò benissimo come con Pat Moss nella Targa Florio 19668. Avevamo a disposizione un'Opel GT a iniezione, vettura difficile da guidare anche per via di un comando dell'acceleratore estremamente duro.
 
Ad assistere alla Targa c'erano i vertici di Opel-GM e Virgilio ci spiegò che era necessario raggiungere il traguardo per non fare cattiva figura con i "capi".
 
Marie Claude, durante le prove, smaniava per primeggiare, per dimostrare quanto fosse veloce. Io restavo tranquilla e Virgilio mi chiese di prendere io il via, di non forzare.
 
Non so perché, invece, alla fine fecero prendere la partenza alla Beaumont che dopo neanche un paio di giri spaccò due bielle sul rettilineo di Buonfornello.
 
Ricordo la maschera di Conrero, muto, terreo in volto.
 
 
(Tratto da : Autocollezioni Magazine - luglio/agosto 2005)
 
Nella foto proposta un passaggio della Opel GT “Facetti - Beaumont”  sotto il “ponticello” in ferro in prossimità di Floriopoli. Dalle linee un po’ “retrò” rispetto alle altre GT, quelle Opel sfoggiavano delle incredibili “bombature” laterali per contenere l’alloggiamento di cerchi e gomme ….. non di serie ….

Targa Florio 1972 ... questo accadeva a Palermo, in periodo di Targa ...

Targa Florio 1972 ... questo accadeva a Palermo, in periodo di Targa ... - Amici della Targa Florio

Questa “storia” è tratta da un personale racconto dell’amico Luigi Sartorio, già pilota gentleman siciliano, noto agli sportivi anche con il suo pseudonimo di “Popsy-Pop” :

Quell’anno era il 1972 e la Concessionaria Renault INDOMAR di Palermo ebbe l’idea di mettere in piedi un Reparto Corse - la “INDOMAR CORSE” - in questo coinvolgendo, tra gli altri, anche Luigi Sartorio. Ma l’iniziativa, nei mesi successivi, non era in linea con i tempi progammati e, di contro, la Targa si avvicinava sempre di più. E tutto questo non tanto per la mancanza di un parco vetture, quanto per il mancato avvio della preparazione e messa a punto dei motori. Finalmente la “svolta” ; per una vera e propria “casualità”, si trovarono a Palermo alcuni meccanici del Reparto Corse della Renault Italia e, come per incanto, a poche settimane dalla Targa, la Alpine A110 di “Popsy-Pop” (Luigi Sartorio) e Salvatore Barraco era pronta !


La Alpine era pronta … ma ……. il motore era ancora "da rodare” ! … Di provare sul “Piccolo” nemmeno a parlarne …. non c’era più il tempo … Ed allora ?

Allora si decise per la soluzione più sbrigativa …


Sartorio uscì a tarda sera dall’officina con l’Alpine in “tromba”, già in pieno “assetto gara”, e senza “tirare” ….. e si diresse dal centro città verso l’Autostrada per Punta Raisi … il rombo dello scarico riecheggiava tra i palazzi della città ….... nonostante l’andatura “lenta” …. Finalmente l’imbocco dell’Autostrada, e poi il ritorno verso Palermo … e proprio all’uscita dall’Autostrada, alla rotonda - allora presente - alla fine dell’A/S, una improvvisa “paletta” si agitò nervosamente ….. LA POLIZIA !


Sartorio accostò e spense subito il motore …… i poliziotti iniziano a girare molto lentamente intorno alla Alpine … con grande attenzione, osservando ogni minimo particolare … poi le solite domande di rito … patente … libretto …... assicurazione ….. poi quella GIUSTA …. Cosa sta facendo ? Risposta imbarazzata : “La macchina è pronta per la Targa” ……. Per la Targa ? Si, per la Targa ! …… Scambio di sguardi tra i poliziotti ….. Senta, faccia una cosa …… continui a stare fermo qui …… noi andiamo via …… aspetti qualche minuto ….. e poi ritorni in città, ma lentamente, molto lentamente ……Buonasera.


A noi viene da fare una considerazione : in qualsiasi altro posto d’Italia la “storia” si sarebbe conclusa con un verbale stratosferico, con la patente ritirata, con l’Alpine sequestrata, con una Targa da dimenticare. Se oggi abbiamo la possibilità di vedere quella foto di quella Alpine A110 - regolarmente in gara alla Targa Florio del 1972 - è anche merito di quei due appassionatissimi poliziotti,”Amici di Targa” anche loro.


L’Associazione Culturale Amici della Targa Florio ringrazia immensamente l’Amico Luigi Sartorio - “Popsy Pop” - per aver consentito l’utilizzo delle sue foto in questo sito.

 

Targa Florio 1972 ..... La Targa Florio di ......Michael

Targa Florio 1972 .....  La Targa Florio di ......Michael - Amici della Targa Florio
Maryland - Nov. 6, 2009
Michael Keyser è di poche ma affettuose parole ......
 
Le Targa Florio di Michael Keyser:
1972 : Porsche 911S n.23 - Michael Keyser - Jurgen Barth / Porsche Club of America-Porsche Club Romand
 
( cliccando dentro la foto saranno disponibili altre immagini della Targa Florio del 1971 donate a noi dell'associazione da Michael...per questo lo ringraziamo......)

Targa Florio 1972 ...quelle incredibili battaglie nella classe GT sino a 2000 cc

Targa Florio 1972 ...quelle incredibili battaglie nella classe GT sino a 2000 cc - Amici della Targa Florio

Era il 1972, e se ci fù quell’anno una classe con una fortissima competizione, quella fù la classe GT sino a 2000 cc. . Allo start ben n.13 vetture, dopo prove e qualifiche serratissime, e di quelle, ben nove 911, una 914/6, due Opel GT ed una Fiat 124 ; vetture schierate da diverse Scuderie e privati.

Insomma, una classe davvero agguerritissima:
- Porsche 911 - Ennio Bonomelli;

- Porsche 914 - Paul Ernst Strahle ( semi works );

- Porsche 911 - Lloyd Adriatico;

- Porsche 911 - Piloti Romani;

- Porsche 911 - Pegaso Palermo;

- Porsche 911 - Kleber Racing;

- Opel GT - Squadra Conrero;

- Porsche 911 - Edward Negus;

- Porsche 911 - Giampaolo Baruffi;

- Porsche 911 - Francesco Cosentino;

- Fiat 124 - Giovanni Martino.

Gli appassionati di Targa Florio, a proposito di foto del 1972, ricorderanno sicuramente immagini di “trenini” di 911 .. una dietro l’altra .. in eterno duello, giro dopo giro …Una sola Porsche 911 - la n.40 color rosso/aragosta - esibiva le insegne della “palermitana” Scuderia Pegaso. L’accreditata Porsche 911S “Bonomelli”, la n.38 di Gottifredi - Pica ( alla fine 5^ assoluta ! ) avrebbe vinto la classe con 10 giri conclusi …… ( degli 11 previsti ). A ridosso, a 9 giri, la 914/6 oltre quattro 911S , e poi le altre con 8 giri, 6, 4, 2, 1, 0. Quella 911 n.40 della Pegaso completò anch’essa 9 giri ma ...... non la troverete mai in classifica ufficiale per una squalifica che venne comunicata a fine gara ..... un vero smacco .....Ve lo raccontiamo noi, cosa accadde, grazie alla testimonianza di un .......... testimone attendibile; il Dr. Sergio Rappa. Quella n.40 parte, allo start di Floriopoli, con alla guida il Dr. Giuseppe Spatafora, che conclude i suoi 3 giri e si ferma ai box per il previsto cambio pilota. Sale “Friedrich Von Meiter” - al secolo il Dr. Sergio Rappa - ma ...... la 911 non ne vuole sapere di ripartire .... il motorino di avviamento non va ..... attimi di agitazione .... i meccanici prima “armeggiano” ...... poi spingono...... e la Porsche si avvia ...... riparte ..... “Von Meiter” conclude il suo turno di altri 3 giri ; seconda sosta ai box ..... e la Porsche riparte nuovamente con il Dr. Spatafora ...... la 911 completerà altri giri sino ad un totale ( riportano i testi di gara ) di ben 9, degli 11 previsti. Una eccellente prestazione, in una gara davvero durissima, per due “gentleman drivers”. Ma ....... forse anche per qualche insistente reclamo ...... giunse a freddo la ufficiale squalifica (“disqualified - pushed”). Ma pensate, sarebbe diversamente stata classificata 3^ di classe …. con il suo 6 ore , 40 minuti , 0 secondi . Un vero peccato. A proposito di quella Targa 1972 di quella n.40 ....... questo il commento del Dr. Sergio Rappa,a distanza di tanti anni ……: “ Mai più una gara come quella … continue sportellate e musate … date e ricevute …… un vero a proprio autoscontro “ ……. Ringraziamo il Dr. Sergio Rappa per il suo racconto e per Sua spendida foto che ha avuto la cortesia di regalare al sito dell’Associazione. Quella foto, cari Amici della Targa Florio, ritrae una spettacolare e scintillante Floriopoli durante le prove ufficiali. E’ un intreccio di piloti e vetture. Da sinistra : Raffaele Restivo, Sergio Rappa e Giuseppe Spatafora. Tute immacolate ; le prove devono ancora iniziare. Si intravedono, sempre da sinistra, una Lancia Fulvia HF, la Abarth 2000 n.11 di Alfonso Merendino e Raffaele Restivo (Scuderia Pegaso) e la Porsche 911S n.40 di “Friedich Von Meiter” e Giuseppe Spatafora ( Scuderia Pegaso ) ; e' la 911S protagonista della nostra “storia”.
Siete stati Voi protagonisti di altre storie di Targa ? Le avete documentate ? Ditecelo. Le metteremo - sul nostro sito - a disposizione di tutti coloro che amano la Targa Florio.

 

Targa Florio 1973 ... lavoro supplementare per i meccanici Porsche ...

Targa Florio 1973 ... lavoro supplementare per i meccanici  Porsche ... - Amici della Targa Florio
Direttamente dalla Germania ..... l’Amico .... Werner Hillburger ....... ci ha inviato alcune foto della “spedizione” Porsche in Targa Florio 1973.

Nella foto sono ritratti Werner e Gunther

Ovviamante una sfilza di foto di 911 Carrera ...... Ma una foto tra tutte ci ha colpito particolarmente, e la pubblichiamo su questo nostro sito dell’Associazione Culturale Amici della Targa Florio.

E’ la Porsche 911 Carrera RSR 3,0 n.9 di Claude Haldi e Leo Kinnnen. Sta sul carrello. La cosa curiosa è che a quella Carrera, per poter utilizzare quell’utile strumento di trasporto, i meccanici pare dovessero, ogni volta, cambiare le gomme ........ Infatti quelle “regolari”, con cerchioni da gara a pelo di carrozzeria, ..... non avrebbero consentito alla 911 di “salire e scendere” su e da quel carrello .........

Targa Florio 1973 ... per “Amphicar” tante gare in salita una dietro l’altra ...

Targa Florio 1973 ... per “Amphicar” tante gare in salita una dietro l’altra ... - Amici della Targa Florio

“Amphicar”, al secolo Eugenio Renna, era rimasto appiedato, nel corso di quel primo giro di quella sua Targa Florio del 1973; infatti, esattamente nel corso del primo giro, la sua Chevron B23 Ford n.18, da condividere con Vincenzo Mirto Randazzo, lo aveva “mollato”.

Mentre se ne stava seduto, avvilito, su un muretto ai margini della strada, pensando ad una gara finita prima ancora di cominciare, si fermò un concorrente con una Porsche, chiedendogli se volesse essere portato a Floriopoli.

Renna arrivò, così, ai box. Gli si avvicinò il compianto Ninni Failla, della Scuderia Pegaso di Palermo, e gli disse di salire sull’Abarth 2000 n.24 dell’equipaggio Giuseppe Vassallo e Girolamo Caci. Quella era una vettura che Renna conosceva benissimo; era stata una sua vettura.

Eugenio Renna era di “stazza” non indifferente ..... non riusciva ad entrare nel posto guida .... in mancanda del “suo “ sedile, ma alla Targa non si poteva dire di no..... Altro problema: il serbatoio della benzina era di appena 20 litri, tarato per le gare in salita, ed in quella Abarth - portata alla Targa all’ultimo momento - non era stato nemmeno sostituito.

Quell’Abarth, quindi, doveva necessariamente fermarsi, ad ogni giro, per il rifornimento volante di Polizzi. Inoltre quella 2000 aveva i rapporti corti, adatti alle cronoscalate. Pertanto, sino a Caltavuturo, problemi relativi ..... ma dopo, una vera tragedia ! Intanto si erano pure rotti gli attacchi del sedile .... sosta forzata nei pressi di Sclafani, ove - con l'aiuto del popolo di Targa - si era riusciti a sitemare alla meglio il problema.

Alla fine di questa vera e propria “epopea” Eugenio Renna sarebbe stato comunque felice di avere portato a termine quella sudatissima Targa Florio. Quella Abarth 2000 un pò “in disordine” ..... avrebbe finito la gara completando 9 giri ( degli 11 previsti ) e classificandosi 5^ nell’affollatissima classe S2.0, e 23^ assoluta.

Nella foto : “Amphicar” e quella “vissutissima” Abarth 2000 in una sosta tecnica a Floriopoli.

 

Targa Florio 1973 .... per quel ventenne ... “prove” sfortunate .....

Targa Florio 1973 .... per quel  ventenne ... “prove” sfortunate ..... - Amici della Targa Florio

Lo abbiamo detto più volte : noi stiamo qui per raccontare episodi di Targa Florio, anche quelli “dimenticati”. E per far questo non possiamo fare a meno dei diretti protagonisti.

A pagina 29 di un vecchio Autosprint - il n.20 del 14/21 maggio 1973 - si legge questo:

“ ... Anche Lauricella, con la Fiat 124 spyder, esce di pista dopo il Bivio Polizzi, la macchina è danneggiata, il pilota riceve un forte colpo alla schiena, nulla di grave, ma viene riportato ai box con l’elicottero in barella, per precauzione ...”

Allora, siamo andati a “rispolverarlo” quell’episodio; un incidente, certamente poco piacevole, ma che è anch’esso “storia di Targa”. E ce lo ha raccontato nel 2009, sia pur brevemente, l’Amico di Targa Florio Fulvio Lauricella.

“ ... La 124 sport spyder 1600 n.132 alla Targa del 1973, di colore bleu francia, era proprio la mia, e non partecipavo alla gara con Gaetano Lo Jacono ( nota : “Gaetano Lo Jacono” recitava l’elenco degli iscritti ), ma con Giuseppe Lo Jacono, che mi fece esordire in gara affidandomi la sua 500 gr.2 alla Montepellegrino del 72, con record. Purtroppo, per una leggerezza compiuta in officina su quella 124, malgrado avessi detto di sostituire i dischi freno anteriori, rovinati durante prove ''libere”, gli stessi venivano rettificati a mia insaputa.

Ovviamente, il disco anteriore dx ha pensato bene di spezzarsi in due nella discesa di Scillato, notoriamente stressante per i freni, provocando la semi distruzione della macchina e la mia momentanea paralisi delle gambe per una forte contusione dorsale. Rapido rientro a Floriopoli in elicottero, in compagnia di Clay Regazzoni, che aveva a sua volta distrutto la sua 33, e fine della gara di un poco piu' che ventenne giovane pilota ...”.

Gara mancata, quindi, per quella “ultima Targa Florio Mondiale”. Un vero peccato. Ma Fulvio Lauricella si sarebbe tolta una soddisfazione .... “da grande” .... Leggete questa ( è l’amico Luciano, che ci soccorre ) :

“ ... Alla Targa Florio Storica del 2000 la vittoria non andò alla Porsche 911 di Plano - “Davis”, ma all'Alfa Romeo Giulietta SZ del '60 di Fulvio Lauricella e Tony Carrera. Plano e "Davis" correvano, infatti, fuori classifica, in quanto la Targa quell'anno era riservata alle vetture costruite entro il '65.

Purtroppo anche la stampa specializzata, sconoscendo i regolamenti di gara, riporta notizie inesatte e continua a far confusione, come quando parla di classifica assoluta e non di classifiche assolute di gruppo ...”

Quella SZ argento con le strisce rosse laterali, sul muso, ancora me la ricordo, in quella “storica 2000” : una scheggia.

Grazie, Fulvio. In quella foto, un pò sfocata per la verità, ci sta Lui alla guida, nel corso delle prove di quella Targa Florio 1973; il “sogno” finirà anzitempo a causa di una rettifica dei dischi freno tenuta “nascosta”, in officina.

Targa Florio 1973 ...... una gara regalata alla Porsche ...........

Targa Florio 1973 ...... una gara regalata alla Porsche ........... - Amici della Targa Florio

Alle prove ufficiali della Targa Florio del 1973 me ne stavo lì, a Floriopoli. Le vetture partivano a pochi metri dall’uscita della corsia dei box, appena oltre la fine della mezzeria di Floriopoli. Ricordo perfettamente una laboriosa operazione eseguita “al volo” - cui ho assistito praticamente ad un metro - dai meccanici Autodelta su una delle due schierate Alfa Romeo 33TT12. Penso proprio potesse trattarsi di una operazione di spurgo/controllo del circuito frenante. Le due Ferrari 312 PB erano un qualcosa di “già visto”, in quanto tutto sommato abbastanza simili, per lo meno esteriormente, a quella della Targa Florio dell’anno prima.Ma - quell’anno - le 33TT12 erano una cosa, a mio avviso, bestiale. Onestamente non mi sembravano “belle”, ma piuttosto “cattive”.

Mi davano la sensazione di avere un passo cortissimo, il posto guida era avanzatissimo; lateralmente si ammiravano quelle accentuatissime “pinne” posteriori da squalo, con un aspetto, invero, un pò “retrò”. Ma - ripeto - quelle 33 sembravano veramente “cattive”.


  

Questi i tempi migliori di quelle prove:

Merzario* - Vaccarella / Ferrari : 33’38’’5

De Adamich - Stommelen* / Alfa Romeo : 33’41’’1

Ickx* - Redman / Ferrari : 34’59’’1

Van Lennep - Muller* / Porsche : 36’52’’1.


 

La domenica, la gara.

Quell’anno ci ritrovammo nella zona - velocissima e molto guidata - tra la fine del rettilineo di Buonfornello e la Stazione di Cerda/Floriopoli. All’inizio della giornata stavamo posizionati sul mitico curvone “lato mare - vista zona industriale”, nei pressi della cabina ENEL. Al primo giro, con adrenalina alle stelle, tutti aspettavamo il passaggio iniziale di Merzario, con la sua n.3, ma non fu così. Noi spettatori ci guardavamo tutti, interrogandoci. Il miglior tempo, alla conclusione di quel primo giro, lo avrebbe fatto Stommelen, con la sua 33TT12 (36’31’’8) ; era primo. Secondo Ickx (37’07’’7). Terzo Muller (38’02’’1). E Merzario ? Il fantino avrebbe chiuso quel disgraziato primo giro con l’ottavo tempo (40’23’’8).

Ma torniamo a noi ....... finalmente - dopo aver visto sfilare parecchi ( sembravano tantissimi, tale era lo stupore ) - “passò” il fantino, e fù un colpo al cuore. La Ferrari n.3 arrancava come una preda ferita. Viaggiava a relativamente bassa andatura, “caracollando”, con traiettorie inusuali, su quell’insidioso “misto veloce”.

Me ne stavo sul lato sinistro della strada, e questo mi consentì di vedere bene la posteriore sinistra della n.3 ; la 312PB stava letteralmente sul cerchione. La gomma era completamente andata. Noi spettatori - ammutoliti prima - ci scatenammo subito dopo.Ognuno diceva la sua all’altro vicino, ignorando del tutto, per qualche minuto, i passaggi di tutti gli altri.Quell’anno, per noi ferraristi, fù un incubo. Merzario aveva forato a Buonfornello, percorse tutto il tratto sino a Floriopoli con la sua Ferrari in quelle condizioni, rientrò ai box, cambiò la ruota, ripartì, concluse il secondo giro, iniziò il terzo ma si fermò al 14° chilometro - subito dopo Cerda e prima del Bivio Sclafani - col semiasse andato.Intanto Ickx, dopo prove da dimenticare, nel corso del medesimo 3° giro andò malamente per campi, distruggendo la sua seconda Ferrari.Beh ! C’è ancora l’Alfa .... pensammo in molti ...... Il veloce Regazzoni si era messo per cappello la sua Alfa durante le prove, e la vettura sarebbe stata irrecuperabile per la gara. De Adamich, regolarmente in gara la domenica, a quel punto era tranquillamente in testa, con le due Ferrari subito “out”, e con un enorme vantaggio sugli altri. Nonostante i segnali volanti di “rallentare” ........ si avventurò in un assolutamente rimandabile sorpasso - poi rilevatosi suicida - su una Lancia Fulvia HF privata, finendo malamente la corsa. Da allora De Adamich si sarebbe meritato “a vita” dai siciliani l’appellativo di “De Lentibus”.Bene, anzi male. Al 4° giro, con le due Ferrari e l’Alfa eliminate, era in testa la n.8, la Porsche Carrera di Muller - Van Lennep, e sempre prima sarebbe rimasta sino all’ultimo 10° giro.E dire che tutti, quell’anno, avevamo pensato ad una partecipazione della Porsche in Targa in tono minore ....... Per Muller e Van Lennep sarebbe stato il trionfo, per le Squadre italiane la disfatta.

Disfatta senza rivincita ; quella sarebbe stata l’ultima Targa Florio Mondiale.

La foto è stata scattata dall’Amico della Targa Florio Totò Marfia, di Palermo. Ritrae proprio la Ferrari 312PB n.3, con alla guida Merzario, esattamente nella fase conclusiva di quello sfortunato primo giro. La Ferrari si trova lungo il tratto “fine Buorfornello - Stazione di Cerda/Floriopoli” ; la n.3 la potrete notare sbilanciata, come ve la ho già raccontata. La ruota posteriore sinistra poggia sul cerchione. La gara è ormai irrimediabilmente segnata, persa, il semiasse non reggerà a lungo le tremende sollecitazioi subite in quel tratto del primo giro.Ed il nostro mitico “Professore” Nino Vaccarella non potrà condurla nemmeno per un giro - in gara - quella “predestinata vincente” 312PB.

Targa Florio 1973 …. c’era in giro … anche un “finnico volante” …..

Targa Florio 1973 …. c’era in giro … anche un “finnico volante” ….. - Amici della Targa Florio

Alla Targa Florio 1973, delle tre Porsche 911 RSR Carrera della Martini Racing, la n.9 era quella di Leo Kinnunen e Claude Haldi. La foto che proponiamo - pur tagliata - è per noi splendida. E’ stata scattata nel tratto - misto ma velocissimo - tra la fine del rettilineo di Buonfornello e la Stazione di Cerda, nei pressi di Floriopoli. Ci offre un doppio “focus” … : il primo consente di farci ammirare, in ogni dettaglio, tutte le “artigianali” soluzioni aerodinamiche provate, in coda a quella 911, dai tecnici Porsche per assicurare ai loro piloti i migliori possibili assetti da gara; ali, spoilers, lamelle e rinforzi di vario genere. Il secondo “riporta alla luce” qualcosa che notoriamente rappresentava, in quel 1973, una vera “firma” sul casco di Leo Kinnunen, al momento alla guida : “ THE FLYING FINN “ … “ Il finnico volante “ … ;   come non dargli ragione ?.

 
Si ringrazia l’amico Totò Marfia per la sua splendida foto regalata alla fruibilità del sito dell’Associazione Culturale Amici della Targa Florio.  

TARGA FLORIO 1973....1^Parte

TARGA FLORIO 1973....1^Parte - Amici della Targa Florio

Domenica 13 Maggio , in una sfida tutta italiana ALFA – FERRARI , la Florio vedrà l’edizione conclusiva sul tracciato classico delle Madonie ,ma solo come prova del Mondiale Marche. All’ultima Targa Mondiale ambiscono tutti i piloti , anche quelli come Clay Regazzoni che mai si sarebbe sognato di voler tentare una prova stradale , o come Redman che dopo la paura di due anni fa sembrava deciso per il no. Ha cominciato col dare l’esempio Ickx , e’ stato praticamente lui ha convincere Ferrari a partecipare alla Targa. Ci volevano essere tutti , anche i piloti della Matra che si mostravano costernati davanti la decisione del signor Lagardere, che non voleva schierare le sue vetture ne alla Targa ne al Nurburgring  per puntare tutto su Le Mans. Ha rinunciato anche la Gulf Mirage per  timore di non arrivare in fondo con le sue ancora fragili tre litri Sport.

Una sfida tutta Italiana , dunque questa 57^ Targa una sfida che fa perno sul ritrovato duello Alfa – Ferrari con 4 equipaggi di grande valore e due motori boxer 12 cilindri in diretta alternativa. Vaccarella – Merzario  e Ickx – Redman per i bolidi rossi di Maranello , Stommelen – De Adamich e Regazzoni – Facetti per i bolidi rosso-sangue di Bue - Alfa Romeo.
A  fare da contrappunto ci sono la Stratos due valvole con motore Dino di Munari – Andruet , la Lola 3000 , e le Porsche Carrera RSR Martini che puntano sulla distanza con specialisti di Targa come Van Lennep – Muller. Oltre tutta la messe degli altri partecipanti , che come sempre sarà difficile ridurre a 80 equipaggi contro gli oltre 140 iscritti.
Non sarà l’ultima Targa , ma sarà comunque una grande Targa !
(Marcello Sabbatini)

TARGA FLORIO 1973....2^Parte

TARGA FLORIO 1973....2^Parte - Amici della Targa Florio

Alle 9,15 il via, Arturio Merzario con la Ferrari 312 P è il primo a partire, seguito dopo un minuto da Stommelen con un'Alfa Romeo 33 TT12 seguito sempre dopo un minuto dall'altra Ferrari 312 di Icky. La battaglia inizia subito ma le cose si mettono subito male per Merzario che alla fine del primo giro rientra ai box per sostituire una gomma forata che gli farà perdere parecchie posizioni, per poi ripartire come un razzo in ottava posizione all'inseguimento di Stommelen che nel frattempo si era portato al comando e del compagno di squadra Icky. Ma già al secondo giro con una guida aggressiva è già terzo dietro a Stommelen e Icky, ma la sfortuna per Merzario è in agguato, a metà del terzo giro la rottura di un semiasse lo costringe al ritiro appiedando così anche il compagno Vaccarella. Stessa sorte per Icky che sempre al terzo giro perde il controllo della sua Ferrari finendo in un fossato, le due Ferrari venute in Sicilia con ambizioni di vittoria e per fare punti preziosi per il mondiale sono entrambi fuori gara. L'Alfa di Stommelen intanto viaggia sempre in testa senza problemi, all'inizio del quarto giro passa il volante al compagno De Adamich, che ha appena il tempo di cominciare a riflettere quando, al km 42 una incomprensione con una Fulvia HF mette incredibilmente fuori strada De Adamich e la sua Alfa rovinandola irrimediabilmente contro un paracarro. In meno di cinque giri, scompaiono così tutti i principali protagonisti, ad approfittare della situazione c'è un nutrito gruppo di Porsche con le Martini Carrera RSR, e solo la esordiente Lancia Stratos di Munari - Andruet riesce ha rovinare il trionfo Porsche piazzandosi seconda. Muller e Van Lennep su Porche vincono con pieno merito questa 57ª Targa Florio in 6 ore 54' 19" alla media di 114,691 km/h, secondi appunto Munari - Andruet su Lancia Stratos a poco meno di 6 minuti, terzi Kinnunen - Haldi su Porsche.

Targa Florio 1974 ... fine di un’epoca ... fine del “Mondiale” .....

Targa Florio 1974 ... fine di un’epoca ... fine del “Mondiale” ..... - Amici della Targa Florio

L’avventura “mondiale” della Targa Florio doveva considerarsi, ormai, conclusa. La CSI, infatti, la escluse dal Campionato Marche a partire da quell’edizione del 1974. La 58^ Targa Florio si svolse il 9 giugno 1974. A far capire a tutti come le cose si erano messe, irreversibilmente, in negativo, la novità fù la riduzione del numero dei giri, da 11 a 7, per un nuovo totale di complessivi 504 chilometri. La corsa fu inserita fra quelle valevoli per il Challenge Mondiale di Velocità e Durata, un trofeo non riconosciuto dall’Autorità Sportiva Intenazionale.

Gli sportivi siciliani si dovettero, quindi, “accontentare” della presenza di una sola “Squadra Ufficiale”, la Lancia, che schierò tre Stratos che sarebbero state condotte da Munari/Andruet, Larrousse/Ballestrieri e Pregliasco/Paleari.

In quella foto, regalata al sito dall’Amico Totò Marfia, è ritratta la vincente Lancia Stratos n.1 di Larrousse/Ballestrieri. Il suo tempo fù di 4 ore 35’02’’6/10, ad una media di 109,946 Km/h. Il pubblico di Targa, tranne i “giovanissimi”, era, in verità, un pò avvilito, ma stava sempre lì.

TARGA FLORIO 1974....Vince la lancia Stratos

TARGA FLORIO 1974....Vince la lancia Stratos - Amici della Targa Florio
Anche se dovremo far correre soltanto le 500  ha detto l'avv. Sansone, presidente dell'A.C. Palermo, poco prima della premiazione, svoltasi in una atmosfera molto allegra presso la sede del Club Mediterranée di Cefalù  la Targa Florio non potrà che essere sempre questa, che si corre sul circuito delle Madonie, su queste nostre montagne, il pubblico stesso la vuole così. Farla disputare su una pista di un autodromo, sarebbe come snaturarla e non si potrebbe più chiamare Targa Florio . Con questa frase, l'avv. Sansone ha anche confermato che l'anno prossimo la gara, a dispetto di tutto, si farà l' 11 maggio. E si farà anche il possibile per riportarla a livello mondiale, malgrado il discorso sia ancora lungo e complicato. Resta comunque il fatto che i primi ad essere entusiasti della Targa sono proprio i piloti. « Non c'è prova — ha affermato il vincitore, Amilcare Ballestrieri  che equivalga a questa. E' una gara dove c'è di tutto, il dritto, le curve, le salite, le discese, la folla, lo scenario ». Il pilota sanremese deve aver trascorso una delle giornate più belle della sua vita. La Sicilia gli ha portato fortuna. Prima aveva conquistato il pubblico dominando il rally, ora si è aggiudicato la Targa in compagnia del francese Larrousse. Proprio come era successo a Sandro Munari due anni fa. Ieri il campione non è stato favorito dalla buona sorte, ma ha fatto buon viso e cattivo gioco, e si è unito allegramente con Jean-Claude Andruet al « clan » della Lancia che festeggiava il successo di Ballestrieri e Larrousse con la Stratos. Cesare Florio, il direttore del reparto corse, era veramente commosso: « E' stata una bellissima prova ha dichiarato  che conferma la qualità della nostra macchina e dei nostri piloti ». In verità questa Targa non ha soltanto confermato la supremazia della Stratos nelle gare stradali, ma ha anche messo in evidenza l'alto livello dell'automobilismo torinese che veramente è stato il grande protagonista della giornata. Della scuderia Torino-Corse sono Pianta e Pica, gli sfortunati conduttori della Lola-Ford Motul 3000 che così severamente ha impegnato la Lancia. A Pica e Pianta è rimasta solo la soddisfazione del giro più veloce, mentre invece Boeris e Soria hanno conquistato per la Nord-Ovest un brillantissimo terzo posto assoluto, ed il primo del gruppo Sport, classe 2000, con la Abarth Osella che è filata come un orologio. In più si deve registrare il magnifico piazzamento di Mussa e Galimberti con la nuova Grd-S/74, della Monzeglio, che si sono classificati quinti e primi della classe 1600 Sport. Ottimo anche il comportamento di Anastasio e « Gianfranco » sulla Chevron Ford 2000 con i colori della Torino Corse i quali, con il settimo posto hanno preceduto i compagni di squadra Fossati e Mola sulla Porsche Carrera. Infine Monticone e Coggiola, sempre sulla Porsche, per la Nord-Ovest sono stati decimi