Home > Ricordi e storie di Targa

Ricordi e storie di Targa

TARGA FLORIO 1906 - 1977

Tra gli scopi della nostra Associazione c’è anche quello - davvero impegnativo - di raccontare le diverse edizioni delle mitiche Targa Florio, dal 1906 al 1977, attraverso singoli episodi, aneddoti, specifici accadimenti, tratti da fonti diverse. Dai diretti protagonisti, ove possibile, da riviste, da giornali dell’epoca, da libri, da pubblicazioni sulla Targa. Lo spunto, per noi, sarà sempre una immagine, una foto, destinata ad “accendere la miccia” del nostro racconto. Speriamo di avere la capacità di coinvolgere emotivamente chi ci legge in questa - per noi - appassionante e passionale avventura.

Targa Florio 1906 ... quei “Carbonari” ... fondatori della Targa Florio ...

Targa Florio 1906 ... quei “Carbonari” ... fondatori della Targa Florio ... - Amici della Targa Florio

“ ... Il Comitato Panormitan Feste e Riunioni Automobilistiche di Sicilia aveva sede in Via Catania n.2 a Palermo, al pianterreno di un grande palazzo che si affacciava sul Viale della Libertà. L’edificio, di proprietà della Famiglia Florio, era tra il liberty ed il vittoriano. I suoi balconi erano sempre colmi di fiori. Il Comitato si riuniva tutti i giorni, sino a notte inoltrata. Nella sale si discuteva, si prendevano decisioni e si approvavano, tutto nella massima segretezza. I soci avevano l’aria dei ribelli e anticonformisti ed a una certa società conservatrice apparivano come adepti di compagini rivoluzionarie, sul tipo della Giovane Italia. Per tale motivo, non si sa da chi, vennero definiti in seguito i “Carbonari della Targa Florio”.

Questi uomini, tutti fedelissimi al Cavaliere Vincenzo Florio, erano Paolo, Giuseppe e Lucio Tasca Bordonaro, il Conte Giulio Airoldi, il Conte d’Isnello, il Marchese Paolo Scaletta, il Barone Gianni Stabile, il Barone Michele Ciuppa, il Marchese Jacona della Motta, il Barone Antonio di Ramione, il Cavaliere Rodrigo Licata di Baucina, il Principe Petrulla, i Principi Gustavo e Michele Vannucci, il Marchese De Seta, il Barone Cammarata, il Barone La Motta, il Barone di Gebbiarossa, il Cavaliere Fecarotta, il Cavaliere Salvatore Bonocore. Lucio Tasca era un eccellente cronometrista e gran fumatore di sigari; Guido Airoldi corridore ardito ed impetuoso; il Conte d’Isnello preciso e meticoloso; il Marchese De Seta assai focoso; Rodrigo Licata il suggeritore di trovate ingegnose. Airoldi e Tasca, in particolare, erano fraterni amici di Florio. Quando il Cavaliere, rientrato dalla Francia, comunicò che la sua nuova corsa era sostenuta da “L’Auto”, e già riscuoteva adesioni, i Carbonari applaudirono inneggiando a lui ed alla Targa. Subito dopo si discusse e si approvò il regolamento che prevedeva l’ammissione di vetture dotate di motori a 4 e 6 cilindi, con rispettivi limiti di alesaggio. Venne stabilito il peso minimo, mentre la cilindrata restava libera.

Nasceva così il concetto di “vetture di serie”, che si atteneva all’idea floriana di “vetture da viaggio”. I rifornimenti di carburante erano consentiti anche lungo il percoso. Il totale dei premi in denaro era stabilito in lire 50.000, di cui L.30.000 al primo assoluto più la Targa Florio, L.10.000 al secondo, L.5.000 al terzo, L. 2.000 al quarto, L.1.000 al quinto. Venne scelta la data di domenica 6 maggio 1906. Alla fine della riunione vennero stappate delle bottiglie di vecchio Chateau Lafite e si brindò all’avvenire della nuova Targa Florio ........... Una settimana prima della corsa, i componenti del Comitato Panormitan si trasferirono al Grand Hotel di Termini Imerese stabilendovi il quartier generale dell’organizzazione. Il Cavaliere, per l’occasione, invitò i giornalsti ad una ricognizione sul rettifilo del Buonfornello dove erano stati allestiti gli impianti. Tra questi c’erano Henry Desgrange, Charles Faroux, W.F. Breadley, George Prade, Mario Morasso, Lefrevre, Costamagna, Le Teller, Meurisse e Nino Sofia. Il Buonfornello appariva come una lucida fettuccia di grigio annerito, posata dalla natura nel bel mezzo della campagna. Le tribune si ergevano a due chilometri dalla Stazione di Cerda per una lunghezza di 200 metri; erano inghirlandate con foglie di frutti e limoni. Bella mostra facevano i ristoranti con i tavoli in legno e le sedie impagliate ed i chioschetti per rinfreschi e bibite con vendita di giornali e macchine fotografiche. Un alloggio riservato al totalizzatore costituiva una delle grandi novità. I giornalisti videro e annotarono tutto...”

 
(“La leggendaria Targa Florio” - Pino Fondi - 1989)
 
La foto che proponiamo raffigura il mitico rettilineo di Buonfornello, esattamente come era in quel lontano 1906.

Targa Florio 1906 ..... la Targa Florio per il vincitore fù d’oro massiccio ....

Targa Florio 1906 ..... la Targa Florio per il vincitore fù d’oro massiccio .... - Amici della Targa Florio


“ .... E’ la prima Targa Florio; siamo sul Grande Circuito delle Madonie ... Vince Alessandro Cagno su “Itala”, alla media di quasi 47 chilometri all’ora. Porta a casa la Targa, che è d’oro massiccio, e trentamila franchi in oro. Quella fortuna sarebbe probabilmente toccata ai francesi Rigal e Bablot, se a un rifornimento non fosse loro toccato uno spiacevole equivoco; per sbaglio, al posto della benzina, gli fecero un “pieno” d’acqua. Ma altri dodici concorrenti sono ancora più sfortunati. Per un improvviso sciopero dei marittimi è rimasta ferma a Genova la nave che doveva trasportare in Sicilia le loro macchine. Furenti, assistono alla gara da pedoni. La cronaca locale registra quattro novità : l’”automobile”, perchè gran parte dei siciliani, lungo il percorso, non l’aveva mai vista ; la “strada senza polvere”, perchè il munifico Florio, la vigilia della corsa, ha fatto spruzzare una mistura di catrame e bitume ; il “telegrafo”, perchè i paesi attraversati dalla corsa - finora - non conoscevano sistema più rapido della cartolina postale; la “donna in calzoni”, perchè il francese Le Blond s’è portato accanto la moglie, al posto del meccanico ...”

 
(“Quattroruote” - maggio 1962)
 
Nella foto: Alessandro Cagno. Il primo vincitore della Targa Florio sulla sua Itala. Sarà una gara di 3 giri, per Km. 446,46.

Targa Florio 1907 ...... la gara è siciliana .... ma alla fine .... piove .....

Targa Florio 1907 ...... la gara è siciliana .... ma alla fine .... piove ..... - Amici della Targa Florio


“ ... Alla fine della gara piove. La Targa Florio 1907 - disputata sul Grande Circuito delle Madonie in 3 giri per Km. 446,46 - la vince Felice Nazzaro su “Fiat”, alla media di 54 all’ora. Frusciano nel fango della pista le lunghissime gonne delle dame che escono per festeggiarlo. Uno dei favoriti, l’inglese Olsen, è affidato alle cure di un oftalmico. Minaccia la congiuntivite. Olsen era partito senza occhiali, e alla fine del primo giro, per liberarlo dal mascherone di fango, gli avevano tirato in faccia un secchio d’acqua. La “Corsa delle vetturette” - su 2 giri per Km. 297,64 - la vince Naudin, su Sizaire & Naudin ...”

 
(“Quattroruote” - maggio 1962)
 
La foto che  proponiamo raffigura la predestinata vincente, la Fiat di Felice Nazzaro, poco prima della partenza.
 

Targa Florio 1907 …. e Felice Buzio con la sua Diatto-Clèment

Targa Florio 1907 …. e Felice Buzio con la sua Diatto-Clèment - Amici della Targa Florio
“.... Organizzazione: Comitato per l’Incremento delle Feste e Riunioni Sportive. Grande Circuito delle Madonie, sviluppo km 148,823 x 3 giri = totale km. 446,469. Partenza e arrivo da Buonfornello. Monte premi Lire 100.000. Iscritti 56, partiti 45, classificati 28 ...”.
Nella foto : la Diatto-Clèment di Felice Buzio.
(“Diatto Story” - Sergio Massaro - 2001)

Targa Florio 1908 .... vince Trucco ... con un ottimo meccanico .... Maserati .

Targa Florio 1908  .... vince Trucco ... con un ottimo meccanico .... Maserati . - Amici della Targa Florio
“... E’ il Grande Circuito delle Madonie. La Targa Florio del 1908 la vince Trucco su Isotta Fraschini, alla media di quasi 60 all’ora. Emozionatissimi, gli invitati speciali del Continente corrono agli otto trasmettitori telegrafici che Vincenzo Florio ha impiantato sotto la tribuna. Trucco; il cognome del vincitore si presta ai giochi di parole. Se fossero profeti, i giornalisti si occuperebbero, piuttosto, del meccanico che ha corso accanto al vincitore: si chiama Alfieri Maserati. Profetico è invece il corridore Sizair, che era stato in testa fino all’ultimo giro. Piangendo dalla rabbia dice : “Un giorno, li toglieranno tutti !“. Le ruote della sua macchina si erano schiantate contro un paracarro. La “Corsa delle vetturette” la vince Giuppone, su Peugeot ....”
 
(“Quattroruote” - maggio 1962)
 
Quella proposta è una foto di Targa Florio 1908. E’ la Fiat di Felice Nazzaro; sarà costretto al ritiro

Targa Florio 1909 .... anche Vincenzo Florio fù concorrente ...

Targa Florio 1909 .... anche Vincenzo Florio fù concorrente ... - Amici della Targa Florio


E’ il Grande Circuito delle Madonie. Alla Targa Florio del 1909 il numero degli iscritti fù, in verità, piuttosto scarso.
Quindi, da Organizzatore, Vincenzo Florio si trasformò, per necessità, in concorrente, classificandosi secondo assoluto. Infatti in quell’anno - il 1909 - la crisi dello sport dell’automobile in Europa si fece incalzante. Perciò la Targa rischiò il rinvio. Ma il Cavaliere, per non farle perdere la continuità, la fece disputare egualmente ma su un solo giro, pari a 148 chilometri, ed aperta alla partecipazione dei soli sportivi siciliani. Per questa ragione quell’edizione passa all’albo d’oro come “La Siciliana”. La Targa Florio del 1909 la vince Ciuppa, su SPA. La “Corsa delle Vetturette” la vince Goux, su Peugeot.


Nella foto che Vi proponiamo il Barone Francesco Ciuppa con la sua SPA; sarà Lui in vincitore

Targa Florio 1910 .... crisi al botteghino ...

Targa Florio 1910 .... crisi al botteghino ... - Amici della Targa Florio

E’ il Grande Circuito delle Madonie.
Si incassano soltanto 26 lire. Il vento è così impetuoso che in tribuna entrano soltanto diciotto spettatori ; quindici uomini e tre donne. Anche in quel 1910 Vincenzo Florio, pur di salvare la Targa dalla crisi, abbinò la sua corsa con quella delle “Vetturette”. Era sua intenzione mettere a confronto vetture con motori mono e bicilindrici con quelle a motori di 4 e 6 cilindri, e ridestare l’interesse dei costruttori. La Targa Florio di quell’anno la vince Cariolato, su Franco. La “Corsa delle Vetturette” Boillot, su Peugeot.

 
(“Quattroruote” - Maggio 1962 / “La leggendaria Targa Florio” 1989 - Pino Fondi )
 
Un piccolo filare di vetture, per quella Targa Florio del 1910.
 

Targa Florio 1911 .... quando Campari era ancora meccanico ....

Targa Florio 1911 .... quando Campari era ancora meccanico .... - Amici della Targa Florio
... E’ il Grande Circuito delle Madonie. Nel 1911, nel tentativo di offrire più spettacolo alla corsa, Vincenzo Florio fece spostare il traguardo di partenza sulla salita verso Cerda. In seguito, su suggerimento della sua seconda moglie, Donna Lucia, in quella zona fece edificare la famosa “Baraccopoli di Cerda”, destinata a diventare leggendaria da allora al 1977 ; sarebbe poi stata chiamata “Floriopoli”. Quell’anno vince Ernesto Ceirano su SCAT, alla media di quasi 47 all’ora. Ma, attenzione ! ; c’è un corridore che percorre la pista in direzione inversa ! E’ il Duca Palazzo, che ha fatto dietro-front. Il giro più veloce lo fa Franchini, su un’Alfa. Chissà quali diavolerie avrà combinato al motore il meccanico di Franchini. Dicono che se ne intenda. Si chiama Campari ...”
 
(“Quattroruote” - Maggio 1962)
 
Nella foto, Ernesto Ceirano, sulla sua vincente SCAT.

Targa Florio 1912 .... anche una bella dormita, per chi è in testa ....

Targa Florio 1912 .... anche una bella dormita, per chi è in testa .... - Amici della Targa Florio
“... E’ Giro di Sicilia. Nuovo percorso : Palermo - Messina - Catania - Siracusa - Trapani - Palermo. A Catania arriva primo un ciclista. E’ Ceirano che, rimasto in “panne” per la rottura del differenziale, si è fatto prestare una bicicletta. A Trapani l’inglese E. Snipe, su SCAT, apprende di essere in testa, con ottanta minuti di vantaggio sugli inseguitori. Dice : “Venti minuti possono bastare ”, e va a riposarsi un’oretta in albergo .... “
 
Nella foto: l’immagine di quell’originale inglese, E. Snipe. La corsa sarà vinta alla media di circa 43 Km./h.
 
(“Quattroruote” - maggio 1962)

Targa Florio 1913 ... vince Nazzaro ... pilota ... e vettura ...

Targa Florio 1913 ... vince Nazzaro ... pilota ... e vettura ... - Amici della Targa Florio
“ ... E’ Giro di Sicilia. Fra i 37 concorrenti che si allinearono al via c’era anche Felice Nazzaro, al volante di una vettura che aveva costruito egli stesso. Infatti, dopo una brillante carriera come pilota nella Squadra della Fiat, Nazzaro aveva deciso di seguire l’esempio di Lancia e di diventare un costruttore di automobili. La corsa siciliana di quell’anno vide la prima partecipazione ad una gara della vettura costruita da Nazzaro e invece di dilungarci nell’esaltarne i pregi, diremo soltanto che la macchina del costruttore-pilota arrivò al traguardo precedendo di oltre un’ora l’Aquila Italiana di Marsaglia, che si piazzò al secondo posto. Nazzaro migliorò inoltre la media precedente, portandola da 38 a 49 chilometri orari ...”
 
(“Il romanzo della Targa Florio” - A.F. Bradley - 1965)
 
Nella foto: I vincitori, Nazzaro pilota e Nazzaro vettura. Il massimo

Targa Florio 1914 ... la guerra è vicina ...

Targa Florio 1914 ... la guerra è vicina ... - Amici della Targa Florio

“ E’ Giro di Sicilia. Per il terzo anno consecutivo la Targa Florio si svolse attorno all’isola e vide vincitore Ceirano, al volante di una Scat. Ma eravamo nel 1914 ; la catastrofe della guerra si abbattè sull’Europa e le corse automobilistiche cessarono anche nei paesi che non furono immediatamente travolti dal conflitto, come l’Italia.”.

 


(“Il romanzo della Targa Florio” - A.F. Bradley - 1965)
 
Nella foto: Ceirano e la sua Scat.

Targa Florio 1915...non disputata causa 1^ guerra mondiale.....

Targa Florio 1916...non disputata causa 1^ guerra mondiale.....

Targa Florio 1917...non disputata causa 1^ guerra mondiale.....

Targa Florio 1918...non disputata causa 1^ guerra mondiale.....

Targa Florio 1919 ... è valido un arrivo “vincente” in retromarcia ?

Targa Florio 1919 ... è valido un arrivo “vincente” in retromarcia ? - Amici della Targa Florio

“ ... E’ il Medio Circuito delle Madonie. Targa Florio 1919 : E’ valido tagliare il traguardo a marcia indietro ? I commissari dicono di no. Il francese Andrè Boillot, su Peugeot, che all’arrivo aveva urtato contro uno spigolo di una tribuna, e con incredibile presenza di spirito s’era affrettato ad ingranare la retromarcia, fà un gesto di stizza. Gira lo sterzo e ripete l’arrivo col “muso” avanti. Primo ! Ma i tifosi non possono portarlo in trionfo; intanto è svenuto ... “ 

 
(“Quattroruote - maggio 1962)
 
Andrè Boillot, quell’anno, vincerà con un tempo di 7.51’01’’ ad una media di 55,02 km/h.
 
La foto proposta è quella del vincitore.

Targa Florio 1919 .... Enzo Ferrari bloccato dal comizio ......

Targa Florio 1919 .... Enzo Ferrari bloccato dal comizio ...... - Amici della Targa Florio
“ ....... Parla Enzo Ferrari .... pilota : La Targa Florio fu vinta da Boillot su Peugeot. Proprio tagliando il traguardo il pilota francese investì uno spettatore imprudente. Sul rettifilo d'arrivo non c'erano tribune, ma semplici picchetti collegati da una fune. Ecco, fu la prima volta che avvertii la presenza della morte sui circuiti automobilistici.
 
Io ebbi il mio piccolo infortunio: il serbatoio della benzina cominciò a ballare sin dal primo giro, e dovetti sostare per riparare una delle bretelle che lo ancoravano alla carrozzeria. Persi oltre quaranta minuti e scivolai verso le ultime posizioni. Riuscii a riguadagnare qualcosa nonostante tentativi abbastanza spericolati fin verso la fine della gara, ma un nuovo e questa volta curioso colpo del destino mi convinse che dovevo rimandare alla prossima volta i sogni di gloria.
 
Stavo per raggiungere Campofelice, seguito abbastanza da vicino da altre due macchine, quando tre Carabinieri, piazzati a gambe larghe nel mezzo della strada, ci fecero segno di fermarci. Non si dice mai di no ai Carabinieri, e così, con deferenza, chiedemmo le ragioni della sosta forzata. “Nessun incidente, nessun pericolo”, ci risposero i militi della Benemerita, “soltanto dovete avere pazienza: il Presidente deve finire il suo discorso”.
 
Pochi metri pìù avanti, dopo una curva, la sede stradale formicolava di gente, e la via era intasata fino alla piazza centrale del paese: i siciliani erano là ad applaudire Vittorio Emanuele Orlando, il Presidente della Vittoria. Noi abbozzammo alcune timide proteste, assolutamente vane. Il discorso fu abbastanza lungo, e quando finì non ci fu data ancora via libera: ci fu soltanto concesso, dopo accorate insistenze, di accodare le nostre macchine al corteo presidenziale.
 
Avanzammo così per qualche chilometro insieme alla nera berlina De Dion Bouton, e fummo liberi di precipitarci verso il traguardo soltanto quando la macchina del Presidente si avviò per una via laterale. All'arrivo, cronometristi e spettatori erano già scomparsi con l'ultimo treno per Palermo.
 
Un carabiniere, munito di sveglia, registrava pazientemente i tempi dei ritardatari, arrotondando al minuto. Il lunedì seguente mi presentai a Don Vincenzo Florio. Con la sua scanzonata autorità mi dìsse: “Di che ti lamenti? Eri in ritardo, non hai rischiato nulla e ti facciamo persino il regalo di infilarti nella classifica”.
 
Mi venne assegnato il nono posto: tutto sommato, un piccolo successo. Don Vincenzino Florio ! Per me un maestro di sport; poi divenne un amico. Ora resta nella mia memoria al piano superiore, dove vivono i pionieri ... “
 
(“Le briglie del successo” di Enzo Ferrari - volume stampato il 30.11.74 nelle Officine Grafiche ARBE di Modena - edizione speciale, facente parte di una tiratura numerata, non in vendita - dono personale di Enzo Ferrari)  
 
 
Nella foto : Quello alla guida è Enzo Ferrari; il meccanico è “Nino”. Quella n.22 è una C.M.N. 15/10 HP 2,3. Noi pensiamo che il luogo sia facilmente riconoscibile ......
 
 

Targa Florio 1920 ... Enzo Ferrari vinse diecimila lire ....

Targa Florio 1920 ... Enzo Ferrari vinse diecimila lire .... - Amici della Targa Florio
“ ... Parla Enzo Ferrari .. pilota : L'anno seguente, 1920, dopo aver fatto alcune corse con un'Isotta Fraschini 4500 tipo Grand Prix 1914, la Targa Florio mi vide secondo assoluto, con l'Alfa quattro litri e mezzo, quattro cilindri biblocco. C'era in squadra anche Campari, ma si ritirò.
 
Guadagnai, fra premi di classifica ed accessori, diecimila lire. Erano le cifre di allora. Di premio reale oggi un pilota, in proporzione, guadagna forse qualcosa di meno. Ma allora la nostra passione non ci consentiva i calcoli in lire. Per me contava che quel giorno avevo fatto il mio ingresso ufficiale nell'équipe dell'Alfa.
 
L'Alfa, che aveva come marchio ancora soltanto il biscione visconteo, la croce amaranto e la parola Alfa, che significava Anonima Lombarda Fabbrica Automobili, era sorta per iniziativa di un milanese, il Cavalier Stella, il quale si associò a una ditta francese: la Darracq.
 
Questa ditta aveva ceduto il suo pacchetto azionario prima dello scoppio della guerra mondiale.
 
Durante il periodo bellico si inserì nell'industria Nicola Romeo, professore di Napoli, destinato a una carriera industriale e politica che lo avrebbe portato al Senato. Fu lui il vivificatore - lo chiamavano “la sirena” per il suo modo suadente - di un programma automobilistico che portò a costruire macchine favolose una ditta che durante la guerra non aveva fabbricato che proiettili, trattori e molti altri congegni che nulla avevano a che fare con l'automobile ... “.
 
(“Le briglie del successo” di Enzo Ferrari - volume stampato il 30.11.74 nelle Officine Grafiche ARBE di Modena - edizione speciale, facente parte di una tiratura numerata, non in vendita - dono personale di Enzo Ferrari)  
 
Nella foto : Quella è una strada di Termini Imerese in quel lontano 1920. La seconda esperienza siciliana fù quasi un successo pieno. Quella Alfa 4500 di Ferrari, con il meccanico Michele Conti, si classificò seconda alla Targa Florio.

Targa Florio 1920 ... tutti bagnati ... molti ritirati ...

Targa Florio 1920 ... tutti bagnati ... molti ritirati ... - Amici della Targa Florio

E’ il Medio Circuito delle Madonie. Targa Florio sotto la pioggia, quella del 1920, e sin dalla partenza. Come si potrà leggere nel commento inserito nella foto, poichè nessuno pensò di proteggere adeguatamente gli organi di accensione delle vetture, quell’anno vi furono numerosissimi ritiri. Il vincitore (bagnato) fù Meregalli, su Nazzaro, alla media di km/h 51,34 ( 4 giri ).



Nell’immagine che proponiamo, la testimonianza del brutto tempo di quell’anno, anche in partenza.

Targa Florio 1920 ... Vincenzo Florio ed il Suo amico Conte Guido Airoldi ...

Targa Florio 1920 ... Vincenzo Florio ed il Suo amico Conte Guido Airoldi ... - Amici della Targa Florio
“ .... La decima edizione della Targa Florio era stata emozionantissima, mentre la undicesima, quella del 1920, risultò decisamente monotona, se non altro per il pubblico perché i conduttori, costretti a lottare per otto o dieci ore con il vento e con la pioggia, non avvertirono certo la noia.
 
Tra i concorrenti, nella maggioranza illustri ignoti, spiccava Campari, il robusto pilota dell'Alfa Romeo, spalleggiato da Enzo Ferrari che si coprì di gloria piazzandosi secondo, staccato di soli otto minuti da Meregalli che pilotava la Nazzaro sei cilindri. Date le condizioni meteorologiche tanto avverse fu impossibile raggiungere alte velocità, infatti il vincitore segnò una media inferiore di quasi 5 chilometri a quella dell'anno precedente ....”
 
(Il Romando della Targa Florio - A,F. Bradley - 1965)
 
Nella foto il Conte Guido Airoldi con la sua Itala 2,8 n.10; sarà sesto in 9 ore, 58’ 20’’ 2/5. 
 

Targa Florio 1921 ... vince Masetti con la Fiat, .... e batte le Mercedes ....

Targa Florio 1921 ... vince Masetti con la Fiat, .... e batte le Mercedes .... - Amici della Targa Florio

... E’ il Medio Circuito delle Madonie. Corre Enzo Ferrari su un’Alfa. Corrono sulle Alfa anche Campari ed Ascari. Su una Fiat, Bordino. Ma la folla ha occhi soltanto per un corridore della Fiat, il toscano Giulio Masetti. E l’unico - dicono - che possa dare la “birra” ai tedeschi. Vincerà, ancora una volta, la Mercedes ? Siamo nel primo dopoguerra, i ricordi patriottici infuocano perfino lo sport. Se arriva primo Sailer, su Mercedes, è Caporetto. Se giunge primo Masetti, su Fiat, è il Piave. Già nei boxes della Mercedes, dirigenti , tecnici e meccanici hanno pronte le bottiglie di champagne ... Ma vince Masetti ! Il bolide rosso verrà festeggiato a barbera ....

(“Quattroruote” - maggio 1962)
 
Nella foto : Giulio Masetti vince la Targa del 1921 con la sua Fiat Grand Prix 1914 di 4400 cc.

Targa Florio 1921 …. la Diatto 4 DS di Gamboni

Targa Florio 1921 …. la Diatto  4 DS di Gamboni - Amici della Targa Florio
“ .....Organizzazione: Auto Club di Sicilia. Quattro giri del Medio Circuito delle Madonie per un totale di 432 km. Percorso: Cerda - Caltavuturo - Polizzi -Collesano - Campofelice - Cerda. Tra i partenti, ma non arriva al traguardo, Domenico Gamboni, alla guida di una Diatto 4 DS. E’ la vettura visibile nella foto proposta ...”
(“Diatto Story” - Sergio Massaro - 2001).

Targa Florio 1922 ... vince Masetti su Goux ... dopo la Fiat ... la Mercedes

Targa Florio 1922 ... vince  Masetti su Goux ... dopo la Fiat ... la Mercedes - Amici della Targa Florio
E’ il Medio Circuito della Madonie. Nel 1922 Masetti si iscrisse alla Targa con una Mercedes Grand Prix A.C. del France 1914 di 4500 cc.. Era la stessa vettura con la quale l’anno precedente aveva gareggiato Max Sailer e perso il confronto proprio con il Conte. Masetti l’aveva acquistata “tanto per cambiare”, ma, sotto sotto, per dimostrare che alle Madonie poteva fare lo stesso con la Mercedes quanto con la Fiat.

Correva da privato e non per la Squadra ufficiale Mercedes ..........
 
....... Nel penultimo giro la corsa si fece davvero avvincente. Ormai Masetti era sempre più vicino a Goux, al momento al comando, e gli contendeva il primato. La Ballot a sua disposizione risentiva della dura prova; le sue gomme posteriori erano molto logore. Ma non c‘era più tempo per fermarsi. Goux sperava di poter resistere. Campofelice era vicina e restava da affrontare il rettifilo di Buonfornello. La Targa poteva essere sua. Pensava a questo quando all’entrata di una curva insidiosa sentì il suo veicolo scivolare paurosamente sulle gomme posteriori, proprio dove c’era molta ghiaia. Goux cercò di raddrizzare la macchina con un dolce controsterzo. Ma ormai era troppo tardi. La vettura partì con il muso verso il ciglio della strada e volò su un fossato; fortunosamente il terreno era molle e non accadde nulla di grave. Il motore si spense. La macchina era indenne e tutto rimediabile. Goux e il suo meccanico si fecero aiutare da generosi spettatori che spinsero la macchina sulla strada. I due uomini risalirono a bordo e la macchina ripartì veloce. Ma all’entrata di una curva Goux agì sui freni e sentì che non rispondevano più. Era infuriato. Riuscì a raddrizzare la macchina e continuò a correre senza freni. Quando occorreva agiva soltanto sul freno a mano. Nauralmente era una manovra rischiosa. Ma Goux avrebbe dato la vita per vincere una Targa. Ormai era lanciato sul Buonfornello e sfiorava i 200 Km/h.. La Ballot scricchiolava tutta, ma Goux non mollava. Masetti gli era dietro e si avvicinava sempre più spietato. Poi, Goux fù sulla salitella verso il traguardo e passò sotto lo striscione girando verso i box. La folla l’applaudì sportivamente. Il Cavaliere gli si fece incontro e lo invitò a salire sulla torre dei conometristi per attendere l’arrivo di Masetti . “Se Giulio non arriva, sarai Tu il vincitore !” gli disse il Cavaliere, e Goux non rispose. La folla attendeva silenziosa. D’un tratto il cannone annunciò l’arrivo di una macchina. Allora tutti si volsero in direzione delle tre curvette prima della salitella. Non ci volle molto che già sulla prima curvetta comparì il radiatore a scudo della Mercedes numero 40 di Masetti.
 
(“La leggendaria Targa Florio” - Pino Fondi - 1989)
 
Nella foto, l’immagine di quel “secondo” Goux, impegnato sulle impervie strade delle Madonie. La sua Ballot, quindi, sarà preceduta sul traguardo soltanto dalla Mercedes di Masetti. Avrebbe vinto Lui, Masetti, primo in 6.50’50’’ ; Goux secondo in 6.52’37’’
 
 

Targa Florio 1922 …. delle 3 Diatto in gara, una era di Massola …..

Targa Florio 1922 …. delle 3 Diatto in gara, una era di Massola ….. - Amici della Targa Florio

 “ ..... Medio Circuito delle Madonie, totale km 432. Partiti 42, di cui tre Diatto 2 litri Tipo 20 S - telaio corto touring - nella classe 1.501-2.000, che non arrivano al traguardo (piloti: Massola, Guido Meregalli, Domenico Gamboni) ....”.

La Diatto 2 litri protagonista della foto proposta è quella di Massola.
(“Diatto Story” - Sergio Massaro - 2001)

Targa Florio 1923 ... l'incendio delle tribune ....

Targa Florio 1923 ... l'incendio delle tribune .... - Amici della Targa Florio
 
Nella notte del 1° Ottobre 1923 un furioso incendio, impadronendosi del « villaggio » della Automobile Club di Sicilia a Cerda, divorava in brevi ore la maggior parte dei fabbricati.
Aiutate da un vento persistente e favorite dal fatto della lontananza dei caseggiati da ogni cen­tro abitato, le fiamme poterono compiere quasi intieramente la loro opera di distruzione.
Il guardiano addetto alla sorveglianza ed un piccolo gruppo di operai che procedevano ad al­cune opere di ampliamento dei fabbricati, cercarono di difendere le costruzioni e le ricche suppel­lettili con i mezzi a disposizione: la scarsità d'acqua e la lontananza dalla Stazione ferroviaria fu­rono complici del fuoco e del vento.
All'alba uno spettacolo di desolante rovina si presentò agli occhi dei Signori dell'Automobile Club giunti sul posto appena avvertiti per telegrafo: il fabbricato delle Tribune coperte comple­tamente distrutto, crollato il tetto pittoresco in mattoni, crollate le due torricelle caratteristiche, le­sionati i muri vicini della Tribuna dei Soci e di quella della Stampa.
Il danno materiale era ancora più grave per la completa distruzione di tutta la suppellettile varia che normalmente era conservata nell'interno delle Tribune stesse. Ivi infatti erano ammassati tavoli. sgabelli, strumenti di segnalazione, il ricchissimo e sontuoso quadro dei tempi, i mobili per le cabine dei Commissari e tutto un vastissimo arredamento di bandiere, festoni e stoffe: tutto quel complesso di gaiezza che fa tanto pittoresco il « villaggio di Cerda » nelle riunioni internazionali.
Le lapidi che portavano incisi a caratteri d'oro i nomi dei gloriosi piloti, avvicendatisi dal 1905 ad oggi nel possesso dei ricchi premi dell' A. C. S. completamente incenerite dal calore infernale erano sparite: doloroso segno della furia degli elementi e melanconica traccia di un passato glorio so di vita sportiva.
Vincenzo Florio, che trovavasi assente, a Parigi, fu avvertito per telegramma: rispose laconicamente che tutto si sarebbe rifatto e meglio e nel minor tempo possibile. I fatti tennero dietro al programma, così tacitianamente espresso: non a torto il motto dell'Auto mobile Club di Sicilia può compendiarsi nel classico « Acta non verba ».
Il ritmo dell'interesse internazionale incalzava verso il successo grandioso della 15^ Targa e della 6^ Coppa Florio: a tanta attesa occorreva corrispondere con l'interesse sportivo della riunione e con la degna cornice dei locali per il pubblico e per i servizi.
La decisa volontà dell' A. C. S. creò dalla rovina tutto un nuovo fasto di costruzioni.
Ove aveva regnato il legname, la calce e le tegole, entrò, sovrano prepotente, il cemento armato: ove ogni ingrandimento sembrava costretto dalle antiche costruzioni la furia del fuoco ave­va aperto il campo ad ogni trasformazione.
La Tribuna coperta, costruita in cemento armato ebbe per tetto una grandiosa gradinata, sormontata da una snella tettoia di variopinte tende: sui gradini sfolgorò il pubblico nella giornata del 27 Aprile 1924.
La costruzione adibita a Tribuna per i Soci cambiò fisionomia e carattere: salì fino alle vette d'una torre di osservazione: al pianterreno funzionò il Restaurant: sopra trillarono nervosi i tele­grafi e i telefoni e scricchiolò nervosa la penna febbrile dei giornalisti: al piano superiore si in­stallò la attività oculata dei Commissari di Corsa; un altro piano fu destinato ai ragguardevoli per­sonaggi del pubblico e infine, sulla terrazza che culminava la torre funzionò la segnalazione se­maforica delle vetture che scendevano dalla collina di Bonfornello ; dall'altro lato la vecchia Tribuna della Stampa si mutò in « boxes ».
Tutto ciò mutava faccia al vecchio fabbricato: ma le trasformazioni e gli ampliamenti non si fermarono qui.
La scarpata del quadro dei tempi fu attaccata, demolita, plasmata: Sorsero tre gradini per í pubblico: il Quadro dei Tempi salì ad una altezza imprevista e fu tutto di ferro, con caselle per 60 corridori, con una sua pittoresca capanna di servizio che si protese sulla strada, vivace di colore e di linea, come una sentinella avanzata: e, per permettere al pubblico di recarsi alla Tribuna coperta una passerella di ferro scavalcò la strada e si riallacciò ai vecchi fabbricati.
 
Ma il cemento armato si impadronì ancora d'un altro importante ramo dell'attività di corsa.
Anche i vecchi rifornimenti nelle capannucce di legno, distrutte dal fuoco, furono sostituite da una snella costruzione su pilastri in cemento: e sopra una lunga terrazza accolse il pubblico chi si aggirava dalle tribune sulla passerella, di qui per il quadro dei tempi e, dalle rampe erbose dietro la Torre di Osservazione, si inerpicava fino alle terrazze sui rifornimenti nel momento che febbrile, l'opera dei corridori aveva una sosta più veloce d'ogni inseguimento.
Tutte queste opere sorsero in poco più di due mesi: miracolo di volontà e di attività di dirigenti, costruttori e operai.
E nessuna fantasia di scrittore potrà mai ridire la stupefatta, compiacente meraviglia che prese il foltissimo stuolo di spettatori allorchè, il mattino del 27 Aprile 1924, al vento tormentante che si abbatteva sulle nuove costruzioni di Cerda, rispondeva il garrire variopinto e luminoso delle mille bandiere multicolori e delle fronde verdi alternate all'oro dei frutti di limone e l'ansito tumultuoso della grande tenda sulle gradinate che palpitava come di una nuova vita di vittoriosa volontà.
 
 

Targa Florio 1923 ... una Targa in tono minore ..

Targa Florio 1923 ... una Targa in tono minore .. - Amici della Targa Florio

E’ il Medio Circuito delle Madonie. Nel 1923 la Targa non riscosse lo stesso successo di partecipazioni dell’anno precedente. Tuttavia, c’era da registrare la presenza di piloti di gran rilievo. L’Alfa Romeo dominò la corsa, anche se il finale fu piuttosto drammatico. Vinse Sivocci seguito da Ascari, mentre Masetti arrivò quarto.


(“La leggendaria Targa Florio” - Pino Fondi - 1989)
 
La foto che proponiamo è davvero spettacolare. Il pilota è Ascari e la vettura è la sua l’Alfa. Ma su quell’Alfa, oltre al previsto meccanico, altri ospiti .... Quella era la Targa Florio .... una gara unica ! Curiosità : siamo nei pressi di Floriopoli. Quelle palizzate ai margini del tracciato furono realizzate utilizzando materiale bellico dismesso dalla fabbrica di aereoplani Ducrot di Palermo; sono le eliche in legno che Florio fece recuperare nell’occasione ... davvero incredibile ...

Targa Florio 1924 ... una gara persa a soli 40 metri dallo start ....

Targa Florio 1924 ... una gara persa a soli 40 metri dallo start .... - Amici della Targa Florio

E’ il Medio Circuito delle Madonie. Ascari ! Ascari ! Vinceranno ancora i tedeschi della Mercedes? Da Ascari, su Alfa, la folla si aspetta il miracolo. Ma, a quaranta metri dallo striscione d’arrivo , il motore si arresta. Non c’è verso di riavviarlo. E sfortuna vuole che quei quaranta metri finali siano in leggera salita. Stremato, Ascari prova a spingere la macchina a forza di braccia. Generosi, ma ingenui, accorrono i meccanici, per dargli una mano. E’ la squalifica. I commissari esigeranno che la macchina venga riportata nel punto preciso della “panne”, e che il povero Ascari s’arrangi con le proprie forze. Minuti preziosi, e intanto arrivano gli altri.


(“Quattroruote” - maggio 1962)
 
Ma,in ogni caso, niente da fare ; sarà comunque squalifica. La vittoria sarebbe andata a Christian Werner, su Mercedes, alla media di 66,01 km./h., con Masetti secondo, su Alfa Romeo e Bordino terzo, su Fiat.
 
Nella foto-cimelio : il vincitore Christian Werner, accompagnato ( a destra ) da Ferdinand Porsche.

Targa Florio 1924 ..... Bordino tentò con la piccola Fiat 1500 SS ....

Targa Florio 1924 ..... Bordino tentò con la piccola Fiat 1500 SS .... - Amici della Targa Florio
Pietro Bordino, con Nazzaro e Ascari, fu uno dei maggiori piloti italiani degli anni venti, famoso in particolare per lo stile di guida. Anche il suo nome, come quello di Nazzaro, è legato a successi sportivi della Fiat. La sua fama declinò con il sorgere dell'astro Nuvolari e con il predominio delle Alfa Romeo.
Bordino era figlio del custode della Fiat, avrà avuto una quindicina d'anni ed in più conosceva a memoria un motore, e pesava poco. Tutte qualità che non sfuggirono a Vincenzo Lancia.
Successe una volta quasi per caso: Lancia invitò il ragazzo a salire sulla macchina per una prova. Da allora Lancia e Bordino fecero coppia fissa.
Nel 1913, data anche I'amicizia col suo maestro, guidò una Lancia all'ottava Targa Florio che si disputava sul piccolo giro di Sicilia (km 965) in due tappe. Si fece subito notare per quella che sarà la caratteristica del suo modo di guidare: I'irruenza. Nella prima tappa fu terzo dietro a Marsaglia e a Nazzaro. Nella seconda, mentre Nazzaro compiva una delle sue corse più belle e calcolate, Bordino sbagliò percorso e dovette rinunciare a un ottimo piazzamento. Arrivò ottavo.
Nel 1921 capeggia la squadra della Fiat alla Targa Florio. Gli sono compagni Minoia, Giulio Masetti, Bergese Giordano, Pellegrino, De Seta, Mari, Trombetta, Piro, Gasperini. Ma la Targa non portò fortuna a Bordino che dovette ritirarsi.
Nel 1924 ritentò l'avventura della Targa Florio, che gli sarà sempre proibita, come sarà proibita ad Antonio Ascari. Quell'anno Bordino fu addirittura colto da insolazione e dovette cedere la macchina a Nazzaro.
Nella foto : una davvero bella immagine della Fiat 501 speciale 1,5 di Pietro Bordino alla Targa Florio del 1924; vettura ritirata nel corso del 5° giro per principio di incendio, con pilota e meccanico intossicati, quando al volante era Felice Nazzaro che, iscritto come pilota di riserva, aveva preso il posto di Bordino, esausto, al termine del 4° giro.

Targa Florio 1924 ...... la Peugeot di Boillot ed il campo di fagioli ...

Targa Florio 1924 ...... la Peugeot di  Boillot ed il campo di fagioli ... - Amici della Targa Florio
“ .... Ben presto le gomme delle Peugeot, rivelatesi meno resistenti di quanto fossero apparse durante le prove, presero a cedere a un tale ritmo che fu necessario ricorrere ai cerchioni dei modelli di riserva e addirittura prenderne a prestito da una Casa concorrente; poco dopo si esaurì la scorta dell'olio lubrificante che comportò una perdita di otto minuti, mentre il personale dei boxes cercava affannosamente di rifornirsi del prezioso liquido.
 
Boillot, affrontando una curva a velocità elevatissima si rese d'un tratto conto di avere soltanto due alternative: un testa-coda che quasi certamente avrebbe mandato alla malora le gomme posteriori, oppure un tuffo in un campo di fagioli, quasi due metri sotto il livello della strada.
 
Il pilota optò per i fagioli e quando, poco dopo, il suo compagno di squadra Dauvergne apparve oltre la curva, si trovò di fronte al fantastico spettacolo rappresentato dalla Peugeot che si apriva un varco in mezzo agli ortaggi per tornare sulla strada, inseguita dal meccanico che correva brandendo la manovella di avviamento ...”.
 
(Il Romando della Targa Florio - A.F. Bradley - 1965)
 
Nella foto : la Peugeot di Boillot ancora con le gomme in buono stato .....