Tra gli scopi della nostra Associazione c’è anche quello - davvero impegnativo - di raccontare le diverse edizioni delle mitiche Targa Florio, dal 1906 al 1977, attraverso singoli episodi, aneddoti, specifici accadimenti, tratti da fonti diverse. Dai diretti protagonisti, ove possibile, da riviste, da giornali dell’epoca, da libri, da pubblicazioni sulla Targa. Lo spunto, per noi, sarà sempre una immagine, una foto, destinata ad “accendere la miccia” del nostro racconto. Speriamo di avere la capacità di coinvolgere emotivamente chi ci legge in questa - per noi - appassionante e passionale avventura.
“ ... Il Comitato Panormitan Feste e Riunioni Automobilistiche di Sicilia aveva sede in Via Catania n.2 a Palermo, al pianterreno di un grande palazzo che si affacciava sul Viale della Libertà. L’edificio, di proprietà della Famiglia Florio, era tra il liberty ed il vittoriano. I suoi balconi erano sempre colmi di fiori. Il Comitato si riuniva tutti i giorni, sino a notte inoltrata. Nella sale si discuteva, si prendevano decisioni e si approvavano, tutto nella massima segretezza. I soci avevano l’aria dei ribelli e anticonformisti ed a una certa società conservatrice apparivano come adepti di compagini rivoluzionarie, sul tipo della Giovane Italia. Per tale motivo, non si sa da chi, vennero definiti in seguito i “Carbonari della Targa Florio”.
Questi uomini, tutti fedelissimi al Cavaliere Vincenzo Florio, erano Paolo, Giuseppe e Lucio Tasca Bordonaro, il Conte Giulio Airoldi, il Conte d’Isnello, il Marchese Paolo Scaletta, il Barone Gianni Stabile, il Barone Michele Ciuppa, il Marchese Jacona della Motta, il Barone Antonio di Ramione, il Cavaliere Rodrigo Licata di Baucina, il Principe Petrulla, i Principi Gustavo e Michele Vannucci, il Marchese De Seta, il Barone Cammarata, il Barone La Motta, il Barone di Gebbiarossa, il Cavaliere Fecarotta, il Cavaliere Salvatore Bonocore. Lucio Tasca era un eccellente cronometrista e gran fumatore di sigari; Guido Airoldi corridore ardito ed impetuoso; il Conte d’Isnello preciso e meticoloso; il Marchese De Seta assai focoso; Rodrigo Licata il suggeritore di trovate ingegnose. Airoldi e Tasca, in particolare, erano fraterni amici di Florio. Quando il Cavaliere, rientrato dalla Francia, comunicò che la sua nuova corsa era sostenuta da “L’Auto”, e già riscuoteva adesioni, i Carbonari applaudirono inneggiando a lui ed alla Targa. Subito dopo si discusse e si approvò il regolamento che prevedeva l’ammissione di vetture dotate di motori a 4 e 6 cilindi, con rispettivi limiti di alesaggio. Venne stabilito il peso minimo, mentre la cilindrata restava libera.
Nasceva così il concetto di “vetture di serie”, che si atteneva all’idea floriana di “vetture da viaggio”. I rifornimenti di carburante erano consentiti anche lungo il percoso. Il totale dei premi in denaro era stabilito in lire 50.000, di cui L.30.000 al primo assoluto più la Targa Florio, L.10.000 al secondo, L.5.000 al terzo, L. 2.000 al quarto, L.1.000 al quinto. Venne scelta la data di domenica 6 maggio 1906. Alla fine della riunione vennero stappate delle bottiglie di vecchio Chateau Lafite e si brindò all’avvenire della nuova Targa Florio ........... Una settimana prima della corsa, i componenti del Comitato Panormitan si trasferirono al Grand Hotel di Termini Imerese stabilendovi il quartier generale dell’organizzazione. Il Cavaliere, per l’occasione, invitò i giornalsti ad una ricognizione sul rettifilo del Buonfornello dove erano stati allestiti gli impianti. Tra questi c’erano Henry Desgrange, Charles Faroux, W.F. Breadley, George Prade, Mario Morasso, Lefrevre, Costamagna, Le Teller, Meurisse e Nino Sofia. Il Buonfornello appariva come una lucida fettuccia di grigio annerito, posata dalla natura nel bel mezzo della campagna. Le tribune si ergevano a due chilometri dalla Stazione di Cerda per una lunghezza di 200 metri; erano inghirlandate con foglie di frutti e limoni. Bella mostra facevano i ristoranti con i tavoli in legno e le sedie impagliate ed i chioschetti per rinfreschi e bibite con vendita di giornali e macchine fotografiche. Un alloggio riservato al totalizzatore costituiva una delle grandi novità. I giornalisti videro e annotarono tutto...”
“ .... E’ la prima Targa Florio; siamo sul Grande Circuito delle Madonie ... Vince Alessandro Cagno su “Itala”, alla media di quasi 47 chilometri all’ora. Porta a casa la Targa, che è d’oro massiccio, e trentamila franchi in oro. Quella fortuna sarebbe probabilmente toccata ai francesi Rigal e Bablot, se a un rifornimento non fosse loro toccato uno spiacevole equivoco; per sbaglio, al posto della benzina, gli fecero un “pieno” d’acqua. Ma altri dodici concorrenti sono ancora più sfortunati. Per un improvviso sciopero dei marittimi è rimasta ferma a Genova la nave che doveva trasportare in Sicilia le loro macchine. Furenti, assistono alla gara da pedoni. La cronaca locale registra quattro novità : l’”automobile”, perchè gran parte dei siciliani, lungo il percorso, non l’aveva mai vista ; la “strada senza polvere”, perchè il munifico Florio, la vigilia della corsa, ha fatto spruzzare una mistura di catrame e bitume ; il “telegrafo”, perchè i paesi attraversati dalla corsa - finora - non conoscevano sistema più rapido della cartolina postale; la “donna in calzoni”, perchè il francese Le Blond s’è portato accanto la moglie, al posto del meccanico ...”
“ ... Alla fine della gara piove. La Targa Florio 1907 - disputata sul Grande Circuito delle Madonie in 3 giri per Km. 446,46 - la vince Felice Nazzaro su “Fiat”, alla media di 54 all’ora. Frusciano nel fango della pista le lunghissime gonne delle dame che escono per festeggiarlo. Uno dei favoriti, l’inglese Olsen, è affidato alle cure di un oftalmico. Minaccia la congiuntivite. Olsen era partito senza occhiali, e alla fine del primo giro, per liberarlo dal mascherone di fango, gli avevano tirato in faccia un secchio d’acqua. La “Corsa delle vetturette” - su 2 giri per Km. 297,64 - la vince Naudin, su Sizaire & Naudin ...”

E’ il Grande Circuito delle Madonie. Alla Targa Florio del 1909 il numero degli iscritti fù, in verità, piuttosto scarso.
Quindi, da Organizzatore, Vincenzo Florio si trasformò, per necessità, in concorrente, classificandosi secondo assoluto. Infatti in quell’anno - il 1909 - la crisi dello sport dell’automobile in Europa si fece incalzante. Perciò la Targa rischiò il rinvio. Ma il Cavaliere, per non farle perdere la continuità, la fece disputare egualmente ma su un solo giro, pari a 148 chilometri, ed aperta alla partecipazione dei soli sportivi siciliani. Per questa ragione quell’edizione passa all’albo d’oro come “La Siciliana”. La Targa Florio del 1909 la vince Ciuppa, su SPA. La “Corsa delle Vetturette” la vince Goux, su Peugeot.
Nella foto che Vi proponiamo il Barone Francesco Ciuppa con la sua SPA; sarà Lui in vincitore
E’ il Grande Circuito delle Madonie.
Si incassano soltanto 26 lire. Il vento è così impetuoso che in tribuna entrano soltanto diciotto spettatori ; quindici uomini e tre donne. Anche in quel 1910 Vincenzo Florio, pur di salvare la Targa dalla crisi, abbinò la sua corsa con quella delle “Vetturette”. Era sua intenzione mettere a confronto vetture con motori mono e bicilindrici con quelle a motori di 4 e 6 cilindri, e ridestare l’interesse dei costruttori. La Targa Florio di quell’anno la vince Cariolato, su Franco. La “Corsa delle Vetturette” Boillot, su Peugeot.
“ E’ Giro di Sicilia. Per il terzo anno consecutivo la Targa Florio si svolse attorno all’isola e vide vincitore Ceirano, al volante di una Scat. Ma eravamo nel 1914 ; la catastrofe della guerra si abbattè sull’Europa e le corse automobilistiche cessarono anche nei paesi che non furono immediatamente travolti dal conflitto, come l’Italia.”.
“ ... E’ il Medio Circuito delle Madonie. Targa Florio 1919 : E’ valido tagliare il traguardo a marcia indietro ? I commissari dicono di no. Il francese Andrè Boillot, su Peugeot, che all’arrivo aveva urtato contro uno spigolo di una tribuna, e con incredibile presenza di spirito s’era affrettato ad ingranare la retromarcia, fà un gesto di stizza. Gira lo sterzo e ripete l’arrivo col “muso” avanti. Primo ! Ma i tifosi non possono portarlo in trionfo; intanto è svenuto ... “
E’ il Medio Circuito delle Madonie. Targa Florio sotto la pioggia, quella del 1920, e sin dalla partenza. Come si potrà leggere nel commento inserito nella foto, poichè nessuno pensò di proteggere adeguatamente gli organi di accensione delle vetture, quell’anno vi furono numerosissimi ritiri. Il vincitore (bagnato) fù Meregalli, su Nazzaro, alla media di km/h 51,34 ( 4 giri ).
... E’ il Medio Circuito delle Madonie. Corre Enzo Ferrari su un’Alfa. Corrono sulle Alfa anche Campari ed Ascari. Su una Fiat, Bordino. Ma la folla ha occhi soltanto per un corridore della Fiat, il toscano Giulio Masetti. E l’unico - dicono - che possa dare la “birra” ai tedeschi. Vincerà, ancora una volta, la Mercedes ? Siamo nel primo dopoguerra, i ricordi patriottici infuocano perfino lo sport. Se arriva primo Sailer, su Mercedes, è Caporetto. Se giunge primo Masetti, su Fiat, è il Piave. Già nei boxes della Mercedes, dirigenti , tecnici e meccanici hanno pronte le bottiglie di champagne ... Ma vince Masetti ! Il bolide rosso verrà festeggiato a barbera ....


“ ..... Medio Circuito delle Madonie, totale km 432. Partiti 42, di cui tre Diatto 2 litri Tipo 20 S - telaio corto touring - nella classe 1.501-2.000, che non arrivano al traguardo (piloti: Massola, Guido Meregalli, Domenico Gamboni) ....”.
E’ il Medio Circuito delle Madonie. Nel 1923 la Targa non riscosse lo stesso successo di partecipazioni dell’anno precedente. Tuttavia, c’era da registrare la presenza di piloti di gran rilievo. L’Alfa Romeo dominò la corsa, anche se il finale fu piuttosto drammatico. Vinse Sivocci seguito da Ascari, mentre Masetti arrivò quarto.
E’ il Medio Circuito delle Madonie. Ascari ! Ascari ! Vinceranno ancora i tedeschi della Mercedes? Da Ascari, su Alfa, la folla si aspetta il miracolo. Ma, a quaranta metri dallo striscione d’arrivo , il motore si arresta. Non c’è verso di riavviarlo. E sfortuna vuole che quei quaranta metri finali siano in leggera salita. Stremato, Ascari prova a spingere la macchina a forza di braccia. Generosi, ma ingenui, accorrono i meccanici, per dargli una mano. E’ la squalifica. I commissari esigeranno che la macchina venga riportata nel punto preciso della “panne”, e che il povero Ascari s’arrangi con le proprie forze. Minuti preziosi, e intanto arrivano gli altri.
E’ il Medio Circuito delle Madonie. Basta con la polvere !. Chiamato, da Florio, l’Ing. Piero Puricelli, ha trasformato il circuito in un biliardo. Ad oltre 71 di media, vince Costantini su Bugatti. Ad una curva s’è capovolta la Peugeot di Dauvergue. Nella botta si sfascia una tanica piena di benzina e qualche scintilla, fuoriuscita dallo scappamento, accende un rogo. Masetti si ferma, carica il ferito e lo trasporta al più vicino ospedale. Se la caverà.