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La Targa Florio

TARGA FLORIO - ' IL MITO PERDUTO '

 

Per non " DIMENTICARE "
Le origini di questo meraviglioso evento risalgono al 6 Maggio 1906, quando cominciarono a prendere vita le curve del “Grande Circuito delle Madonie” .
Dire Madonie significa dire tanto: l’uomo a contatto con la natura, la natura al servizio dell’uomo. Saliscendi unici, odori primaverili siciliani ineguagliabili. Ecco cosa significava dire Targa Florio. Da Cerda a Cerda, passando per Caltavuturo, Castellana, Petralia Sottana, Petralia Soprana, Geraci, Castelbuono, Isnello, Collesano e Campofelice, per chiudere il cerchio di 148Km, a detta dei piloti più duro della Mille Miglia. Nei paesi il passaggio delle auto da corsa era sinonimo di festa.

Le strade erano un trionfo di bandiere, cesti di limoni e di aranci, perché abbellire il proprio quartiere era una gara nella gara. I nobili per l’occasione commissionavano vestiti, e ricoprivano il paese di stemmi nobiliari. Dal 1912 al 1914 dire Targa significava dire Giro di Sicilia. Millecinquanta chilometri per compiere un giro quasi completo dell’isola, più di sedici ore per coprirli tutti. Altre 3 edizioni del Giro di Sicilia verranno corse dal 1948 al 1950. Dopo la Grande Guerra, la Targa riprende nel 1919, ancora nelle Madonie, da un circuito ricavato da quello iniziale, avente lunghezza pari a 108Km. Fino al 1930 nessun cambiamento, se non quelli tecnologici. La Targa, infatti,  rappresentava una vetrina d’eccezione molto considerata nel panorama internazionale. Le strade siciliane hanno visto rottami di ferro diventare macchine, macchine diventare auto da corsa ed auto da corsa diventare bolidi. Dopo un ritorno sul “Grande Circuito delle Madonie” nel 1931, dal 1932 la Targa si limitò a correre in una porzione di 72Km ricavata dal tracciato originale.

Dal 1937 al 1940 il “Circuito della Favorita” a Palermo ha ospitato la gara principe dell’Isola, la quale tornò a correre, nel 1951, nel “Piccolo Circuito delle Madonie” fino al 1977, data in cui fu disputata l’ultima Targa valevole per il Campionato Italiano. Dal 1955 al 1973 la Targa valeva come gara per il campionato mondiale marche. La Targa Florio è sempre stata una corsa ambita ed un banco di prova sia per i piloti che per le marche. Case come Bugatti, Ferrari, Alfa Romeo, Lancia, Porche, Maserati, Mercedes, Fiat ,hanno testato prima il Fix (olio bituminoso), poi l’asfalto, le curve e le frenate delle Madonie. Bugatti, a detta sua, avrebbe comunque provato le sue auto in Sicilia viste le notevoli indicazioni che venivano offerti dell’evento isolano. Tra i piloti basta citare nomi come Ascari , Fangio , Varzi , Bandini , Enzo Ferrari , Graham Hill , Moss , Collins , Ickx , Phil Hill , Elford , Merzario , Bonnier , Abate , Pucci , Muller , Lancia , Taruffi e il Grande Tazio Nuvolari. Ma il pilota più amato dal pubblico è stato Nino Vaccarella, palermitano di nascita e vincitore di tre Targhe (1965,1971,1975). Vaccarella, inoltre, vinse la 24 ore di Le Mans, la 12 ore di Sebring e la 1000 Km del Nurburgring, ma il successo della Targa era ineguagliabile. Ai nostri giorni la Targa assume un fascino più storico che utile. Vale per il campionato italiano  rally, ma quel prestigio internazionale si è perso, perché vincere nelle Madonie era sinonimo di talento.

I siciliani vincitori di Targa Florio che vogliamo continuare a ricordare.......

Il Barone Francesco Ciuppa - Vincente 1909

Pilota automobilistico, nato il 29 maggio 1875. È fra i primi cinque pionieri palermitani a possedere una vettura. Corre l'anno 1903 quando il barone acquista una Berliet e otto mesi dopo partecipa alla “Settimana automobilistica” di Brescia ottenendo due vittorie. È il primo siciliano della storia ad aggiudicarsi la Targa Florio, quella del 1909, su una rossa Spa. Alle sue spalle l'amico e organizzatore della corsa Vincenzo Florio su Fiat. Ciuppa partecipa a diverse gare in Francia ottenendo eccellenti risultati. Nel 1911 sbaraglia tutti i concorrenti nella “Coppa delle vetturette” che si disputa sul circuito delle Madonie. Dopo la prima guerra mondiale è tra i collaboratori di Vincenzo Florio per dare linfa alla mitica Targa Florio.

Giovanissimo, guida nei viali della Piana dei colli, a Palermo, l'Itala del padre; il 14 settembre 1924 partecipa alla cronoscalata del Montepellegrino e si classifica al terzo posto.  Nel 1926 si aggiudica la gara di regolarità Palermo-Partinico- Trapani, l'anno successivo ha il secondo posto nella Corsa delle vetturette  che si disputa sul grande circuito delle Madonie. Il salto di qualità arriva correndo la Targa Florio: Magistri è terzo nella edizione del 1934 con l'Alfa Romeo 6C 1750 GS. L'anno dopo, con la 8C 2600 ufficiale della casa milanese, è quarto. Nel 1936 passa alla Lancia e il 20 dicembre con l'Augusta trionfa alla Targa Florio con la media oraria 67,788. Nel 1939 e nel 1940 corre due edizioni della Mille Miglia, ma deve ritirarsi entrambe le volte per problemi meccanici. Nel suo palmares si trova una vittoria sul Circuito di Parigi nel 1939, una corsa di piccole cilindrate.



Il Barone Antonio Pucci - Vincente 1964


Palermo 23/08/1923-Palermo 15/07/2009 
Desideriamo ricordare il Barone Antonio Pucci a nostro modo, da siciliani, quali siamo. L’americano Toly Arutunoff è stato uno dei tantissimi veri piloti gentleman che, sin dai primi anni sessanta, venivano in Sicilia da oltre oceano con le loro vetture  per avere il piacere e l’onore di “correre in Targa Florio”. Qui, ad accogliere Lui e gli altri come Lui, tutti gli sportivi siciliani e tutti  i piloti siciliani, con la loro immensa appassionata ospitalità ed umanità. Un giorno  “Toly” ci raccontò un episodio particolare, protagonista assoluto il Barone Antonio Pucci. Alla Targa Florio del 1971 “Toly” portò con sé, dalla sua lontana Oklahoma, una“americana”Chevrolet Corvette. Alle verifiche tecniche i commissari furono intransigenti ; non fecero "passare" quella Corvette,troppo" americana" ( rollbar irregolare ). Il Barone Antonio Pucci, lì presente,andò letteralmente su tutte le furie per l'eccessiva "pignoleria" - a suo dire - di quelle verifiche sulla Corvette dell'amico americano ..... nell’occasione  suo “ospite”. Ci furono -  raccontò “Toly” -  discussioni accese e molto  colorite .....   Il Barone Antonio Pucci non  poteva assolutamente concepire , da gran sportivo quale era , che qualcuno potesse venire alla Targa,  dalla lontana  America, per essere poi  “fermato” soltanto  da qualche  freddo  “burocrate”. Da allora “Toly” è rimasto sempre in contatto col “Barone Pucci di Sicilia”. Non ci fù verso. “Toly” non fece quella Targa del 1971.  Siamo certi che il Barone Antonio Pucci, ancora oggi, che non è più tra noi, è sempre  irritato con quei freddi “commissari - burocrati”.Antonio Pucci resterà sempre nella memoria degli sportivi siciliani. Un vero prototipo della passionalità siciliana.
Uno degli ultimi “Gattopardi” di Sicilia. Una perdita enorme.
Lo ricorderemo sempre.

 
Alfonso Merendino – Vincente 1977


Alfonso Merendino, noto con lo pseudonimo Apache. Ha partecipato a più di duecento corse automobilistiche, tra cui la Targa Florio. Nella versione Velocità ha partecipato alla Targa Florio ben undici volte, vincendone l'ultima nel 1977 a bordo di una Chevron B37 in coppia con Raffaele Restivo. Dopo quell'edizione la gara madonita  cessò di esistere come gara di durata e continuò sotto forma di rally (a cui partecipò diverse volte) e gara per auto storiche (Alfonso Merendino  la vinse 2 volte, prima in coppia con G. Shon su Lotus B23 e poi in coppia con il figlio Michele su Jaguar E Type).

Gli altri siciliani vincitori di Targa Florio......

 
Cosi' scriveva il giornalista Giulio Mangano dopo la vittoria alla Targa del 1971:

"DOMENICA CORSE, MARTEDI' SCUOLA "
Se c'è un personaggio che è divenuto tale proprio col cercare di non esserlo questi è Nino Vaccarella, trentottenne neo campione d'Italia, che ha atteso pazientemente per quattordici anni che l'automobilismo « ufficiale » si ricordasse in qualche modo di lui, un pilota che può vantare un « palmaire », per dirla con i francesi, tra i più invidiabili, ma che soprattutto per il suo spirito distaccato, poco propenso alla polemica e alle pressioni sulle decisioni altrui, si trova regolarmente, di anno in anno, in caccia di un posto in una squadra ufficiale. Né gli sono valido passaporto in questa ricerca le vittorie in gare del calibro della « 24 Ore » di Le Mans, o della « 12 Ore » di Sebring, o della « 1000 Km » del Nürburgring  o la « doppietta » della Florio. Non basta tutto questo, a quanto pare, né una invidiabile costanza nel rendimento a fare interessare concretamente i «bigs» dell'automobilismo sportivo a una sempre presente candidatura di Vaccarella.

E così, a riprova di questo stato di provvisorietà perenne della sua carriera il siciliano dell'AUTODELTA si trova anche quest'anno con un contratto a mezzo servizio, di volta in volta accoppiato presumibilmente a un compagno nuovo, e questo nonostante i risultati conseguiti nella passata stagione, dalla strepitosa vittoria in Targa Florio, al secondo posto assoluto di Zeltweg dietro il cinque litri Porsche, dal quarto posto di Spa col turismo due litri, alla bella prova della « 1000 Km » di Monza. Vaccarella comunque, nonostante un curriculum da- fare invidia a chiunque, che lo ha visto al volante di vetture altisonanti come le Ferrari, le Alfa, le Ford GT 40, i 917 Porsche, i Maserati, le Matra o le Lotus e a fianco di compagni come Scarfiotti, Trintignant, Abate, Bonnier, Mairesse, Guichet, Rodriguez, Bandini, Rindt, Muller, Bianchi, Surtees, Andretti, Giunti, resta un pilota a mezzo servizio, uno che col professionismo ha solo qualche attinenza. E il suo « mezzo servizio » non lo vede impegnato su due fronti,  per esempio la formula e i prototipi, ma più semplicemente tra le corse e la scuola, quella « sua » scuola tanto odiata a parole ma alla quale, questo è ampiamente dimostrato, mai e poi mai saprebbe rinunciare. E mentre del Vaccarella pilota chi mastica di automobilismo sa quasi tutto, dagli inizi stentati nel '57 con l'Aurelia argentata al « grande amore » per Ferrari, dall'impasse della Formula 1 al brutto incidente del '63 al Nürburgring, di Vaccarella professore si sa poco o nulla. Il « preside volante » è il maestro riconosciuto del compartimento stagno. E così, regolarmente, inseguendo gli aerei più imprendibili, lo si ritrova il lunedì mattina in Istituto, magari con gli occhi un po' arrossati per la mancanza di sonno, arrivato fresco fresco da Monza o dal Nürburgring, anche se in questo campo il suo record personale resta l'essere riuscito a fare lezione il martedì mattina a Palermo dopo la vittoria a Sebring del '70.

Tradizionalista oltre 'il credibile, il « professore » è un metodico per vocazione. Vive con la madre, anche lei preside di una scuola elementare, ma da buono scapolo ha uno splendido attico sul mare di Palermo arredato con gusto e grande cura, tappezzato di coppe, riconoscimenti, manifesti e ricordi, tantissimi ricordi, dalle pagine ingiallite dei giornali al chiodo d'argento con cui fu messo in trazione per molti mesi dopo la brutta avventura del Nürburgring, dai pannelli con grandi fotografie ai modellini delle  « sue » macchine.
Qui spesso sì riuniscono i suoi amici, si parla di corse, si organizza un tavolo di poker o, meglio, di scopone. Vaccarella infatti è disposto a subire qualsiasi critica, perfino sulla condotta in una gara, ma se volete ferirlo, ditegli che non è un buon giocatore di scopone. Sa in effetti di valere molto — dominatore com'è stato di alcuni campionati della specialità — e non rinunzia al suo rango. La partitina si improvvisa in ogni posto, magari ai boxes con i meccanici e i compagni di squadra durante una sessione di prove o perfino in aereo, durante una trasferta più lunga del solito. Il « preside volante » comunque non è proprio preside, e questo è un mito che proprio lui tende a sfatare. Con precisione tipicamente scolastica tiene a precisare che il preside della sua scuola è la sorella. Lui è solo vicepreside oltre che insegnante di lingua straniera. A scuola comunque il professor Vaccarella non è molto propenso alle concessioni. Accetta il dialogo, lo scambio di esperienze con i ragazzi, ma quando si deve studiare non ci sono santi che tengano. In fondo, la scuola resta una cosa seria quanto le corse. Cosa ha portato il titolo di campione assoluto '11 nella vita di Vaccarella? Sostanzialmente molto poco. Dopo le premiazioni e i festeggiamenti di questi giorni, che sono stati intensi pur senza raggiungere le punte parossistiche delle « processioni » post Targa Florio a Collesano, è rimasto soltanto un tantino di serenità in più. I prossimi impegni sono l'Argentina, poi forse Sebring, Monza, Spa, la Targa, Zeltweg.

Tutto però con tanto possibilismo, in pieno clima pirandelliano. E così l'Alfa, che si trova ad avere finalmente fra i propri piloti il « numero uno » dei conduttori made in Italy, riprenderà il dialogo col siciliano sul « così è se vi pare ». Son passati tanti anni da quella Trapani  - Erice del '57 che vide al via un giovane sconosciuto con un 2500 Lancia argentato. Molta acqua è passata sotto i proverbiali ponti, portandosi appresso l'amore viscerale per il mostro sacro Ferrari, portandosi appresso la chimera della Formula 1, portandosi appresso la certezza di non dover più dimostrare il proprio valore a nessuno. Ancora oggi il neo campione d'Italia con 117 corse disputate cerca di far prendere coscienza ai propri « superiori » delle sue capacità. Proprio per questo lui non molla, e non trovando nulla di gratuito sulla strada continua a cercare di far meglio ogni giorno di più. Forse in questo sta il segreto della forma in costante, leggero, miglioramento del pilota delle Madonie, di cui ancora nessuno riesce a dire che ieri andasse più forte. In fondo, forse, la Vaccarella Story sta tutta qui.
 
 

Gli altri siciliani vincitori di Targa Florio......

Ha partecipato otto volte alla Targa Florio con le auto Chevron, Osella e Porsche. Nel 1967 ha gareggiato su Porsche 356 in coppia con Francesco Troja, classe 1600 per la Scuderia Pegaso. Nel 1968 corre in coppia con Carlo Randazzo su Porsche 911. Nel 1969 partecipa alla Targa in coppia con Marchiolo e si ritira per incidente. Nel 1972 corre alla Targa in coppia con Schmidt con una Porsche 914 ed è 10° assoluto. Nel 1973 gareggia con una Chevron per la Brescia Corse. Nel 1974 sempre alla Targa corre in coppia con Veninata su Chevron e si ritireranno. Nel 1975 si classifica sempre alla Targa secondo assoluto dietro la coppia Merzario-Vaccarella correndo insieme ad Amphicar con la Chevron B26. Nel 1976 vince una prestigiosa Targa Florio in coppia con Amphicar coronando il suo grande sogno. Ha corso sempre in coppia con Amphicar una 1000 km di Monza piazzandosi 4° assoluto. Ha corso inoltre a Imola, Pergusa e nel 1976 si è piazzato sesto assoluto sempre a Monza in una corsa valida per Campionato Mondiale Marche.
 
 
 

I Grandi vincitori della Targa Florio

   1^-1906 Grande Circuito Cagno A. (Itala) 46,800
  2^-1907 Grande Circuito Nazzaro F. (Fiat) 54,086
  3^-1908 Grande Circuito Trucco V. (Isotta FRASCHINI) 59,940
  4^-1909 Grande Circuito Ciuppa F. (SPA) 54,663
  5^-1910 Grande Circuito Cariolato T. (Franco) 46,980
  6^-1911 Grande Circuito Ceirano E. (Scat) 46,830
  7^-1912 1° Giro di Sicilia Snipe C. (Scat) 42,648
  8^-1913 2° Giro di Sicilia Nazzaro F. (Nazzaro) 54,360
  9^-1914 3° Giro di Sicilia Ceirano E. (Scat) 62,280
10^-1919 Circuito Madonie Boillot A. (Peugeot) 55,020
11^-1920 Circuito Madonie Meregalli G. (Nazzaro) 57,924
12^-1921 Circuito Madonie Masetti G. (Fiat 4500) 58,236
13^-1922 Circuito Madonie Masetti G. (Mercedes 4500) 63,091
14^-1923 Circuito Madonie Sivocci U. (Alfa Romeo RLS) 59,040
15^-1924 Circuito Madonie Werner C. (Mercedes 2000) 66,018
16^-1925 Circuito Madonie Costantini M. (Bugatti 2000) 71,609
17^-1926 Circuito Madonie Costantini M. (Bugatti 2000) 73,511
18^-1927 Circuito Madonie Materassi E. (Bugatti 2000) 71,790
19^-1928 Circuito Madonie Divo A. (Bugatti 2000) 73,476
20^-1929 Circuito Madonie Divo A. (Bugatti 2000) 74,375
21^-1930 Circuito Madonie Varzi A. (Alfa Romeo P/2) 78,019
22^-1931 Grande Circuito   Nuvolari T. (Alfa Romeo 2336) 64,834
23^-1932 Piccolo Circuito Nuvolari T. (Alfa Romeo) 79,297
24^-1933 Piccolo Circuito Brivio A. (Alfa Romeo 2300) 75,536
25^-1934 Piccolo Circuito Varzi A. (Alfa Romeo 3000) 69,222
26^-1935 Piccolo Circuito Brivio A. (Alfa Romeo 2960) 79,149
27^-1936 Piccolo Circuito Magistri C. (Lancia Augusta) 67,088
28^-1937 Circuito di Palermo Severi F. (Maserati) 107,704
29^-1938 Circuito di Palermo Rocco G. (Maserati) 114,303
30^-1939 Circuito di Palermo Villoresi L. (Maserati) 136,445
31^-1940 Circuito di Palermo Villoresi L. (Maserati) 142,287
32^-1948 8° Giro di Sicilia "P.pe Igor"- Biondetti (Ferrari) 88,966
33^-1949 9° Giro di Sicilia Biondetti - Benedetti (Ferrari 2000) 82,723
34^-1950 10°Giro di Sicilia F.lli Bornigia (Alfa Romeo 2500) 86,797
35^-1951 Piccolo Circuito Cortese F. (Frazer - Nash 2000) 76,613
36^-1952 Piccolo Circuito BONETTO F. (Lancia Aurelia) 80,025
37^-1953 Piccolo Circuito Maglioli U. (Lancia 2960) 80,631
38^-1954 Piccolo Circuito Taruffi P. (Lancia 3300) 89,930
39^-1955 Piccolo Circuito Moss - Collins (Mercedes 300) 96,290
40^-1956 Piccolo Circuito Maglioli U. (Porsche 1500) 90,970
41^-1957 Piccolo Circuito Colonna F. (Fiat 600)
42^-1958 Piccolo Circuito Musso - Gendebien (Ferrari 3000) 94,801
43^-1959 Piccolo Circuito BARTH - SEIDEL (Porsche 1500) 91,310
44^-1960 Piccolo Circuito Bonnier - HERRMANN (Porsche 1660) 95,334
45^-1961 Piccolo Circuito Von TRIPS - Gendebien (Ferrari 2400) 103,433
46^-1962 Piccolo Circuito Rodriguez - Mairesse - Gendebien (Ferrari ) 102,142
47^-1963 Piccolo Circuito Bonnier - Abate (Porsche 2000) 103,908
48^-1964 Piccolo Circuito Pucci - Davis (Porsche 904) 100,256
49^-1965 Piccolo Circuito Vaccarella - Bandini (Ferrari 3300) 102,562
50^-1966 Piccolo Circuito Mairesse - Muller (Porsche) 98,961
51^-1967 Piccolo Circuito Hawkins - Stommelen (Porsche) 108,811
52^-1968 Piccolo Circuito Elford - Maglioli (Porsche) 111,111
53^-1969 Piccolo Circuito Mitter - SCHUTZ (Porsche 908) 117,469
54^-1970 Piccolo Circuito SIFFERT - Redman (Porsche 908 MK3) 120,151
55^-1971 Piccolo Circuito Vaccarella - HEZEMANS (Alfa Romeo 33/3) 120,055
56^-1972 Piccolo Circuito MERZARIO - Munari (Ferrari 312P) 122,537
57^-1973 Piccolo Circuito Muller - Van Lennep (Porsche Carrera RSR) 114,691
58^-1974 Piccolo Circuito Larrousse - BALLESTRIERI (Lancia Stratos) 109,946
59^-1975 Piccolo Circuito Vaccarella - MERZARIO (Alfa Romeo 33) 115,464
60^-1976 Piccolo Circuito "Amphicar" - Floridia (Osella PA/4) 99,090
61^-1977 Piccolo Circuito Restivo - "Apache" (Chevron B36) 107,140
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Bill Witcher

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