In queste pagine proponiamo, tra le altre cose di “Targa Florio” presenti nel sito, una rassegna di immagini fotografiche, raccolte in ordine cronologico, che fissano i ricordi delle varie vetture che hanno scritto la storia della Targa, nelle sue varie edizioni.
Il 15 maggio 1977 si concluse la storia della Targa Florio arrivata alla sua 61° edizione. La corsa era prevista sempre sul piccolo circuito
di 72 km da percorrere per otto volte. Ma al quinto giro venne interrotta , a causa di un tragico incidente . La classifica venne redatta alla fine del quarto giro; vinse la coppia Restivo-Apache con una Chevron BMW B 36 di 2000 cc. Alla media di 107'140 km/h.
Quel tremendo incidente chiuse definitivamente la mitica Targa Florio.
La Ferrari schiera una sola vettura che viene affidata alla inedita coppia Merzario-Munari. L'alfa Romeo scende in campo decisa schierando quattro 33tt3 di 3 litri affidandole a : De Adamich-Hezemans, Stommelen-Vaccarella, Elford-Van Lennep e Galli-Marko.
Ci sono tutti i protagonisti del Mondiale Marche, tutti i più forti piloti di vetture Sport Prototipo in circolazione, manca solo la Ferrari .
La Targa tocca il culmine della valenza sportiva . Non si può trovare nelle edizioni passate e successive una analoga ricchezza di nomi e marche. Tre case impegnate nel Campionato del Mondo scendono in forze senza lesinare uomini e mezzi eccezion fatta per la Ferrari che impegna solo una 512 S potente e velocissima ma inadatta alle tortuosità siciliane. L'Alfa Romeo schiera le 33 ufficiali, la Porsche le nuovissime 908/3. Le prove avevano annunciato una gara da leggenda, i tempi fatti segnare in prova frantumavano tutti i record precedenti .
La 54° Targa Florio viene vinta dalla coppia Siffert - Redman su Porsche
in 6h 35'30" alla media di 120,151 km/h, secondi la coppia Rodriguez - Kinnumen anch'essi su Porsche, terzi Vaccarella - Giunti su Ferrari
1968 - 5 maggio 52 a Targa Florio .
Il regolamento internazionale cambiò radicalmente, le vetture sport dovevano essere prodotte in almeno 50 esemplari con un tetto di cilindrata di 5000 cc., mentre per i prototipi la cilindrata massima era fissata a 3000cc. In considerazione a questi cambiamenti Ferrari e Chaparral si ritirarono dal mondiale compreso ovviamente anche alla Targa Florio valevole come noto quale prova mondiale. La Porsche allineava una nutrita schiera di 907/2200 8 cil. affidate a specialisti quali Mitter - Scarfiotti, Elford - Maglioli, Siffert - Stommelen, Harmann . L'Alfa affidava le sue chances a tre 33 di 2000 cc. Per Baghetti - Biscardi, Galli - Giunti, Casoni - Bianchi, e la 33 di 2500 cc. era assegnata a Vaccarella - Schutz. Al via subito battaglia, a contendersi il primato furono subito Scarfiotti e Vaccarella, poi salito il tedesco Schutz sulla macchina di Vaccarella la musica cambiò, la guida irruenta del tedesco, mise fuori uso la rossa Alfa andando a sbattere dopo pochi minuti dall'inizio del suo turno. Intanto anche le Porsche accusavano problemi ritirandosi. In testa restava un'altra Alfa 33, quella di Galli - Giunti inseguita da un'altra Alfa 33 di Casoni - Bianchi e dalla Porsche di Elford - Maglioli attardata da una foratura. Elford che aveva personalmente cambiato la gomma, riprese la guida come un forsennato raggiungendo le Alfa di testa inanellando giri veloci su giri veloci che lo portarono a raggiungere e superare prima Casoni e quindi Giunti che nulla poterono fare per contenere lo scatenato Elford. Vincitori della gara Elford - Maglioli in 6 ore 28' 49" alla media di 111,111 km/h suo anche il giro più veloce e nuovo primato in 36' 02" migliorandolo di oltre un minuto. Secondi classificati Giunti - Galli su Alfa a meno di tre minuti, terzi Casoni - Bianchi sempre su Alfa.